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Tacere su Dio è lodevole segno di umiltà

 

di San Gregorio il Teologo (di Nazianzo)




 

Tacere su Dio è lodevole segno di umiltà

Secondo me, umile non è colui che parla con misura di Dio: colui che sa dire alcune cose, trattenersi su altre, ammettere la sua ignoranza su certi temi; colui che cede la parola a chi ne ha il compito, che ammette che ci sia qualcuno più ispirato di lui dallo Spirito Santo e più progredito nella contemplazione. È vergognoso rifiutare un modo di vestire e un tenore di vita più elevato e assumerne uno più semplice, fare mostra di umiltà e di consapevolezza della propria debolezza con calli alle ginocchia, lacrime a fiotti,e, ancora, digiuni, veglie, sonni fatti a terra, fatiche a tutti i tipi di pena, ed essere poi dei tiranni autoritari quando si parla di Dio, non cedere il posto assolutamente a nessuno, essere superbo più di un dottore della legge. In questo campo l’umiltà comporta, insieme, con la gloria anche la sicurezza. [...] Io non ti esorto a tacere, uomo sapientissimo, ma a non comportarti in modo rissoso; non ti invito a nascondere la verità, ma a non insegnarla in contrasto con la legge.

“Se hai una parola di intelligenza, rispondi” – dice la Scrittura – “e nessuno te lo impedirà; altrimenti metti un laccio alle tue labbra”. Quanto meglio questo testo si adatta a quelli che sono pronti a insegnare! Infatti, se è il momento giusto, allora insegna, se no, frena la lingua e apri le orecchie. Occupati delle cose divine, ma rimanendo entro i limiti. Pronuncia le parole dello Spirito e, se è possibile, niente altro; pronunciale più spesso di quanto prendi fiato – infatti, è bello e divino essere sempre spronati a Dio ricordandosi delle cose divine –, ma pensando alle cose che ti sono state prescritte. Non ti occupare eccessivamente della natura del Padre, dell’esistenza dell’Unigenito, della gloria e della potenza dello Spirito, della divinità e dello splendore delle tre Persone, della natura indivisibile, della confessione, della gloria e della speranza dei fedeli. Tienti stretto alle parole con le quali sei stato nutrito: il discorso sia dei più saggi. [...] La tua prontezza arrivi fino alla confessione di fede, se mai ti viene richiesta; per ciò che è al di là di essa, sii più timido.

(Orazioni 32, 19-21)

 


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