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La confessione è un comandamento Divino e costituisce uno dei fondamentali Misteri della nostra Chiesa

 IX Incontro del Clero Diocesano
Bologna 30 maggio – 2 giugno 2016

Padre Ilias Iaria




 

Eminenza Reverendissima Padre e Despota, Cari sacerdoti e confratelli in Cristo, Dilette sorelle monache, Signore e Signori: “Χριστός Ανέστη”!                

Mi sforzerò, grazie alle vostre preghiere di esplicare e sviluppare il seguente tema assegnatomi: Come ti senti quando confessi? Che aspetti e che cosa fai per la salvezza di chi si confessa?

La confessione è un comandamento Divino e costituisce uno dei fondamentali Misteri della nostra  Chiesa.  Il Mistero della Confessione è stato consacrato  dallo Stesso Cristo, nel giorno della Sua Resurrezione, quando entrò , la sera, attraverso le porte chiuse, nel loggione e disse ai Suoi Discepoli :«Λάβετε Πνεύμα ¨Αγιον, ἀφῆτε τὰς ἁμαρτίας, ἀφίενται αὐτοῖς, ἄν τινων κρατῆτε, κεκράτηνται. » (Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimettete i peccati, sono stati rimessi; a chi li ritenete, sono stati ritenuti) .  Ciò Dimostra che per la Confessione l’ uomo risorge dalla morte dei suoi peccati. Nessun Mistero è stato consacrato nel giorno di Pasqua oltre al Mistero della “Metania” (ovvero del pentimento, del ravvedimento ma anche della contrizione e della penitenza). Il Cristo prima della Sua Assunzione ai Cieli, diede ai Suoi Apostoli, il potere di perdonare i peccati delle genti, in seguito hanno trasmesso questo Dono ai vescovi ed essi ai sacerdoti della Chiesa e ciò si perpetua fin oggi attraverso la canonica chirotonia. Se tale  Mistero è mezzo per l’anima dell’uomo, di combattere la morte che i peccati portano , ritengo che questo è sicuramente uno dei motivi per cui  il Mistero della Confessione è stato consacrato nella Pasqua e ciò  affinché noi tutti,  attraverso la confessione , l‘abbandono e rinuncia del peccato,  possiamo risorgere insieme con il Cristo alla vita eterna. La confessione ci da la possibilità di riconciliarci con Dio , di indagare a fondo sulla nostra fede e sulla nostra vita cristiana ed ancora assicurare a noi stessi una corretta salute spirituale. Essa non è certamente  una formalità, nè un  atto forzato ed improvvisato,  dettato magari da un dovere o un obbligo  e nè tanto meno è uno sfogo psicologico. La confessione è indissolubilmente legata all’ atto di pentimento che non è solo riconoscenza dei propri peccati verso Dio e gli uomini,  ma è anche  amore per le virtù ,  desiderio, buona volontà e disponibilità veemente al ricongiungimento con Cristo, attraverso la Grazia del Santo Spirito. Nessun scienziato, psicologo, psicanalista, psichiatra o filosofo può sostituire il sacerdote,  il quale grazie ad una  particolare benedizione ricevuta  dal vescovo, come specificato prima,  può, in comunione con la Chiesa,  confessare. Il Mistero della confessione , come anche tutti gli altri Santi Misteri della nostra Chiesa si completano e danno grazia ai fedeli non per merito, capacità, eloquenza o per qualche abilità  del sacerdote o ancora per la sua virtù o santità, ma per la canonicità del suo sacerdozio e soprattutto per Colui che tutto compie ovvero il Santo Spirito. Come confessore o spirituale, nella consapevolezza di essere parte  della Santa Madre Chiesa Ortodossa, che è  corpo del Cristo Risorto e dell’importanza  del servizio ecclesiastico assegnatomi, mi pongo , nell’atto di confessare, con animo colmo di fede nel Santo Spirito, con timore ed attenzione nell’atto del discernimento , lasciando aperto il mio cuore e la mia mente alla Santa intercessione di Cristo e con amore paterno verso colui che si confessa, non giudicando lui ma ciò che lo allontana da Cristo, ovvero il suo peccato e il perché di esso. Nella prassi ortodossa il peccato viene affrontato quale debolezza umana e malattia dell’anima e quindi come ammalato, bisognoso di cure per la sua salvezza, accolgo colui che si accinge alla confessione. Vedo il luogo della confessione come un luogo di cura ed io confessore come un medico . Essendo la Confessione argomento della salute dell’ anima ,a volte anche del corpo ed entrando nell’intimo del confessante, oltre a mostrare amore , comprensione devo certamente infondere in lui fiducia in me e un sentimento di compartecipazione ed allontanamento di ogni tipo di disagio in lui.  Ricordo che il Confessore o lo Spirituale ha il sacro dovere di mantenere il segreto della confessione, il quale è riconosciuto certamente anche dalla legge ecclesiastica. Sento, nel contempo in me, la responsabilità come testimone, del suo pentimento ed ad un livello più profondo, come se io fossi uno specchio in cui l’anima del penitente si riflette. Condurre alla via verso Cristo il penitente e confessante è la finalità che sento in me, ancora in modo più forte e vivo , quando sono nell’atto di confessare, poiché Cristo è la Salvezza. Mi prodigo nell’aiutare il penitente alla consapevolezza dei propri peccati e cosa più importante condurlo alla via del pentimento e alla strada dell’umiltà , delle virtù spirituali, al gusto della gioia cristiana nel donarsi e nel dare (ελεημοσύνη). Il Cristo ci insegna che pecchiamo non solo facendo il male ma anche non praticando il bene. Il Sacrifico, del Golgota avvenne per la salvezza del mondo intero e non solo per alcuni, ma se essi non vogliono , naturalmente non possono salvarsi ed il Salvatore nostro non è salito alla Croce solo per una categoria di peccati ma per tutti i peccati ; per questo esorto il confessante alla partecipazione alla vita cristiana e alla presenza costante  in chiesa partecipando alla Divina Liturgia ed ai Divini Misteri , come possibilità di salvezza della propria anima. Ci sono i Dieci Comandamenti e la loro interpretazione sotto l’ottica del Nuovo Testamento che indico a seguire come mezzo di una giusta vita cristiana , ma ancora di più mi piace indicare come comandamento da seguire l’ amore verso Dio e verso il Prossimo, poiché in accordo con le parole di Cristo questo comandamento contiene in se tutti gli altri comandamenti. Aprire il cuore del confessante a Cristo è il mio ultimo proposito , cosi come prendere i problemi del fedele e portarli al Santo Altare così che la Grazia di Dio opera per la loro  risoluzione  e la salvezza del penitente e confessante.

Sperando di aver contribuito con le mie poche e povere parole al successo del nostro incontro, ringrazio tutti voi di cuore.

 


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