Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*




LA DIVINA LITURGIA DI SAN GIACOMO FRATELLO DEL SIGNORE

 (in disuso da secoli)

a cura dell'Archimandrita Antonio Scordino




 
LA DIVINA LITURGIA DI SAN GIACOMO FRATELLO DEL SIGNORE
 

 

  1. Le antifone e le letture indicate con asterisco * , sono quelle proprie del 23 ottobre.
  2. Sulla Mensa si pongono soltanto l’iliton e il ripidion (e, se non sono disposte dietro o al disopra, almeno due lampade accese).
  3. Presso la Mensa si tiene pronti il Disco, il Calice, (la Lancia, se si vuole farne uso per dividere le particole della Comunione), (il Cucchiaio, se è necessario farne uso), il makthron e il grande Velo del Calice (e, se si vuole farne uso, anche quanto serve per lo Zeon).
  4. Nello Skevofilakion [Se non c’è, in un locale comunque separato dal tempio, perché si possa fare – preferibilmente - l’Ingresso dall’esterno; oppure nel Dhiakonikon] sta il Megalìon tra due lampade accese, e lì presso si preparano le vesti sacre, oltre all’incensiere con la sua navetta.
  5. Presso la Porta regia si prepara un bacile con l’acqua, il suo catino (o almeno un catino colmo d’acqua) e un asciugamano.
  6. Presso l’Embomon [se non c’è, si prepara una pedana tra il centro del tempio e il solèa del Santuario] si dispone un tavolino perché i fedeli vi possano deporre le loro offerte [si preparino comunque almeno cinque pani, un’ampolla di vino e una d’acqua].
  7. All’Embomon si dispongono gli scanni occorrenti per il clero [sacerdoti, diaconi, ipodiaconi, ma anche i lettori e i cantori che indossano lo sticharion] e, al centro (se non c’è già), un dhiskelion per intronizzarvi il Megalìon.

 

 * * * * *

 

Liturgia dei catecumeni

Raduno

 

Mentre la Chiesa si raduna [all’ingresso del tempio], si cantano i salmi ascensionali * [i versetti indicati, oppure – se necessario – tutto il salmo]:

 

C  Ed ecco, che cosa è bello o che cosa dà gioia, se non lo abitare dei fratelli insieme?

T  Ricordati di me, Signore! (a ogni versetto)

-   come unguento profumato sul capo, che scende sulla barba, la barba di Aronne, che scende sull’orlo della sua veste;

-   come rugiada dell’Ermon, che scende sui monti di Sion; perché là ha disposto il Signore la benedizione, vita in eterno.

-   Ecco benedite il Signore, voi tutti servi del Signore, voi che state nella casa del Signore, negli atri della casa del nostro Dio.

-   Nelle notti alzate le vostre mani verso il santuario e benedite il Signore.

-   Da Sion ti benedica il Signore, che ha fatto il cielo e la terra.

 

C Lodate il nome del Signore, lodate, servi, il Signore.

T  Alliluia! (a ogni versetto)

-   Voi che state nella casa del Signore, negli atri della casa del nostro Dio,

-   lodate il Signore, perché buono è il Signore; salmeggiate al suo nome, perché è bello.

-   Io so, infatti, che grande è il Signore e che il Signore nostro è al di sopra di tutti gli dei.

-   Tutto ciò che ha voluto il Signore lo ha fatto; nel cielo e sulla terra, nei mari e in tutti gli abissi;

-   fa salire le nubi dall’estremità della terra, ha fatto i lampi per la pioggia, lui che trae fuori i venti dai suoi tesori.

-   Signore, il tuo nome è in eterno e il tuo memoriale di generazione in generazione;

-   perché il Signore giudicherà il suo popolo e si placherà con i suoi servi.

-   Voi che temete il Signore, benedite il Signore.

 

Intanto il sacerdote e il diacono si recano nello Skevofilakion e, dopo aver venerato il Megalìon ivi deposto, il diacono dice:

D  Benedici, signore.

S  Gloria al Padre e al Figlio e al Santo Spirito, unica, semplice e indivisa Trinità, che ci unisce e di per se stessa ci santifica e dà pace alla nostra vita, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

D  Amin.

S  Sovrano Signore, Dio mio, non disprezzarmi, anche se sono macchiato da un gran numero di peccati; ecco infatti, mi presento innanzi a questo divino e sovraceleste mistero, non perché ne sia degno; ma volgendo gli occhi alla tua bontà, a te innalzo questo grido: Dio, perdona a me peccatore! Ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono degno di levare gli occhi verso questa sacra e spirituale mensa sulla quale il tuo unigenito Figlio, il nostro Signore Gesù Cristo, misteriosamente giace in sacrificio per me, peccatore e gravato d’ogni possibile colpa. Ora io a te innalzo questa mia supplica, perché discenda su di me il tuo Spirito Paraclito per rendermi capace e degno di questa Liturgia; perché senza condanna possa annunciare al popolo la Parola che tu mi hai rivolto, in Cristo Gesù nostro Signore, con il quale sei benedetto e glorificato insieme al santissimo, buono, vivificante e consustanziale tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

D  Amin.

Quindi indossano le vesti sacre e il sacerdote prega:

S  Benefattore e re dei secoli, creatore di tutte le cose, accogli la tua Chiesa che si avvicina a te per mezzo di Cristo; concedi a ciascuno ciò che è utile, conduci tutti alla perfezione, rendici degni della grazia della tua santificazione, tu che ci hai chiamato alla tua santa cattolica e apostolica Chiesa e che ci hai riscattato con il sangue prezioso del tuo unigenito Figlio, il Signore e salvatore nostro Gesù Cristo, con il quale sei benedetto e glorificato insieme al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

D  Amin.

S  Gloria al Padre, al Figlio, e al Santo Spirito; Luce trina e una dell’unica divinità che esiste nell’unità della Trinità e senza divisione si distingue. Trinità è un solo Dio onnipotente: i cieli cantano la sua gloria, la terra il suo dominio, i mari la sua potenza, e ogni creatura materiale e razionale proclama la sua grandezza. A Lui è dovuta ogni gloria, onore, potere, grandezza e magnificenza, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

D  Amin.

E presenta al sacerdote l’incenso, dicendo: D   Benedici, signore, l’incenso.

Il sacerdote infonde l’incenso, dicendo:

S  Dio, tu hai accettato i doni di Abele, il sacrificio di Noè e di Abramo, l’offerta d’incenso di Aronne e Zaccaria. Dalle mani di noi peccatori ricevi anche questo incenso, in odore di soavità, per la remissione dei peccati nostri e di tutto il tuo popolo, perché tu sei benedetto e a te è dovuta la gloria, Padre, Figlio e Santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

D  Amin.

Ingresso

 

Il sacerdote incensa il Megalìon, e si forma il corteo: precede la Croce tra le torce accese; segue il clero secondo il suo ordine, e quindi il diacono - che porta l’incensiere fumigante – e il sacerdote, che ostenta il Megalìon. Durante il tragitto si antifona il salmo introitale * :

 

C  Lodate il Signore, perché è buono; perché in eterno è la sua misericordia.

T  perché in eterno è la sua misericordia. (a ogni versetto)

-   Lodate il Dio degli dei,

-   Lodate il Signore dei signori,

-   lui che solo ha fatto grandi meraviglie,

-   che ha fatto i cieli con intelligenza,

-   che ha fissato la terra sulle acque,

-   che solo ha fatto le grandi luci,

-   il sole a dominio del giorno,

-   la luna e le stelle a dominio della notte,

-   Lodate il Dio del cielo,

 

Giunti all’ingresso, davanti alla porta centrale, il diacono esclama:

D  In piedi!

S  Dio onnipotente, Signore dal nome tremendo, tu ci hai donato l’ingresso al Santo dei santi per mezzo della venuta del tuo unigenito Figlio, il Signore Dio e salvatore nostro Gesù Cristo. Ora noi, tremando timorosi, ci presentiamo al tuo santo altare e supplichiamo, invocando la tua bontà. Invia su di noi, o Dio, la tua benevolenza e la tua grazia; santifica il nostro corpo e il nostro spirito; volgi alla pietà il nostro pensiero, perché con coscienza pura possiamo offrirti doni, offerte, primizie, per la remissione delle nostre colpe e la propiziazione di tutto il tuo popolo,

per la grazia, la misericordia e l’amore per gli uomini dell’unigenito tuo Figlio, con il quale sei benedetto insieme al Santo Spirito, nei secoli dei secoli.

T  Amin.

 

Si va all’Embomon antifonando il salmo; il sacerdote intronizza il Megalìon, lo incensa dai quattro lati e incensa tutto il tempio, mentre si canta anche il poema dell’imperatore Giustiniano:

T  Unigenito Figlio e Logos di Dio, tu che sei immortale, per la nostra salvezza hai voluto incarnarti dalla santa Madre di Dio e sempre vergine Maria; senza mutare ti sei fatto uomo, Cristo Dio e, crocefisso, hai calpestato la morte con la morte. Tu sei uno della santa Trinità, glorificato con il Padre e il Santo Spirito: salvaci!

 

Il diacono, rivolto verso il popolo, dice:

D  In pace preghiamo il Signore.

T  Kyrie, elèison. (ogni volta)

-   Per la pace dall’alto, l’amore di Dio per gli uomini e la salvezza delle anime nostre, preghiamo il Signore.

-   Per la pace del mondo intero e l’unione di tutte le sante Chiese di Dio, preghiamo il Signore.

-   Per la salvezza e la protezione del nostro santo padre, il vescovo N., di tutto il clero e del popolo amante di Cristo, preghiamo il Signore.

-   Per la remissione dei peccati e il perdono delle nostre colpe; per essere liberati da ogni afflizione, flagello, pericolo, necessità e insurrezione nemica, preghiamo il Signore.

-   Facendo memoria della tutta santa, purissima, più che gloriosa, benedetta signora nostra, Madre di Dio e sempre vergine Maria; del santo, glorioso profeta e precursore Giovanni Battista; dei divini e celebrati apostoli; dei gloriosi profeti; dei vittoriosi martiri; di tutti i santi e giusti che noi ricordiamo, affinché per le loro preghiere e suppliche noi tutti siamo liberati, affidiamo noi stessi, gli uni gli altri, e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

T  A te, Signore.

 

Frattanto il sacerdote prega sottovoce:

S  Buono e misericordioso, longanime e di molte misericordie, veramente Signore; dalla tua santa dimora volgi il tuo sguardo, esaudisci noi che ti supplichiamo, concedi a noi libertà da ogni tentazione diabolica e umana, non allontanare da noi il tuo aiuto, non provarci oltre le nostre forze. Noi, infatti, non siamo capaci di resistere agli ostacoli sul nostro cammino: tu, Signore, puoi salvarci da ogni pericolo. Salvaci, Signore Dio, dalle difficoltà di questa vita, per la tua bontà, perché mentre ci avviciniamo con coscienza pura al tuo santo altare, possiamo innalzare a te, senza condanna, insieme alle angeliche schiere, l’inno beato del trisaghio; degnaci di godere della vita eterna dopo aver compiuto la divina liturgia a te gradita,

perché tu sei santo, signore Dio nostro, e nel Santo abiti e riposi e noi a te rendiamo gloria e innalziamo l’inno trisaghio, Padre, Figlio e Santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

T  Amin.

 

Volgendosi verso i fedeli al centro, il sacerdote a mani levate invoca:

S  Tu, pastore d’Israele, volgiti, tu che guidi come un gregge Giuseppe; tu che siedi sui cherubini, manifestati.

T  Santo Dio, santo forte, santo immortale, abbi di noi pietà.

Volgendosi verso i fedeli alla sua sinistra, il sacerdote a mani levate invoca:

S  O Dio, facci tornare, manifesta il tuo volto e saremo salvati.

T  Santo Dio, santo forte, santo immortale, abbi di noi pietà.

Volgendosi verso i fedeli alla sua destra, il sacerdote a mani levate invoca:

S  O Dio delle schiere, ritorna, guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna, e restaura colei che la tua destra ha piantato.

T  Santo Dio, santo forte, santo immortale, abbi di noi pietà.

Volgendosi verso oriente, il sacerdote a mani levate invoca:

S  Gloria al Padre, e al Figlio, e al Santo Spirito; e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin.

T  Trinità santa, abbi di noi pietà.

 

 Letture

 

Il sacerdote si volge al popolo e benedice:

S  Pace † a tutti.

T  e al tuo spirito.

Il lettore, volto al popolo:

L  Lettura del libro dell’Esodo *. (19, 16-18. 20, 1-21)

D  Attenti.

L  E avvenne il terzo giorno, quando fu verso mattina, che ci furono voci e folgori e una nube di caligine sul monte Sinai. La voce della tromba suonava forte; e fu spaventato tutto il popolo che era nell’accampamento. E condusse Mosè il popolo per andare incontro a Dio, fuori dell’accampamento, e stettero sotto il monte. E parlò il Signore tutte queste parole dicendo: “Io sono; il Signore Dio tuo che ti ho condotto fuori dalla terra d’Egitto, dalla casa della schiavitù. Non avrai altri dèi all’infuori di me. Non farai per te idolo né sembianza di tutto quanto è nel cielo, in alto, e quanto è sulla terra in basso, e quanto è nelle acque sotto la terra. Non li adorerai e non renderai loro culto: perché io sono il Signore Dio tuo, Dio geloso che retribuisco i peccati dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione per chi mi odia e concedo misericordia a migliaia per chi mi ama e custodisce i miei precetti. Non userai il nome del Signore Dio tuo invano, perché non purificherà il Signore chi usa il suo nome invano. Ricordati del giorno di sabato per santificarlo. Sei giorni sarai operoso e farai tutte le tue opere; ma nel settimo giorno, sabato per il Signore Dio tuo: non farai in esso nessuna opera, tu e tuo figlio e tua figlia, il tuo servo e la tua serva, il tuo bue e il tuo asino e ogni tua bestia da soma e il forestiero che soggiorna con te. Perché in sei giorni ha creato il Signore il cielo e la terra e il mare e tutte le creature in essi e si è riposato nel settimo giorno; per questo il Signore ha benedetto il settimo giorno e l’ha santificato. Onora tuo padre e la madre perché bene tu abbia e perché tu abbia lunga vita sulla terra buona che il Signore Dio tuo ti dà. Non fornicherai. Non ruberai. Non ucciderai. Non renderai falsamente contro il tuo prossimo testimonianza falsa. Non desidererai la donna del tuo prossimo. Non desidererai la casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né ogni sua bestia, né quanto è del tuo prossimo”. E tutto il popolo vedeva la voce e le luci e la voce della tromba e il monte che fumava: temettero e tutto il popolo stette lontano. E dissero a Mosè: “Parla tu a noi, e non parli a noi Dio, che non moriamo”. E dice loro Mosè: “Abbiate coraggio: per tentarvi Dio è venuto a voi, perché venga il timore di lui in mezzo voi, perché non pecchiate”. Stava lontano il popolo e Mosè entrò nella caligine ove era Dio.

 

Lo stesso lettore - o un cantore – antifona con il popolo:

L  Versetti dell’Epistola, tono plagale quarto, dal salmo diciotto *: Per tutta la terra è uscito il suo suono e sino ai confini del mondo le sue parole.

T  Per tutta la terra… (a ogni versetto)

-   I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani.

-   Giorno a giorno trasmette la parola e notte a notte annuncia la conoscenza.

-   La legge del Signore è immacolata: converte le anime; la testimonianza del Signore è fedele: fa sapienti i bimbi.

-   I decreti del Signore sono retti: rallegrano il cuore; il comando del Signore è splendente: illumina gli occhi.

 

Lo stesso lettore - o un altro - dice:

L  Lettura dell’epistola cattolica di Giacomo. * (1, 16-27)

D  Attenti.

L  Fratelli miei carissimi: non ingannatevi. Ogni dono buono e ogni regalo perfetto viene dall’alto, discendendo dal Padre delle luci, presso il quale non c’è mutazione né ombra di rivolgimento. Per sua volontà ci generò mediante la parola di verità, per essere noi una primizia delle sue creature. Fratelli, ogni uomo sia svelto ad ascoltare, lento a parlare, lento all’ira. L’ira dell’uomo non compie la giustizia di Dio. Perciò deponendo ogni immondezza e ogni eccesso di malizia, accogliete con docilità la parola che è stata innestata in voi e che può salvare le vostre anime. Siate costruttori della parola e non ascoltatori soltanto, ingannando voi stessi. Chi è ascoltatore della parola e non costruttore, somiglia a un uomo che guarda il volto della sua nascita allo specchio: si guardò e poi se n’andò, e subito dimenticò com’era. Chi invece si china sulla legge perfetta, quella della libertà e vi persevera, non come ascoltatore smemorato ma mettendola in pratica, costui sarà beato nel suo agire. Se uno pensa di essere religioso, ma non frena la lingua ingannando il suo cuore, la sua religiosità è vuota. Questa è religiosità pura e senza macchia davanti a Dio Padre: visitare gli orfani e le vedove nella loro afflizione, custodirsi immune da questo mondo.

 

Mentre si canta l’Alliluiario come appresso indicato, il diacono presenta l’incenso al celebrante che l’infonde sui carboni così pregando:

S  A te, Signore ricolmo d’ogni soavità e gioia, offriamo tra i doni che tu ci hai dato, questo incenso e ti preghiamo: dalle nostre povere mani si innalzi sino al tuo santo e celeste altare, in odore di soavità e remissione dei nostri peccati e delle colpe di tutto il tuo popolo; per la grazia e le misericordie e l’amore per gli uomini del tuo unigenito Figlio, con il quale sei benedetto insieme al tuo santissimo buono e vivificante Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

D  Amin.

 

E il diacono incensa il Megalìon dai quattro lati. Intanto il cantore e il popolo antifonano *:

T  Alliluia, alliluia, alliluia! (a ogni versetto)

C  Le tue misericordie, Signore, canterò in eterno, di generazione in generazione annuncerò la tua verità con la mia bocca,

-   Proclameranno i cieli le tue meraviglie, Signore, e la tua verità nella chiesa dei santi.

-   Dio è glorificato nel consiglio dei santi, è grande e terribile su tutti quelli che lo circondano.

-   Giustizia e giudizio sono la base del tuo trono, misericordia e verità cammineranno davanti al tuo volto.

 

Terminato l’Alliluiarion, il diacono dice le invocazioni:

D  Diciamo tutti: Kirie, eleison!

T  Kirie, eleison. (3v, ogni volta)

-   Signore onnipotente e celeste, Dio dei nostri padri, noi ti preghiamo, ascoltaci.

-   Per la pace che viene dall’alto, l’amore di Dio per gli uomini e la salvezza delle anime nostre, noi ti preghiamo, ascoltaci.

-   Per la salvezza e la protezione del nostro santo padre il vescovo N., di tutto il clero e del popolo amante di Cristo, noi ti preghiamo, ascoltaci.

-   Per la santa città di Cristo nostro Dio, per la capitale, per ogni città e paese, noi ti preghiamo, ascoltaci.

-   Per la nostra Nazione, il Governo e l’Esercito, noi ti preghiamo, ascoltaci.

-   Per la remissione dei peccati e il perdono delle nostre colpe, per essere liberati da ogni afflizione, flagello, pericolo, necessità, prigione, morte amara e da tutte le nostre colpe, noi ti preghiamo, ascoltaci.

-   Salva, Dio il tuo popolo e benedici la tua eredità; visita il tuo mondo con misericordia e bontà; esalta la schiera dei cristiani ortodossi con la potenza della preziosa e vivificante Croce; l’intercessione della tutta santa, benedetta signora nostra, Madre di Dio e sempre vergine Maria; del Precursore; degli apostoli e di tutti i tuoi santi. Ti supplichiamo, Signore misericordioso: ascolta le nostre suppliche e abbi pietà.

 

Frattanto il sacerdote prega:

S  Fa’ splendere nei nostri cuori, Signore amico degli uomini, l’inestinguibile luce della conoscenza; spalanca gli occhi della nostra mente per poter comprendere il tuo vangelo; infondi in noi il timore del tuo beato volere affinché, dopo aver vinto i desideri carnali, possiamo dirigerci a una vita spirituale tenendo sempre pensieri e modi di agire a te gradevoli,

perché tu sei il buon annuncio e la luce, la salvezza e la protezione delle anime e dei corpi, o Dio, e l’unigenito tuo Figlio e il tuo santissimo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

T  Amin.

 

D  In piedi, ascoltiamo il santo Vangelo.

S  Pace † a tutti.

T  E al tuo spirito.

D  Stiamo attenti alla santa lettura!

Lettura del santo vangelo secondo Matteo. * (13, 54-58)

T  Gloria a te, Signore!

D  In quel tempo Gesù venne nella sua patria e insegnava alla folla nella loro sinagoga in modo che erano stupiti e dicevano: “Da dove gli viene questa sapienza e le forze? Non è il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Iosì, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte da noi? Dunque: da dove gli vengono tutte queste cose?” Ed erano scandalizzati di lui. Ma Gesù disse loro: “Non c’è profeta disonorato, se non nella sua patria e in casa sua”. E lì non fece molti portenti a causa della loro incredulità.

T  Gloria a te, Signore!

 

Dopo la spiegazione delle letture, il diacono, rivolto verso il popolo, dice:

D  Preghiamo con fervore; in pace preghiamo il Signore.

T  Kirie, eleison. (ogni volta)

-   Per la salvezza e la protezione del nostro santo padre il vescovo N., di tutto il clero e del popolo amante di Cristo, preghiamo il Signore.

-   Per la remissione dei peccati e il perdono delle nostre colpe; per essere liberati da ogni afflizione, flagello, pericolo, necessità e insurrezione nemica, preghiamo il Signore.

 

Intanto il sacerdote prega sottovoce:

S  Tu, Dio, hai fatto risuonare per noi la tua divina e salutare parola: illumina le anime di noi peccatori affinché possiamo comprendere ciò che è stato letto e possiamo non solo apparire come ascoltatori delle parole spirituali ma anche essere operatori di buone opere, mantenendo fede sicura, vita integra e condotta irreprensibile,

in Cristo Gesù nostro Signore, con il quale sei benedetto e glorificato insieme al tuo santissimo, buono e vivificante Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

T  Amin.

 

D  Che l’intero giorno sia perfetto, santo, tranquillo e senza peccato, noi tutti al Signore chiediamo.

T  Concedi, Signore. (ogni volta)

-   Un angelo di pace, guida fedele, custode delle anime nostre e dei nostri corpi, noi tutti al Signore chiediamo.

-   La remissione e il perdono dei nostri peccati e delle nostre colpe, noi tutti al Signore chiediamo.

-   Ogni bene utile alle anime nostre e ai nostri corpi e la pace per il mondo, noi tutti al Signore chiediamo.

-   Di trascorrere il resto della nostra vita in pace e salute, noi tutti al Signore chiediamo.

-   Una fine cristiana della nostra vita, serena, senza dolore e senza rimorso e una bella difesa dinanzi al tremendo, terribile tribunale di Cristo, noi tutti al Signore chiediamo.

-   Facendo memoria della tutta santa, purissima, gloriosa, benedetta signora nostra, Madre di Dio e sempre vergine Maria; del glorioso profeta e precursore Giovanni battista; dei divini e celebrati apostoli; dei gloriosi profeti; dei vittoriosi martiri e di tutti i santi e giusti che noi ricordiamo, affidiamo noi stessi, gli uni gli altri, e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

T  A te, Signore.

 

Intanto il sacerdote sottovoce prega:

S  Signore, datore di vita ed elargitore di beni, tu che dai agli uomini la beata speranza della vita eterna, Gesù Cristo nostro Signore, rendici degni, o buono, di portare a termine per te, nella santità, questa liturgia divina per il godimento della beatitudine che noi attendiamo,

affinché custoditi sempre dalla tua potenza e guidati dalla luce di verità, rendiamo gloria e azione di grazie a te Padre, Figlio e Santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

T  Amin.

 

D  Nella pace di Cristo, cantiamo. Nessun catecumeno, chi non è stato iniziato, chi non può pregare con noi rimanga qui. State attenti a vicenda. Le porte! Tutti in piedi!

 

Liturgia dei fedeli

 

Presentazione dei Doni

Il sacerdote va innanzi alla Porta regia e si lava le mani, dicendo:

S  Giudicami, Signore, perché io nella mia innocenza ho camminato e sperando nel Signore non sarò scosso. Laverò tra gli innocenti le mie mani e girerò attorno al tuo altare, Signore, per udire la voce della lode e raccontare tutte le tue meraviglie. Signore, ho amato lo splendore della tua casa e il luogo della dimora della tua gloria.

e prima di asciugarsi asperge con le mani il popolo. Quindi entra nel Santuario e spiega la santa tovaglia, mentre il diacono esorta, rivolto verso il popolo:

D  Nella pace di Cristo, cantiamo!

E il coro canta l’inno disposto dall’imperatore Giustino:

T  Stia muto ogni mortale e stia con timore e spavento e nulla pensi di terreno, perché il Re dei re e il Signore dei signori avanza per essere sacrificato e dato in cibo ai credenti.

Lo precedono i cori degli angeli con ogni principato e potestà, i cherubini dai molti occhi e i serafini dalle sei ali che nascondono il volto e gridano: Alliluia!

 

Intanto il sacerdote, inchinato, dice sottovoce la preghiera di san Dionigi, rivelatore di celesti misteri:

S  Signore, mentre calpestiamo questo suolo tremendo, il nostro volto arrossisce; avvicinandoci alla tua mensa risplendente, accostandoci al tuo terribile tribunale, il nostro cuore batte all’impazzata; mentre portiamo la tua sacra e intoccabile vittima, le nostre braccia tremano. Quale uomo, su questa terra, inchiodato alle proprie passioni, può essere degno di sfiorare così grandi misteri? Manca infatti alla natura instabile la fiducia, e una coscienza malvagia travaglia l’anima: una vita colpevole e un modo d’agire indecente stendono un velo di caligine sulla mente. Per questo noi ora siamo atterriti; abbiamo paura, infatti, di condannarci, toccando indegnamente i doni divini. Ma ora noi supplichiamo il tuo amore per gli uomini: concedi a noi di poter toccare senza paura i tuoi santi misteri, rendici forti nell’anima e nel corpo, concedi a noi di poter compiere le cose sacre degnamente, per mezzo della tua ineffabile potenza. Tutte le cose infatti, avvengono per mezzo tuo e a te conviene la gloria, l’onore e la magnificenza, Padre, Figlio e Santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin.

 

Intanto il diacono porta alla Mensa il Calice e il Disco, ponendoli rispettivamente a sinistra e a destra del sacerdote, mentre gli altri inservienti presentano al sacerdote cinque pani, da quelli offerti, il vino e l’acqua. Il sacerdote leva un pane e lo pone sul disco – mentre il diacono versa il vino nel calice con un po’ d’acqua - dicendo:

S  Dio, Dio nostro che hai inviato il pane del cielo, il cibo di tutto il mondo, il Signore nostro Gesù Cristo salvatore, redentore e benefattore che ci benedice e ci santifica: benedici ora i doni preparati e accoglili nel tuo celeste altare; ricordati, buono e amico degli uomini, di chi li ha offerti e di coloro per i quali sono stati offerti; concedi a loro tutto ciò che chiedono per la salvezza e conservaci senza condanna nella sacra azione dei tuoi divini misteri, poiché è santificato e glorificato l’onorabile e magnifico tuo nome, del Padre, del Figlio e del Santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

D  Amin.

Il sacerdote copre con il grande Velo i Doni, e versando l’incenso dice:

S  Insieme all’incenso di Aronne e Zaccaria tuoi servi e a ogni odore spirituale, ricevi anche dalle mani di noi peccatori il sacrificio di questo incenso per la remissione dei peccati e la propiziazione di tutto il tuo popolo. Purificati dal fetore dei peccati, accompagnaci al tuo santo altare, perché è benedetto il tuo santissimo nome, Padre, Figlio e Santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

D  Amin.

Il sacerdote incensa i Doni dicendo:

S  Signore Dio onnipotente, re della gloria: tu conosci tutte le cose prima ancora che siano; in questa ora santa sii presente a noi che ti invochiamo. Liberaci dalla vergogna della colpa; purifica la nostra mente e i nostri pensieri dai desideri impuri, dalle illusioni del mondo, da ogni forza diabolica; ricevi dalle mani di noi peccatori questo incenso, in odore di soavità, come hai ricevuto l’offerta di Abele, Noè, Aronne e Samuele e di tutti i tuoi santi; liberaci da ogni cattiveria; salvaci, perché possiamo essere a te graditi e adorare e glorificare te, Padre, e l’unigenito tuo Figlio e il tuo santissimo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

D  Amin.

 

Il diacono, terminato l’inno Stia muto, si volge al popolo e dice:

D  Con sapienza di Dio stiamo attenti!

e il popolo insieme al clero:

T  Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. E in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli, Luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, consustanziale al Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state fatte. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocefisso per noi sotto Ponzio Pilato, patì e fu sepolto, e il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture. E’ salito al cielo e siede alla destra del Padre, e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. E nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre, e con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. E nella Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del secolo futuro. Amin.

 

Al termine il diacono dice al popolo:

D  Stiamo attenti! Nella pace del Signore preghiamo.

T  Kirie, eleison. (3 volte)

S  Dio e Signore di tutte le cose, in questa ora rendi degni noi indegni, buono. Purificati da ogni inganno e da ogni ipocrisia, ci uniremo in un abbraccio di pace e carità, confermati nella santità dalla tua divina conoscenza, per mezzo del tuo unigenito Figlio, il Signore Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo con il quale sei benedetto insieme al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito,

poiché tu sei Dio di misericordia e di pace, misericordioso e amico degli uomini, tu e il tuo unigenito Figlio insieme al tuo santissimo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

T  Amin.

Il sacerdote benedice il popolo:

S  Pace † a tutti.

T  e al tuo spirito.

D  Amiamoci gli uni gli altri in un santo abbraccio.

Il clero, ciascuno secondo il proprio ordine, si scambia il bacio di pace, mentre ognuno dei fedeli si inchina al suo vicino. Intanto si canta:

T  Ti amerò, Signore, mia forza; il Signore è il mio sostegno, il mio rifugio e il mio liberatore.

 

D  Chiniamo il nostro capo al Signore.

T  A te, Signore.

S  Tu stai sopra le nubi del cielo e guardi il creato negli abissi; tu solo sei Signore e Dio misericordioso: a noi tutti che pieghiamo il capo dinanzi al tuo santo altare e chiediamo da te doni spirituali, invia la buona grazia; benedici noi tutti con ogni benedizione spirituale che non può essere tolta,

perché e giusto lodare e venerare il tuo glorioso e santissimo nome, Padre Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

T  Amin.

 

Il diacono, rivolto al sacerdote, ad alta voce:

D  Benedici, signore!

S  Il Signore ci benedica, ci assista e ci renda degni di stare innanzi al suo santo altare; scenda su di noi il suo santo Spirito, la sua grazia e il suo amore per gli uomini; in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

T  Amin.

Il sacerdote, volto a oriente e con le mani levate canta con bella voce:

S  Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace sulla terra (3v). Signore apri le mie labbra, la mia bocca annuncerà le tue lodi (3v). Le mie labbra siano colme di lodi, Signore, per cantare la tua gloria; tutto il giorno, la tua magnificenza (3v),

segnando i santi Doni:

nel nome del Padre †, del Figlio † e del Santo † Spirito.

T  Amin.

Il sacerdote, inchinandosi verso il popolo a destra e a sinistra, dice:

S  Magnificate il Signore con me ed esaltate il suo santo nome.

T  Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà. Il clero aggiunge: Ricordati di noi, Signore, nel Regno dei cieli; in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin.

 

Il diacono, rivolto verso il popolo, inizia la supplica cattolica:

D  In pace, preghiamo il Signore.

T  Kirie, eleison. (ogni volta)

-   Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi e custodiscici, o Dio con la tua grazia.

-   Per la pace che viene dall’alto, l’amore di Dio per gli uomini e la salvezza delle anime nostre, preghiamo il Signore.

-   Per la pace del mondo intero e l’unione di tutte le sante chiese di Dio, preghiamo il Signore.

-   Per questa santa dimora; per la Chiesa cattolica e apostolica diffusa da un confine all’altro della terra, preghiamo il Signore.

-   Per la salvezza e l’aiuto del nostro santo vescovo N., di tutto il clero e del popolo amante di Cristo, preghiamo il Signore.

-   Per la Nostra Nazione, il Governo e l’Esercito, per il celeste aiuto su di loro, protezione e vittoria, preghiamo il Signore.

-   Per Gerusalemme, la santa città di Cristo nostro Dio; per la capitale; per ogni città e paese e per chi vi abita con fede ortodossa e timor di Dio, preghiamo il Signore.

-   Per chi presenta offerte e opera il bene nelle sante chiese di Dio, ricordandosi dei poveri, delle vedove e degli orfani, degli stranieri e dei bisognosi, e per coloro che ci hanno chiesto il ricordo nella preghiera, preghiamo il Signore.

-   Per i vecchi, i deboli, i malati, i sofferenti, gli afflitti da impuri spiriti: perché Dio li guarisca presto e li salvi, preghiamo il Signore.

-   Per chi vive in verginità, ascesi, castità, pura unione; per i venerandi padri e fratelli che lottano sui monti, nelle grotte e nelle spelonche della terra, preghiamo il Signore.

-   Per i naviganti, i viandanti, i pellegrini cristiani e per i nostri fratelli carcerati, prigionieri, esiliati, perché possano tornare in pace e gioia alle loro famiglie; per i nostri padri e fratelli presenti che in questa santa ora e in ogni tempo pregano con noi, perché siano sempre zelanti, laboriosi e generosi, preghiamo il Signore.

-   Per ogni anima cristiana afflitta e nel dolore che attende da Dio aiuto e misericordia; per la guarigione dei malati, la liberazione dei carcerati e il riposo dei nostri padri e fratelli che prima di noi si sono addormentati, preghiamo il Signore.

-   Per la serenità del clima, per una pioggia salubre e rugiada benefica, per l’abbondanza dei frutti della terra e un buon raccolto, per la corona dell’anno, preghiamo il Signore.

-   Per la remissione dei peccati e il perdono delle nostre colpe; per essere liberati da ogni afflizione, ira, pericolo, necessità e minaccia nemica, preghiamo il Signore.

-   Per questi divini doni e la salvezza del venerando sacerdote che sta compiendo l’offerta, supplichiamo il Signore Dio nostro.

-   Perché la nostra supplica sia esaudita e accetta al cospetto di Dio; perché ci doni l’abbondanza della sua misericordia e bontà, rendendoci degni del Regno dei cieli, con forza preghiamo.

-   Facendo memoria della tutta santa, purissima, più che gloriosa, benedetta signora nostra, Madre di Dio e sempre vergine Maria; del santo beato e glorioso profeta e precursore Giovanni battista; dei santi apostoli; di santo Stefano primo diacono e primo martire; dei profeti e di tutti i santi e giusti che noi ricordiamo, affinché con le loro preghiere e suppliche possiamo essere salvi, affidiamo noi stessi, gli uni gli altri, e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

T  A te, Signore.

 

Intanto il sacerdote, a capo chino, sottovoce prega:

S  O Dio, per il tuo grande e ineffabile amore per gli uomini, hai inviato nel mondo il tuo unigenito Figlio per ricondurre all’ovile le pecorelle smarrite: non abbandonare noi peccatori che abbiamo in mano questo tremendo, incruento sacrificio. Noi non confidiamo nelle nostre opere di giustizia ma nella tua buona misericordia con la quale hai acquistato il nostro genere umano; e ora ti supplichiamo, invochiamo la tua bontà: questo mistero da noi dispensato per la salvezza, non divenga condanna per il tuo popolo ma purificazione dei peccati, rinnovamento delle anime e dei corpi e sia a te bene accetto, Dio e Padre, perché sei un Dio amico degli uomini e a te conviene la gloria, Padre Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin.

Poi il sacerdote leva il grande Velo dai doni, dicendo:

S  Rendiamo grazie a te, Signore Dio nostro: tu hai donato a noi la fiducia di entrare nel Santo dei santi per mezzo del sangue di Gesù; con la sua carne hai rinnovato per noi una nuova via di vita: rendici degni di entrare nella tenda della tua gloria. Tra il velo e il santuario noi ci gettiamo per terra, dinanzi la tua bontà, Signore, perché tu abbia di noi pietà, tremando per il timore di stare dinanzi al tuo santo altare e offrire a te questo tremendo, incruento sacrificio. Invia su di noi, Dio, la tua buona grazia, santifica la nostra anima, il nostro corpo e lo spirito, e converti a pietà i nostri pensieri perché con pura coscienza possiamo offrire a te il sacrificio di misericordia, lode e pace. Quando tu strapperai il misterioso velo che simbolicamente nasconde questo sacro rito, chiaramente rivela a noi la tua luce incomprensibile e riempine gli occhi spirituali. Dopo aver purificato la nostra povertà da ogni macchia mondana, rendila degna di questo terribile e tremendo servizio

per la grazia, la misericordia, la benignità dell’Unigenito tuo Figlio, con il quale sei benedetto insieme al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

T  Amin.

 

S  Pace † a tutti.

T  e al tuo spirito.

 

Anafora

Il diacono, volto al popolo:

D  Stiamo con attenzione, stiamo con devozione, stiamo con timor di Dio e pentimento; stiamo attenti, per offrire in pace a Dio la santa oblazione.

T  Misericordia, pace, sacrificio di lode!

 

Il sacerdote si volge verso il popolo e benedice:

S  L’amore di Dio Padre †, la grazia del nostro Signore Dio e Salvatore Gesù Cristo †, la comunione e i doni del santissimo Spirito †, siano con tutti voi.

T  e con il tuo spirito.

levando le mani e gli occhi al cielo:

S  Innalziamo la mente e il cuore.

T  Sono rivolti al Signore.

Inchinandosi verso oriente:

S  Rendiamo grazie al Signore.

T  E’ cosa buona e giusta.

 

Si chiudono le tende, e – mentre il diacono agita il ripidion [in mancanza, il grande Velo ripiegato], il sacerdote a mani levate dice:

E’ veramente degno e giusto, doveroso e giovevole lodarti, inneggiarti, benedirti, adorarti, glorificarti e rendere azione di grazie a te, creatore di tutte le cose visibili e invisibili, tesoro dei beni eterni, sorgente di vita e immortalità, Dio e Signore di tutte le cose. A te inneggiano i cieli; i cieli dei cieli e tutte le loro Potenze; il sole, la luna e tutto il coro degli astri; la terra, il mare e tutto quanto è in essi; la Gerusalemme celeste, la festosa assemblea degli eletti, la Chiesa dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli; gli spiriti dei giusti e dei profeti, le anime dei martiri e degli apostoli, gli angeli e gli arcangeli, i Troni e le Dominazioni, i Principati e le Potenze, le temibili Virtù e i Cherubini dai molti occhi, i Serafini dalle sei ali: con due ali si coprono il volto, con due i piedi e con due volano e gridano gli uni gli altri con voce incessante e glorificazione continua;

l’inno trionfale della tua gloria meravigliosa con splendida voce cantano, gridano, celebrano, proclamano e dicono:

T  Santo, Santo, Santo, il Signore Dio degli eserciti. Cieli e terra sono pieni della sua gloria: osanna nell’alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell’alto dei cieli.

Mentre il diacono continua ad agitare il ripidion, il sacerdote, a mani levate, continua:

Tu sei santo, Dio dei secoli, Signore e datore di ogni santità; santo è il tuo Figlio unigenito per cui tutte le cose sono state create; santo è anche il tuo santissimo Spirito che scruta tutte le cose create e penetra le tue profondità, Dio Padre. Tu sei santo, onnipotente, temibile, buono, magnanimo e misericordioso, e hai anche grande compassione della tua creazione. Tu dalla terra hai creato l’uomo a tua immagine e somiglianza e gli hai concesso la grazia di gioire del paradiso. Dopo che egli trasgredì il tuo ordine e cadde, tu non lo hai disprezzato e non lo hai abbandonato, o buono, ma come padre misericordioso lo hai corretto; lo hai richiamato con la Legge e lo hai guidato per mezzo dei profeti. Infine hai inviato nel mondo il tuo stesso Figlio unigenito, il nostro Signore Gesù Cristo, perché con la sua venuta risvegliasse e rinnovasse la tua immagine. Egli è disceso dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nella santa sempre vergine e Madre di Dio Maria, è vissuto insieme agli uomini e tutto ha disposto per la salvezza della nostra umanità. Avviandosi alla volontaria e vivificatrice morte in croce che egli, senza peccato, subì per noi peccatori, nella notte in cui fu consegnato - o piuttosto consegnò se stesso - per la vita e la salvezza del mondo,

Il diacono, posato il ripidion, con l’orarion indica prima il Disco e poi il Calice, mentre il sacerdote continua, a mani levate:

prese il pane nelle sue mani sante, immacolate e immortali, volse gli occhi al cielo, lo presentò a te, Dio Padre, rese grazie, lo benedisse, lo santificò, lo spezzò e lo distribuì ai suoi santi e beati apostoli e discepoli, dicendo:

Prendete, mangiate: questo è il mio corpo che per voi viene spezzato e distribuito in remissione dei peccati.

T  Amin.

Allo stesso modo, dopo la cena, prese il calice, mescolò il vino con acqua, rivolse gli occhi al cielo, lo presentò a te, Dio Padre, rese grazie, lo benedisse, lo santificò, lo colmò di Spirito Santo e lo distribuì ai suoi santi e beati apostoli e discepoli, dicendo:

Bevetene tutti; questo è il mio sangue, della nuova alleanza, che per voi e per molti è versato e distribuito in remissione dei peccati.

T  Amin.

Il diacono, ad alta voce:

D  Crediamo e proclamiamo!

T  Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta.

Il diacono, riprende ad agitare il ripidion, mentre il sacerdote continua, a mani sempre levate:

Fate questo in mia memoria. Ogni volta che mangerete questo pane e berrete a questo calice, voi annuncerete la morte del Figlio dell’uomo e proclamerete la sua resurrezione, sino al suo ritorno. Perciò anche noi peccatori celebriamo la memoria della sua passione vivificante; della croce salvifica; della morte, sepoltura e risurrezione dopo tre giorni dai morti; dei suo ritorno al cielo e della sua sessione alla tua destra, Dio Padre; della sua seconda e tremenda venuta nella gloria, quando verrà a giudicare i vivi e i morti e a rendere a ciascuno secondo le proprie opere o, meglio, secondo la sua grande misericordia:

risparmiaci, Signore Dio nostro!

T  Risparmiaci, Signore Dio nostro! (più volte, sottovoce)

Noi quindi ti offriamo, Signore, questo tremendo e incruento sacrificio e ti supplichiamo: non trattarci secondo i nostri peccati e non ripagarci sulla base delle nostre iniquità ma, eccedendo nel tuo ineffabile amore per gli uomini, strappa l’atto della nostra condanna e concedici i beni celesti ed eterni che nessuno ha mai visto, nessuno ha mai udito, che nessun cuore umano ha mai potuto desiderare e che tu, Dio, hai preparato per quelli che ti amano. Non respingere, Signore di bontà, il tuo popolo a causa dei miei peccati,

perché il tuo popolo e la tua chiesa ti supplicano.

T  Abbi pietà di noi, Signore Dio, Padre onnipotente! (più volte, sottovoce)

Abbi pietà di noi, Dio Padre onnipotente. Abbi pietà di noi, Dio Salvatore nostro. Abbi pietà di noi secondo la tua grande misericordia. Invia su di noi e su questi sacri doni che a te presentiamo il tuo santissimo Spirito, Signore e vivificante, che con te, Dio Padre, e con il tuo Figlio unico siede sul trono e che con voi regna consustanziate e coeterno. Egli ha parlato nella Legge, nei profeti e nella tua nuova alleanza; sotto forma di colomba egli è disceso sul nostro Signore Gesù Cristo, nel fiume Giordano, e su di lui si è posato; sotto forma di lingua di fuoco egli è disceso sui tuoi santi apostoli nella camera alta della gloriosa e santa Sion, il giorno della santa Pentecoste.

Il diacono, posato il ripidion, con l’orarion indica i Doni, mentre il sacerdote continua:

Questo stesso tuo santissimo Spirito, invialo ora, Signore, su noi e su questi santi doni che a te presentiamo, affinché visitandoli con la sua santa, benefica e gloriosa presenza, li santifichi e faccia di questo pane il santo corpo di Cristo.

T  Amin.

e faccia di questo calice il prezioso sangue di Cristo.

T  Amin.

perché siano per tutti coloro che vi partecipano in remissione dei peccati, vita eterna, santificazione delle anime e dei corpi, e per realizzare opere buone,

T  Amin.

per il rafforzamento della tua santa Chiesa cattolica e apostolica che hai fondato sulla pietra della fede, affinché le porte dell’inferno mai prevalgano su di essa, liberandola da ogni eresia e scandalo degli operatori di iniquità e conservandola immune da ogni nemico sino alla consumazione dei secoli.

T  Amin, amin, amin!

Il diacono riprende ad agitare il ripidion, mentre il sacerdote continua:

Ti offriamo, Signore, questo sacrificio per i tuoi luoghi santi che tu hai glorificato con la teofania del tuo Cristo e la venuta del tuo santissimo Spirito; in modo speciale per la tua santa e gloriosa Sion, madre di tutte le Chiese, e per la tua Chiesa cattolica e apostolica diffusa da un confine all’altro della terra: accordale oggi con abbondanza, Signore, i doni del tuo santissimo Spirito.

T  Ricordati, Signore Dio nostro! (più volte, sottovoce, mentre il diacono, sottovoce, inizia a leggere i dittici)

Ricordati, Signore, dei nostri santi padri e di tutti i vescovi che nel mondo intero trasmettono nell’ortodossia la tua parola di verità. In primo luogo ricordati, Signore, del nostro santo padre il vescovo N., dei suoi sacerdoti e di tutto il suo clero: concedigli una degna vecchiaia, conservalo a lungo a pascere il tuo popolo in tutta pietà e santità. Ricordati, Signore, del venerabile presbiterio nostro e d’ogni dove, dei diaconi in Cristo, di tutti gli altri ministri, di tutta la gerarchia ecclesiastica, dei nostri fratelli in Cristo e di tutto il popolo amante di Cristo. Ricordati, Signore, dei sacerdoti che in questa ora mi stanno attorno, davanti al tuo santo altare, nell’offerta del sacrificio santo e incruento: dona a loro e a me la Parola, aprendo le nostre labbra a gloria e lode del tuo santissimo Nome. Ricordati, Signore, secondo la tua sovrabbondante benevolenza e misericordia, anche di me umile peccatore e indegno tuo servo; visitami con misericordia e bontà; proteggimi e difendimi dai miei nemici; Signore, Signore delle potenze, non entrare in giudizio con il tuo servo e poiché il peccato ha abbondato in me, vi sovrabbondi la tua grazia. Ricordati, Signore, dei diaconi che circondano il tuo santo altare e concedi loro una vita irreprensibile; adempiano bene al loro ministero e acquistino un grado onorevole. Ricordati, Signore Dio nostro, di Gerusalemme, la tua città santa. Ricordati della capitale, di ogni città e paese e di tutti quelli che vi abitano con fede ortodossa e pietà: concedi loro pace e protezione. Ricordati, Signore, del Governo e dell’Esercito: dall’alto porta loro aiuto e protezione; dirigi i loro piani perché possiamo trascorrere una vita calma e serena, in tutta pietà e santità. Ricordati, Signore, dei cristiani che sono già andati o che si recano nei luoghi santi di Cristo. Ricordati, Signore, dei naviganti, di coloro che sono in viaggio, dei cristiani lontani da casa, in catene, nelle carceri, prigionieri, in esilio, ai lavori forzati, in torture, in dura servitù: sono nostri padri e nostri fratelli, ciascuno possa ritornare in pace alla propria famiglia. Ricordati, Signore, di coloro che sono in vecchiaia, in mancanza di forze, sofferenti, malati, afflitti da impuri spiriti: dà loro, Dio, pronta guarigione e salvezza. Ricordati, Signore, di ogni anima cristiana afflitta e tribolata che aspetta la tua misericordia e il tuo soccorso: fa’ tornare chi si è smarrito. Ricordati, Signore, per il tuo santo nome, di coloro che vivono in verginità, pietà, ascesi, e dei nostri venerandi padri e fratelli che lottano sulle montagne, nelle grotte e negli anfratti delle rocce. Ricordati, Signore, del venerato padre Timotheo e della sua sinodìa, e con lui dei fondatori di questa santa chiesa. Ricordati, Signore, di tutte le comunità ortodosse e della nostra comunità qui radunata in Cristo. Ricordati, Signore, per amore del tuo nome, dei nostri padri e fratelli che lavorano e che ci servono; ricordati, Signore, di tutto il loro bene. Abbi pietà di tutti, Signore. Sii riconciliato con tutti noi; da’ pace al tuo grande popolo; allontana gli scandali; annienta le guerre; fa’ cessare gli scismi delle Chiese; dissipa prontamente le eresie al loro sorgere; abbatti la superbia delle Nazioni; innalza la fronte dei cristiani ortodossi; concedi a tutti noi la tua pace e il tuo amore, Dio Salvatore nostro, speranza di tutti i confini della terra. Ricordati, Signore della salubrità dell’aria, di una pioggia favorevole, del livello dei fiumi, d’una buona rugiada, dell’abbondanza dei frutti della terra, di un buon raccolto e della corona annua della tua bontà: gli occhi di tutti sperano in te e tu dai loro il nutrimento a tempo opportuno, tu apri la tua mano e sazi a piacere ogni vivente. Ricordati, Signore, di quelli che si ricordano dei poveri. Ricordati, Signore, dei nostri genitori e progenitori, fratelli, figli, nipoti, parenti e amici; di quanti ci amano e di quanti ci odiano, di quanti ci servono e di quanti a cui noi serviamo, e di tutti quelli che hanno chiesto a noi indegni di pregare di loro; di quelli che ricordiamo e di quelli che non ricordiamo per ignoranza o moltitudine di nomi. Ricordati, Signore, di quelli che hanno portato e portano doni nelle tue sante chiese, e dei fedeli qui presenti. Ricordati, Signore, anche di chi oggi ha portato offerte sul tuo santo altare, e delle intenzioni per le quali ciascuno ha offerto oppure intende offrire. Ricordati, Signore, di tutti quelli di cui noi abbiamo fatto memoria e di tutti gli ortodossi che non abbiamo ricordato: in cambio dei beni terrestri dona loro beni celesti, in cambio dei beni corruttibili quelli incorruttibili, in cambio delle cose temporali ciò che è eterno, secondo le tue promesse, perché tu hai potere sulla vita e sulla morte. Ricordati, Signore, anche di coloro che nei secoli ti furono graditi generazione dopo generazione: santi padri, patriarchi, profeti, apostoli, martiri, confessori, maestri, di ogni spirito giusto che ha perseverato sino alla fine nella fede del tuo Cristo. Ricordati, Signore, della voce dell’arcangelo che ha gridato: Gioisci, piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo seno. Soprattutto ricordati, Signore Dio nostro, della santissima, più che benedetta purissima Signora nostra, Madre di Dio e sempre vergine Maria.

T  Ricordati, Signore Dio nostro! (più volte, sottovoce)

Ricordati, Signore Dio nostro, dei venerandi e incorporei arcangeli e di tutte le schiere angeliche; dei santi e beati progenitori e di tutti i santi patriarchi e giusti; del santo profeta e precursore Giovanni battista e di tutti i profeti e le profetesse; dei santi e gloriosi apostoli Paolo, Luca e Aristarco; di tutti gli evangelisti, apostoli, discepoli e pari agli apostoli; dei santi innocenti uccisi sotto il re Erode e del santo Stefano, primo diacono e primo martire; delle sante mirrofore; dei santi grandi martiri Giorgio il Vittorioso e Demetrio il Mirovlita; dei santi martiri Pancrazio di Taormina; Socrate di Reggio; Nikon di Taormina; Gennaro di Benevento; Vito; Filadelfo, Alfio e Quirino; Euplo; Aussenzio; Lorenzo; Cristoforo; Floro e Lauro; Mercurio; Minà; Procopio; Sebastiano; Sperato; Teodoro; Trìfon; Nicola il Kirieleison; Agata, Lucia; Paraskevì; Kiriakì; Euthalia; Cristina; Agrippina; Febronia; Caterina; Eufemia; e di tutti i santi e le sante martiri che per Cristo vero Dio hanno testimoniato e proclamato una buona confessione: per le loro preghiere perdonaci e salvaci. Ricordati, Signore, dei sette santi grandi Concili Ecumenici, dei 318 padri di Nicea, dei 150 di Costantinopoli, dei 200 d’Efeso, dei 630 di Calcedonia, dei 164 del quinto Concilio, dei 289 del sesto e dei 607 padri che si sono riuniti nel santo settimo Concilio in Nicea; ricordati, Signore, di tutti gli altri santi concili e dei vescovi che in tutto il mondo hanno dispensato con ortodossia la tua parola di verità. Ricordati, Signore, dei nostri santi padri, grandi vescovi e maestri dell’ecumene Marciano di Siracusa; Apollinare di Ravenna; Asprenàs di Napoli; Biagio; Policarpo; Nicola il Taumaturgo; Gregorio d’Agrigento; Leone di Catania; Metodio il Patriarca; Luca il Grammatico e Nicola il Nuovo Taumaturgo. Ricordati, Signore, del nostro padre tra i santi Stefano, che ci ha iniziato ai divini Misteri, e di tutti i vescovi della grande Chiesa di Reggio che in ogni tempo hanno dispensato nell’ortodossia la tua parola di verità. Ricordati, Signore, dei santi anàrghiri Ciro e Giovanni, Cosma e Damiano, Fozio e Aniceto, Pantaleimon ed Ermolao. Ricordati, Signore, dei sette santi giovani dormienti in Efeso e dei santi quaranta divinamente incoronati. Ricordati, Signore, dei venerandi nostri padri Antonio il Grande; Ilario; Onofrio; Fantino di Tauriana; Calogero; Filippo il Cacciaspiriti; Giovanni il Theristì; Elia e Filareto; Elia lo Speleota; Giuseppe l’Innografo; Simeone il Pellegrino; Vitale; Luca; Leonzio di Africo; Nicodemo l’Umile; Filareto l’Ortolano; Fantino il Nuovo; Kònon; Lorenzo; Vitale; Niceforo il Nudo; Silvestro; Bartolomeo; Cipriano il Medico; Sofia; Patrizia; Irene; Eufrosina; Marina; di tutti gli asceti ortodossi e di tutti i santi: non perché noi possiamo essere degni di celebrare in qualche modo il ricordo della loro beatitudine, ma affinché essi stessi, dinanzi al tuo tremendo e terribile tribunale, si ricordino della nostra miseria. Ricordati, Signore, del venerando padre Cheruvim, e di tutti i beati e indimenticabili fondatori delle sante chiese di Dio e dei monasteri in Sicilia e in tutta la Grande Grecia. Ricordati, Signore, dei sacerdoti, diaconi, diaconesse, ipodiaconi, lettori, esorcisti, cantori, monaci, vergini, vedove, orfani, reclusi, che con fede hanno portato a perfezione la loro vita nella comunione della tua santa, cattolica e apostolica Chiesa. Ricordati, Signore, dei pii e fedeli re Costantino ed Elena; Teodosio e Placilla; Pulcheria e Marciano; Leone; Giustiniano e Teodora; Maurizio; Giustiniano; Irene e Costantino; Teodora e Michele; Leone; Niceforo; Michele; Alessio; e di tutti i regnanti ortodossi con pietà e fedeltà, amanti di Cristo, che nella fede in lui e nel suo segno si sono addormentati. Ricordati, Signore, dei tuoi servi Belisario, Narsete, Niceforo, Giorgio e di tutti i nostri padri e fratelli uccisi dai barbari e che in ogni tempo hanno eroicamente lottato e sono caduti per la Fede e per la nostra Nazione. Visitaci, Dio, e ricordati, Signore, di tutti quelli che si sono addormentati nella speranza della risurrezione alla vita eterna e fa’ che riposino dove risplende la luce del tuo volto. Di tutti costoro ricordati, Signore Dio degli spiriti e di ogni carne: di coloro che abbiamo ricordato e degli ortodossi che non abbiamo ricordato, dal giusto Abele sino a oggi: tu stesso fa’ che riposino nella terra dei viventi, nel tuo regno, nelle delizie del paradiso, nel grembo di Abramo, Isacco, Giacobbe e dei nostri santi padri, da dove il dolore, la tristezza e i gemiti si tengono lontani, dove brilla e risplende in eterno la luce del tuo volto. Disponi per noi Signore, una fine cristiana della nostra vita: ti sia gradita, senza peccato e colma di pace; radunaci ai piedi dei tuoi eletti, quando tu vorrai e come tu vorrai, purché sia senza vergogna e senza peccato, per il tuo unigenito Figlio il nostro Signore Dio e salvatore Gesù Cristo, perché egli è il solo senza peccato vissuto sulla terra.

Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a noi e a tutti, Dio buono ed amico degli uomini,

T  togli, rimetti, perdona, Dio, ogni colpa volontaria o involontaria, cosciente ed incosciente.

Mentre si aprono le tende, il sacerdote dice:

S  Per la grazia, la misericordia e la benignità del tuo Cristo, con il quale sei benedetto e glorificato insieme al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

T  Amin.

 

Comunione

 

S  Pace † a tutti.

T  e al tuo Spirito.

 

Il diacono, posato il ripidion, si volge al popolo dicendo:

D  Ancora, ancora e sempre, in pace preghiamo il Signore.

T  Kirie, eleison. (ogni volta)

-   Per i preziosi e divini doni offerti e santificati, celesti, indicibili, purissimi, gloriosi e tremendi, supplichiamo il Signore Dio nostro.

-   Affinché il Signore nostro Dio, accettandoli in odore di soavità sul suo altare santo, celeste, immateriale, spirituale, ci mandi in cambio la Grazia divina e il dono dello Spirito Santo, preghiamo.

-   Chiedendo l’unità della fede e la comunione del santissimo e adorato suo Spirito, affidiamo noi stessi, gli uni gli altri, e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

T  A te, Signore.

 

Intanto il sacerdote prega sottovoce:

S  Dio e Padre del Signore Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, Signore dal grande nome, beata natura, bontà eterna, Dio e Sovrano di tutto, benedetto nei secoli dei secoli, che siedi sopra i cherubini e sei glorificato dai serafini, a te prestano servizio a migliaia, a miriadi, le schiere degli angeli e degli arcangeli, eppure hai voluto accettare in odore di soavità i doni, le offerte, le oblazioni, i sacrifici a te presentati e li hai santificati e compiuti con la grazia del tuo Cristo e la discesa del tuo santissimo Spirito. Santifica anche, Signore, le nostre anime e i nostri corpi; scruta le nostre coscienze e allontana ogni cattivo pensiero, i desideri impudichi e le sensazioni turpi, le parole volgari, l’invidia, la superbia e l’ipocrisia, l’inganno e le distrazioni di questo nostro mondo, l’avarizia e la vanagloria, i vizi e i rancori, le ire e il ricordo delle offese, le bestemmie, ogni sporcizia e tutti i moti della carne e dello spirito contrari alla tua volontà, e concedi, Sovrano Signore amico degli uomini, che con fiducia, senza condanna, cuore puro, anima illuminata, volto risplendente, labbra santificate, osiamo chiamare Padre te, Dio che sei nei cieli, e dire:

T  Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane sostanziale; rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal maligno.

il sacerdote:

S  Non ci indurre in tentazione, vedendo le nostre debolezze, Signore, Signore delle Potenze, ma liberaci dal maligno, dalle sue opere, prove e macchinazione, per il tuo nome santo che abbiamo invocato sulla nostra piccolezza, poiché tuo è il regno, il potere e la gloria, Padre, Figlio e Santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

T  Amin.

 

S  Pace † a tutti.

T  e al tuo spirito.

D  Chiniamo il nostro capo al Signore.

T  A te, Signore.

S  Signore, noi tuoi servi, dinanzi al tuo santo altare pieghiamo il nostro capo e avidamente aspettiamo da te la ricchezza della misericordia: riversa su di noi l’abbondanza della tua grazia e della tua benedizione, Signore, e santifica le anime, i corpi e gli spiriti, per essere fatti degni di comunicare e partecipare ai tuoi santi misteri per la remissione dei peccati e per la vita eterna,

perché tu sei da glorificare e adorare, Dio nostro, con l’unigenito tuo Figlio e il tuo santissimo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

T  Amin.

 

Il sacerdote benedice:

S  La grazia e la misericordia della santa, increata, consustanziale, indivisibile e adorabile Trinità, sia con † tutti voi.

T  e con il tuo spirito.

D  Con timor di Dio stiamo attenti.

S  Santo Signore che riposi nel Santo, con la parola della tua grazia e la venuta del tuo santissimo Spirito santifica tutti noi; tu infatti, Signore, hai detto: Siate santi, perché io, Signore Dio vostro, sono santo. Incomprensibile Logos, Dio, consustanziale al Padre e al santo Spirito, coeterno e inseparabile, da me peccatore accogli nei tuoi santi e incruenti sacrifici il grido che innalzo insieme ai cherubini e ai serafini, esclamando e dicendo:

Il sacerdote prende con la sinistra il Disco e con la destra il Calice, e li innalza verso oriente, mentre esclama:

S  I santi doni ai santi!

T  Solo uno è Santo, solo uno è Signore: Gesù Cristo, a gloria di Dio Padre.

 

Il diacono rivolto al popolo dice:

D  Per la salvezza e la protezione del nostro santo padre il vescovo N., di tutto il clero e del popolo amante di Cristo, preghiamo il Signore.

T  Kirie, eleison. (ogni volta)

-   Per ogni anima afflitta e travagliata, bisognevole della misericordia e dell’aiuto di Dio, preghiamo il Signore.

-   Per il ritorno degli erranti, la salute degli infermi e la liberazione dei prigionieri, preghiamo il Signore.

-   Per il riposo dei nostri padri e fratelli che prima di noi si sono addormentati, preghiamo il Signore.

-   Per la salvezza e la remissione dei peccati dei nostri fratelli che hanno presentato l’offerta, preghiamo il Signore.

 

Intanto il sacerdote sottovoce prega:

S  Il Signore benedica e ci conservi senza condanna nella divisione dei suoi immacolati doni; ci renda degni di cantare il sacro cantico dinanzi al suo regno incorruttibile. ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin.

 

Il diacono, ancora rivolto al popolo, dice:

D  Nella pace di Cristo, cantiamo.

T  Gustate e vedete che Cristo è il Signore! Alliluia.

 

Mentre il coro antifona con il popolo il salmo indicato, il sacerdote spezza l’Agnello in due parti, dicendo:

S  Ecco l’agnello di Dio che ha preso su di sé il peccato del mondo, macellato per la salvezza del mondo.

Quindi intinge leggermente nel calice il pezzo che ha nella mano destra, e con esso segna il pezzo che ha nella sinistra; poi intinge il pezzo che ha nella mano sinistra, e con esso segna il pezzo che ha nella destra. Unisce poi i due pezzi sul disco, dicendo:

S  Unione del santissimo Corpo e del prezioso Sangue del Signore Dio e Salvatore Gesù Cristo.

Divide quindi l’Agnello in tante parti, quante sono necessarie (se c’è bisogno, servendosi della Lancia); una parte l’immerge nel calice, dicendo:

S  E’ unito, santificato e compiuto: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amin.

se vuole, versa l’acqua calda senza nulla dire, e poi prega:

S  Cristo Signore, Dio nostro, pane del cielo e cibo di tutto il mondo, ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono degno di ricevere la comunione dei tuoi santi e immacolati misteri, ma per la tua bontà e la tua ineffabile longanimità rendimi degno, affinché senza condanna o confusione possa partecipare al tuo santissimo corpo e al prezioso tuo sangue per la remissione dei peccati e per la vita eterna.

Quindi il sacerdote si comunica e comunica il diacono. Poi dice sottovoce:

S  Il Signore ci benedica e ci renda degni di prendere con spirituali e pure molle il carbone ardente, e porlo sulle labbra dei fedeli per la purificazione e il rinnovamento delle loro anime e dei loro corpi. Amin.

 

Il diacono dice al sacerdote:

D  Benedici, signore!

Il sacerdote dà il calice al diacono, dicendo:

S  Gloria a Dio che santifica tutti noi!

Il diacono riceve il calice e dice:

D  La tua gloria, o Dio, si innalza sopra i cieli e su tutta la terra, e il tuo regno resta nei secoli dei secoli.

il diacono si volge al popolo e ad alta voce dice:

D  Con timore, avvicinatevi a Cristo Dio.

 

I fedeli che vogliono comunicare, si accostano ordinatamente al sacerdote che dà loro un pezzetto di Pane, dicendo: Il Corpo di Cristo; poi si accostano al diacono che porge loro il Calice, dicendo: Il Sangue di Cristo. Se i comunicandi fossero molti (o se manca il diacono), il sacerdote stesso intinge un pezzetto di Pane nel Calice e lo porge, dicendo Il Corpo e il Sangue di Cristo. [oppure il sacerdote mette prima nel calice tutti i pezzetti, e distribuisce la comunione con il Cucchiaio]. Intanto si canta il salmo indicato, e verso la fine della comunione, anche:

T  Riempi la mia bocca, Signore, della tua lode, e colma le mie labbra di gioia, perché sciolga inni alla tua gloria; grazie a te, Cristo Dio nostro, perché ci hai fatti degni di ricevere il tuo Corpo e Sangue per la remissione dei peccati e la vita eterna; conservaci senza condanna, ti preghiamo, poiché sei buono e amico degli uomini.

Terminata la comunione, il diacono alla Mensa consuma subito il Pane e il Vino rimasto, oppure – se necessario – ripone da parte momentaneamente quanto rimasto, coprendolo con il grande Velo, mentre il sacerdote incensa, dicendo:

S  Ci hai colmato di gioia, o Dio, radunandoci presso di te: ora noi ti offriamo questo incenso come azione di grazie e il frutto delle nostre labbra, sperando nella tua grazia. Salga a te, Dio, questo incenso e non discenda vuoto: concedi invece a noi la soavità del tuo santissimo Spirito, profumo purissimo che mai svanirà; riempi le nostre labbra di lodi, la nostra bocca di gioia e il nostro cuore di felicità in Cristo Gesù nostro Signore, con il quale tu sei tu benedetto insieme al tuo santissimo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin.

 

Il sacerdote torna all’Embomon; anche il diacono esce e, rivolto al popolo, dice:

D  In piedi! Dopo aver partecipato ai santi, immacolati e vivificanti misteri per la remissione dei nostri peccati, preghiamo il Signore.

T  Kirie, eleison. (ogni volta)

-   Ancora, ancora e in ogni tempo, in pace preghiamo il Signore.

-   Perché la comunione alle cose sante allontani l’opera del male, sia viatico di vita eterna, unione e dono dello Spirito Santo, preghiamo il Signore.

-   Facendo memoria della tutta santa, purissima, più che gloriosa, benedetta Madre di Dio e sempre vergine Maria, insieme a tutti i santi e giusti che noi celebriamo, affidiamo noi stessi, gli uni gli altri, e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

T  A te, Signore.

 

Intanto il sacerdote prega:

S  O Dio, per la tua grande e ineffabile misericordia hai condisceso all’infermità dei tuoi servi e ci hai resi degni di partecipare a questa celeste mensa. Non condannare noi peccatori, per la comunione ai tuoi immacolati misteri, ma custodisci noi tutti nella santità affinché, resi degni dal tuo santissimo Spirito, possiamo trovare parte ed eredità insieme a tutti i santi che in ogni tempo ti furono graditi, nella luce del tuo volto,

per la misericordia del tuo unigenito Figlio, Signore Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, con il quale sei benedetto e glorificato insieme al tuo santissimo, buono e vivificante Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

T  Amin.

 

Dimissione

 

S  Pace † a tutti.

T  e al tuo spirito.

D  Chinate il capo al Signore.

T  A te, Signore.

S  Signore grande e stupendo, volgi il tuo sguardo sopra noi, tuoi servi, che dinanzi a te ci chiniamo: stendi la tua mano potente, colma di benedizioni, e benedici il tuo popolo; custodisci la tua eredità perché in ogni tempo, sempre, glorifichiamo te, solo vivo e vero Dio nostro, santa e consustanziale Trinità, Padre Figlio e Spirito Santo; infatti a te spetta e

a te innalziamo la gloria, l’onore, l’adorazione e l’azione di grazie, Padre Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

T  Amin.

 

Il sacerdote, a mani levate e alta voce, verso oriente dice:

S  Cristo Dio nostro, agnello e Figlio di Dio che hai preso su di te i peccati del mondo, tu che accetti il sacrificio di lode, gradito, spirituale e incruento; agnello senza macchia che non hai avuto imposto il giogo del peccato e che volontariamente ti sei sacrificato per noi; tu che sei diviso ma non spezzato, mangiato ma non consumato e che santifichi tutti quelli che mangiano; tu che ci hai resi degni in questo giorno della celebrazione dei tremendi misteri del tuo santo corpo e del tuo sangue prezioso; tu stesso, misericordioso e longanime, conserva noi e i tuoi servi diaconi e tutto il tuo popolo nella santità; proteggi i nostri governanti, libera i carcerati, visita gli ammalati, soccorri i viaggiatori, esaudisci tutti quelli che hanno bisogno del tuo aiuto. Perché sei tu che doni ogni bene, Cristo Dio nostro, e noi a te rendiamo gloria, insieme al tuo Padre senza principio e al tuo santissimo, buono e vivificante Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

T  Amin.

 

Il diacono, volto al popolo, dà il congedo:

D  Nella pace di Cristo, andate!


 

Mentre il clero in corteo riporta il Megalìon nello Skevofilakion e la Chiesa si scioglie, si antifona il salmo:

    Quale dio è come il nostro Dio? Tu sei Dio che solo compi meraviglie. (a ogni versetto)

-   O Dio, nel santuario è la tua via: qual Dio è grande come il nostro Dio? Tu sei il Dio che compie meraviglie.

-   Con la mia voce ho gridato al Signore, con la mia voce ho gridato a Dio, e si è volto a me.

-   Nel giorno della mia tribolazione ho cercato Dio; con le mie mani di notte davanti a lui, e non sono stato deluso.

-   Mi sono ricordato di Dio e ho gioito; ho ripensato ai giorni antichi, ho ricordato gli anni eterni.

-   Ho ricordato le opere del Signore: ricorderò dal principio le tue meraviglie; mediterò su tutte le tue opere, rifletterò sulle tue imprese.

-   Hai fatto conoscere fra i popoli la tua potenza, hai redento col tuo braccio il tuo popolo.

 


Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 18-11-2019

San Platone, martire; Santi Romano e il santo bambino che confessarono Cristo, martiri; Santi Zaccheo e Alfeo, martiri; Santi Anastasio d'Epiro e Daniele, neomartiri.

i santi di domani 19-11-2019

San Abdias, profeta; San Barlaam di Antiochia; San Azez e compagni; San Agapio, martire; San Eliodoro, martire; San Pancario, martire; San Simone di Calabria.

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP