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Credere rettamente nella Trinità

 

di San Gregorio il Teologo (di Nazianzo)




 

Credere rettamente nella Trinità

Ora il mio discorso si rivolge a voi, che siete il mio gregge. “Voi – dice san Paolo – siate per me gloria, gioia e corona di fierezza”, voi siate per me difesa da quelli che mi portano in giudizio, affinché, come quando si chiede conto a dei fabbri o a dei pittori, è sufficiente che essi mostrino la loro opera di costruzione o di pittura per liberarsi da ogni imbarazzo (l’opera, infatti, ha più valore di un discorso), e così anche io, mostrando voi, possa avere la meglio sulla maldicenza.

E come lo potrò? Prima di tutto, se voi manterrete stabile e fissa la vostra confessione nel Padre nel Figlio e nello Spirito Santo, senza niente aggiungere e niente sottrarre né rimpicciolire l’unica divinità, perché ciò che è diminuito implica una diminuzione del tutto. Quelli, invece, che pensano o che dicono qualcos’altro, che distruggono l’Uno o lo dividono introducendo differenze tra le varie nature, allontanateli come una sciagura per la Chiesa e un veleno per la verità, senza odiarli, ma avendo pietà per la loro caduta.

Secondariamente, se voi manterrete una condotta di vita conforme alla retta dottrina, così da eccellere nella virtù e non essere manchevole per eccesso o per difetto.

(Orazione 36, 10)

 


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