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Il digiuno, la preghiera, l’illuminazione, i peccati, la consapevolezza e la confessione

 

di San Nettario della Pentapoli (in Egina)




 

Il digiuno, la preghiera, l’illuminazione, i peccati, la consapevolezza e la confessione

Il mezzo adatto per prepararsi alla confessione e alla Santa Comunione, come stabilito dai santi Padri, è certamente il digiuno. Ma un digiuno effettivo, non farisaico; un digiuno cristiano, come delineato dalla Chiesa, che ha come scopo di soggiogare le passioni dell’anima e del corpo, raccogliere la nostra mente dispersa ed elevare la mente dalla bassa materia che attrae tutta la nostra attenzione e che ci preoccupa con cose vane che fanno male all’anima. Ogni cristiano deve, infatti, capire che se non eleva la propria mente e il proprio cuore verso Dio attraverso il digiuno cristiano e la preghiera, se il cuore non si umilia attraverso il digiuno e la lotta, è impossibile per qualcuno raggiungere una consapevolezza che sia profonda del proprio stato peccaminoso, stimare il valore dei propri peccati, chiedere perdono per questi peccati con zelo e desiderio, soddisfare la Giustizia Divina e propiziarsi Dio. Perché dovrebbe esserci noto che noi siamo consci dei nostri peccati nella misura in cui siamo illuminati dall’alto. Siamo illuminati dall’alto nella misura in cui il nostro cuore e la nostra mente sono innalzati a Dio. E siamo innalzati nella misura in cui lo spirito diviene più leggero attraverso il digiuno e la preghiera.

La preghiera e il digiuno, il digiuno cristiano, sono utili a esamire noi stessi, a diagnosticare il nostro reale stato etico, a stimare i nostri peccati, e a capire il loro vero carattere. Senza digiunare e senza pregare noi ci priviamo dei mezzi dell’auto-conoscenza, siamo incapaci di acquisire il vero quadro dei nostri peccati, la completa coscienza e la contrizione del cuore, e conseguentemente, la confessione vera e fruttuosa. Quindi, dal momento che il digiuno cristiano e la preghiera sono l’unico metodo per prepararci alla vera confessione, siamo obbligati a osservare questi comandamenti della Chiesa diligentemente, siamo obbligati a confessare con sincerità, e con fede per riconciliarci con Dio così che manchiamo il traguardo che è il bene ultimo tanto desiderato.

Venite, dunque! Rinunciamo al peccato; restituiamo le cose acquisite con ingiustizia; riconciliamoci con i nostri nemici e realizziamo opere degne di pentimento così che possiamo propiziarci Dio e attrarre la Sua grazia divina, e dunque divenire degni recipienti del Regno Celeste. Che noi tutti possiamo essere trovati degni di esserne eredi. Amen.

San Nettario di Egina
da “Pentimento e confessione”

tratto dal blog “Christ is in our midst!“

 


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