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Allocuzione a Sua Em.za Rev.ma il Metropolita Gennadios, in occasione del suo Onomastico

data 17-11-2016; categoria: Eventi

dal Vicario Generale dell'Arcidiocesi Ortodossa d'Italia e Malta,
Archimandrita del Trono Ecumenico Evangelos Yfantidis



Eminentissimo Padre e Pastore,

Ancora una volta il 17 novembre trova il pio pleroma di questa eparchia del Trono Ecumenico, clero e popolo, in questa chiesa Cattedrale, la Vostra cattedrale, allo scopo di onorare il suo Venerando e Augusto Pastore in occasione del Vostro onomastico.

L’odierna festa del Santo Patrono di Vostra Eminenza, tuttavia, coincide con il compimento di due decenni dall’elezione e intronizzazione come Metropolita nella neocostituita Arcidiocesi d’Italia, a cui poco dopo è stata aggiunta l’isola apostolica di Malta.

Mi sia permesso sottolineare per la storia che quando Vostra Eminenza è stata informata in modo ufficioso della volontà di preparare delle manifestazioni speciali, al fine di esprimerVi il giusto ringraziamento in occasione di questo anniversario, ha chiesto di rimandare ogni progetto e pensiero, al fine di far onorare alla Sacra Arcidiocesi il 25° anniversario dell’elevazione al Trono Ecumenico del Vostro compagno di classe, Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo.

Malgrado ciò, il sacro ambone di questa chiesa Cattedrale non può oggi tacere e non esprimere la giusta lode di ringraziamento a Vostra Eminenza per tutto ciò che Voi avete fatto durante i venti anni trascorsi del Vostro Pontificato, di cui si vanta innanzitutto il nostro Patriarcato Ecumenico e specialmente il Venerabile Vertice dell’Ortodossia, secondo i suoi discorsi pubblici, parlando di Voi in ogni occasione.

Grazie ai sovrumani ed instancabili sforzi di Vostra Eminenza, l’Ortodossia in Italia, da quasi non esistente oggi è diventata viva con presenza, franchezza e opera insuperabile, e si è diffusa in tutta la penisola italiana creando e promuovendo la Santa e Grande Chiesa di Cristo, il nostro Patriarcato Ecumenico. Veramente Vostra Eminenza ha fatto rinascere l’Ortodossia grazie alla fondazione di parrocchie, all’ordinazione di chierici, alla costruzione, acquisizione e restauro di chiese e monasteri, all’attività filantropica, ma anche all’attività catechetica, con il funzionamento di scuole di catechismo a tutti i livelli. Da quasi non esistente, per merito delle instancabili fatiche e degli sforzi di Vostra Eminenza Reverendissima, l’Ortodossia ha ricevuto prestigio e una forza considerevole nel cuore della Chiesa Romano-Cattolica. Oggi l’Italia conta su una fortissima dinamica ortodossa che porta grande frutto, ma che offre anche un contributo inestimabile nella vita degli uomini e della nobile società italiana, dentro la quale vivono, si muovono e agiscono i fedeli dell’Arcidiocesi.

Eminentissimo Padre e Pastore,

Quando lo storico del futuro inizierà la grande opera di scrivere, commentare e interpretare il Vostro glorioso Pontificato, sicuramente si troverà di fronte a tre dati storici di grande rilievo, che sono i suoi punti principali.

In primis, le Visite Patriarcali di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo in Italia. Nessun’altra eparchia della cosiddetta “diaspora”, nessun altro Prelato del Trono, hanno avuto la grande gioia di accogliere il Vertice dell’Ortodossia e di ricevere così tante volte la sua benedizione, più di 15 in totale, quanto l’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta durante il Pontificato di Vostra Eminenza. Per far vedere l’importanza delle visite patriarcali, permettetemi di usare le Vostre sapienti parole, che sottolineano come ogni visita “in questa giurisdizione patriarcale del nostro unico Padre e Pastore è per ogni Ortodosso, per ogni pellegrino su questa terra, l’occasione più splendida e felice per ricevere da Lui, che è immagine di Cristo, forza, misericordia, grazia e ogni bene perfetto”.

Secondo punto di riferimento del primo ventennio del Vostro Pontificato è l’Intesa tra lo Stato Italiano e la Sacra Arcidiocesi, la quale ha già iniziato a dare i propri frutti. L’Intesa, il più grande successo della Sacra Arcidiocesi, che Vostra Eminenza Reverendissima è riuscita a ottenere con fatiche e sacrifici, ha aperto strade nuove e ha creato nuovi ponti per il progresso e l’esortazione del proprio gregge.

Terzo punto principale del Pontificato di Vostra Eminenza è la questione degli immigrati. L’Arcidiocesi sotto la Vostra guida, aiuta e sostiene, raccoglie e unisce gli immigrati e attraverso la fondazione di parrocchie e la nomina di parroci, che lavorano per la loro catechesi e il mantenimento della loro tradizione e della loro lingua, si prende cura della loro concordia e serenità ecclesiastica, della loro convivenza pacifica e del loro progresso spirituale (salvandoli così dai terribili pericoli del proselitismo e dell’intemperanza), e li rafforza per non dimenticare la loro fede e il proprio culto, la tradizione, i propri usi e costumi. Alla fine offre allo Stato Italiano uomini onesti e laboriosi, uomini che rispettano le leggi dello Stato e sono grati per l’ospitalità ricevuta in Italia. Questo è il grande contributo della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta alla Repubblica Italiana. E sia sottolineato alla fine anche questo: grazie al buon cuore del proprio pastore,  l’Arcidiocesi ha aperto le proprie braccia e il proprio cuore con amore disinteressato, malgrado la propria ristrettezza economica, prima di tutte le istituzioni ecclesiastiche e sociali in Italia e in Grecia. Anche la Chiesa sorella Romano-Cattolica ha dovuto attendere Papa Francesco per molti anni prima di vedere con altri occhi che gli immigrati non hanno bisogno solo di mangiare e dormire, ma necessitano particolarmente di quel rispetto della propria identità e del rispetto del vero amore “che non chiede ciò che gli appartiene”.  Anche alcune antiche e gloriose comunità e istituzioni, che esprimevano le proprie riserve per la seria consolazione che hanno trovato gli immigrati nelle storiche chiese greche in Italia, dovevano vedere il Patriarca Ecumenico Bartolomeo e il Papa di Roma Francesco, insieme nell’isola di Lesbo, unire i propri cuori a favore dei nostri fratelli che si trovano nel bisogno allo scopo di abbandonare i loro pensieri dubbiosi e i timori.

Eminentissimo Padre e Pastore,

Il lieto giorno del Vostro onomastico è festa per l’intera Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta, per il clero e il popolo.

E la ricorrenza del ventesimo anno del Vostro Pontificato è “un giorno pieno di gioia e pieno di felicità”.

Piccolo antìdoron per gli sforzi e i sacrifici che Vostra Eminenza ha fatto fino ad oggi per la nostra Arcidiocesi, il Vostro clero Vi offre, con sentimenti di amore filiale, la proposta di traduzione in lingua italiana della Divina Liturgia del nostro Santo Padre tra i Santi Giovanni Crisostomo, che durante tutto l’anno corrente, una speciale commissione, da Lei istituita, ha curato e la quale, con un’unica “omopsychia”, ha terminato questo suo lavoro, per l’approvazione finale da parte Vostra, in base all’esperienza teologica e pastorale di Vostra Eminenza. Questo Vi è umilmente offerto oggi dalla commissione, ringraziando Vostra Eminenza per il grande onore di partecipare a tale opera voluta da Dio, che esprimerà in eterno il Vostro grande interessamento sia per le generazioni successive che per gli adulti Italiani Ortodossi, i quali vivono la vita spirituale e mistagogica della Chiesa Ortodossa nel seno della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta.

Ad multos Annos, Eminentissimo Padre e Pastore, pieno di gloria e pace, benedetti dal nostro Salvatore Gesù Cristo, per la gloria della sua Chiesa.

Tutti siamo grati e con speranza e amore esclamiamo: ΑΞΙΟΣ!



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