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RITO PER LAVARE LA SANTA MENSA

 

a cura dell'Archimandrita Antonio Scordino




 

RITO

PER LAVARE

LA SANTA MENSA

 

 

Si deve sapere che al grande e santo Giovedì il protopapàs lava la Mensa, lavandola in questo modo.

Al tempo stabilito, verso la fine dell’Ora Nona, il protopapàs con gli altri sacerdoti va nel Mesatorion, dove veste tutte le vesti sacerdotali splendide e, dopo aver incensato la Mensa tutto intorno, così prega tra sé:

 

    Signore Dio nostro, nella tua vivificante morte hai messo a morte la morte e ci hai risuscitati dalle passioni del peccato. Noi ora circondiamo l’imitazione del tuo salvifico sepolcro e assolviamo a questo compito con l’opportuno sacro servizio: tu stesso accoglici nell’abbondanza delle tue compassioni.

Rendici degni di comunicare alla mistica Cena, di essere partecipi del tuo sovraceleste regno e di ottenere i beni e la gloria immortale, perché presso di te è la fonte della vita e noi a te rendiamo gloria, insieme al tuo Padre senza principio e al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin.

 

Ed essendosi conclusa l’Ora Nona, i sacerdoti tolgono e ripongono la tovaglia della Mensa, mentre si cantano questi salmi:

 

(Salmo 50) Pietà di me, o Dio, secondo la tua grande misericordia e secondo la moltitudine delle tue compassioni cancella il mio delitto.

Lavami del tutto dalla mia iniquità e purificami dal mio peccato.

Perché io conosco la mia iniquità e il mio peccato davanti a me è sempre.

Contro te solo ho peccato e il male davanti a te ho fatto, così che tu sia riconosciuto giusto nelle tue parole e vinca quando sei giudicato.

Ecco che nelle iniquità sono stato concepito e nei peccati mi ha concepito mia madre.

Ecco, la verità hai amato, le cose occulte e i segreti della tua sapienza mi hai manifestato.

Mi aspergerai con issopo e sarò purificato, mi laverai e sarò fatto più bianco della neve.

Mi farai udire esultanza e gioia, esulteranno le ossa umiliate.

Distogli il tuo volto dai miei peccati e cancella tutte le mie iniquità.

Un cuore puro crea in me, o Dio e uno spirito retto rinnova nelle mie viscere.

Non rigettarmi dal tuo volto e il tuo spirito santo non togliere da me.

Rendimi l’esultanza della tua salvezza, e confermami con lo spirito sovrano.

Insegnerò agli iniqui le tue vie e gli empi a te ritorneranno.

Liberami dal sangue, o Dio, Dio della mia salvezza e la mia lingua celebrerà con esultanza la tua giustizia.

Signore, apri le mie labbra e la mia bocca annuncerà la tua lode.

Certo, se tu avessi voluto un sacrificio, lo avrei dato: di olocausti non ti compiacerai.

Sacrificio a Dio è uno spirito contrito: un cuore contrito e umiliato Dio non lo disprezzerà.

Benefica, Signore, nel tuo compiacimento Sion e siano riedificate le mura di Gerusalemme.

Allora ti compiacerai del sacrificio di giustizia dell’oblazione e di olocausti; allora offriranno vitelli sul tuo altare.

(Salmo 25) Giudicami, Signore, perché io nella mia innocenza ho camminato e sperando nel Signore non sarò scosso.

Provami, Signore, e saggiami, brucia i miei reni e il mio cuore;

perché la tua misericordia è davanti ai miei occhi e ho posto il mio gradimento nella tua verità.

Non mi sono seduto con l’adunanza di vanità e non entrerò con i trasgressori.

Ho odiato l’assemblea dei malvagi e non siederò con gli empi.

Laverò tra gli innocenti le mie mani e girerò attorno al tuo altare, Signore,

per udire la voce della lode e raccontare tutte le tue meraviglie.

Signore, ho amato lo splendore della tua casa e il luogo della dimora della tua gloria.

Non perdere insieme agli empi l’anima mia e con gli uomini di sangue la mia vita: nelle loro mani iniquità, la loro destra è piena di doni.

Io invece nella mia innocenza ho camminato: riscattami e abbi pietà di me.

Il mio piede sta nella rettitudine; nelle assemblee ti benedirò, Signore.

(Salmo 83) Come sono amabili i tuoi tabernacoli, Signore delle schiere! Brama e si strugge l’anima mia per gli atri del Signore.

Il mio cuore e la mia carne hanno esultato nel Dio vivente. E infatti anche il passero si è trovato una casa e la tortora un nido dove porre le sue nidiate.

I tuoi altari, Signore, Dio delle schiere, o mio re e mio Dio.

Beati quelli che abitano nella tua casa, nei secoli dei secoli ti loderanno.

Beato l’uomo il cui soccorso viene da te, Signore, ha disposto nel suo cuore ascensioni alla valle del pianto e al luogo stabilito.

E infatti colui che ha dato la legge darà anche benedizioni: andranno di potenza in potenza; si mostrerà il Dio degli dei in Sion.

Signore, Dio delle potenze, ascolta la mia preghiera, porgi l’orecchio, Dio di Giacobbe.

O Dio, protettore nostro, vedi e volgi lo sguardo sul volto del tuo Cristo.

Poiché un giorno solo nei tuoi atri è meglio che mille altrove.

Ho scelto di essere un rifiuto nella casa di Dio piuttosto che abitare nelle tende dei peccatori.

Poiché misericordia e verità ama il Signore, Dio darà grazia e gloria: il Signore non priverà dei beni coloro che camminano nell’innocenza.

Signore delle schiere, beato l’uomo che spera in te.

 

Intanto, senza levare il katasarkion, il protopapas e i sacerdoti lavano accuratamente la Mensa con acqua pura che poi viene versata nel purificatorio.

Quindi l’arcidiacono presenta tiepida acqua di rosa, e il protopapàs la versa sulla Mensa e, insieme ai sacerdoti, la sparge con spugne dappertutto; la Mensa poi viene asciugata con lini nuovi. Mentre i sacerdoti rivestono la Mensa come conviene, il protopapàs in ginocchio prega:

 

    Dio misericordioso e compassionevole, nella tua ineffabile bontà hai assunto noi indegni al sacro servizio della tua santissima e immacolata ara sacrificale.

Tu ora volgi il tuo sguardo dall’alto su di noi, degnandoti di gradire il servizio che noi servi inutili oggi compiamo per la tua santa Mensa, presentandoci innanzi a essa con timore e tremore.

Per il puro lavacro che vi è stato compiuto, purificaci da ogni macchia del corpo e dello spirito, togli da noi ogni traccia del fango del peccato, per farci presenziare senza macchia, immacolati, alla tremenda e divina azione sacra del tuo vivificante Corpo e Sangue.

Tu infatti, per renderci incorruttibili, sei stato deposto nel sepolcro e al terzo giorno sei risorto nella gloria, trasformando per noi il tuo santissimo sepolcro in una perfetta fonte di vita e incorruttibilità.

In esso tu hai calpestato la morte e, con il tuo divino potere e con la tua forza, hai distrutto il pungolo del peccato. Così ci hai dato una nuova vita e ci hai fatto risorgere con te, glorificando te, principio della nostra risurrezione che per noi sei stato crocifisso, sei stato sepolto e sei risorto.

Tu infatti sei il nostro Dio, la nostra risurrezione, la nostra salvezza, e noi a te rendiamo gloria, insieme al tuo Padre senza principio e al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin.

 

Dopo aver incensato intorno la Mensa, il protopapas si reca all’emvomon, dove distribuisce al popolo le spugne e i lini usati, e si dà inizio al Lucernale.

 


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