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Incontro a Roma

data: 24-01-2006 - Messaggio di Sua Em.nza il Metropolita

promosso dalla Conferenza delle Chiese Europee (KEK), e dal Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee




È per me un grato dovere rivolgere il cordiale e fraterno saluto a tutti voi ed abbracciare sinceramente ognuno di voi, carissimi fratelli in Cristo, rappresentanti delle Chiese di tutta l’Europa. Salutiamo con vera gioia tutti voi Eminentissimi Metropoliti, eccellentissimi Vescovi, Reverendissimi Sacerdoti, Pastori, egregi Laici, chiarissimi professori Teologi.
Dalle profondità del nostro cuore, per il vostro importantissimo incontro a Roma, promosso dalla Conferenza delle Chiese Europee (KEK), e dal Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE), che prepara la Terza Assemblea Ecumenica Europea (AEE3), auguriamo buon successo, pregando il Signore Iddio della pace e redentore dell’umanità, affinché illumini tutti noi e ci assista nella collaborazione per la diffusione della Verità, della Vita Eterna, della Vera Luce, che sono l’espressione del nostro Signore stesso, secondo l’infallibile parola dei Santi Evangelisti, realtà di santità e di salvezza che conducono alla realizzazione della divina volontà: “che tutti siano una cosa sola”.
Il Patriarcato Ecumenico, al quale appartengo come Metropolita – Arcivescovo della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta, vive con gli altri Cristiani la parentela spirituale che abbiamo avuto con il santo Battesimo, la fratellanza, godendo così le parole divine: “Chiunque riconosce che Gesù Cristo è figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. Noi abbiamo riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui”.
La nostra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta, e gli Ortodossi in Italia, abbiamo l’immensa gioia di godere la parentela spirituale che il Battesimo dona, la fratellanza, grazie alla quale possiamo pregare con i fratelli cristiani, dialogare con loro, organizzare convegni e creare contatti per il bene della Chiesa di Cristo e per la pace dell’umanità.
E questa nostra parentela spirituale vienne rafforzata dalla preghiera comune, che svela la fondamentale dimensione evangelica della fratellanza in Cristo che è nato, crocifisso e risuscitato per riunire i figli di Dio che erano dispersi; noi diventiamo “figli adottivi di Dio per opera di Gesù Cristo”, “secondo il beneplacito della sua volontà” . Rispecchiamo con la maggior pienezza la realtà della paternità di Dio.
Cosi, la preghiera cambia la mentalità ed aiuta i cristiani delle altre Chiese a considerare gli altri fratelli, figli dello stesso Dio Padre. La preghiera educa ed assiste spiritualmente e moralmente i cristiani e propone ad essi la verità, la luce, la vita, l’amore che è Cristo, Salvatore dell’umanità.
La preghiera, una manifestazione di spiritualità e misticismo, dona i cristiani il coraggio e la forza di lasciarsi plasmare dall’azione di Dio, il quale ci purifica e ci adorna della sua virtù e pieni di fede, speranza ed amore, come anche di uno spirito nuovo, siamo pronti ad obbedire al Suo piano di Salvezza. Ricordiamo le divine parole del profeta Ezechiele: “io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra…” , cosa che dimostra il meraviglioso paterno amore di Dio verso la sua creatura. “Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio e lo siamo realmente. Il Suo amore è vivo e continuo, ornato da promesse, inviti, chiamate importanti .
Il nostro Salvatore Gesù Cristo ci invita, ci chiama, dà a noi promesse: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”. È il tema generale della Settimana per l’unità. Una promessa meravigliosa; un messaggio di speranza, un invito, pieno di amore e di carità, rivolto a tutti i cristiani, ed in genere rivolto al mondo intero, a tutti gli uomini, inquanto l’uomo, secondo la Teologia dei Cappadoci “è immagine di Dio” (εἰκὼν τοῦ Θεοῦ).
È un messaggio preziosissimo, utilissimo per la nostra vita.
Rivela due cose bellissime: I. la diaconia, e II. La speranza per la realizzazione della volontà di Dio: “che tutti siano una cosa sola”. Essere diaconi di questo meraviglioso messaggio evangelico significa non sottomettere all’altro; non sminuire il prossimo moralmente e socialmente, ma apprezza l’esistenza del vicino, del fratello; rinunciare l’egoismo personale e fare la volontà di Dio, come Maria, la nostra comune Madre, che con il Suo preziosissimo “SI” ha portato nel mondo il nostro Salvatore. Una reale e libera decisione chiede da noi questo divino messaggio; chiede vivere secondo la volontà e gli ordini di Gesù Cristo; chiede viva martiria (testimonianza) ed eroismo; “cosi il mondo crederà”.
Per essere uniti nel suo nome ed avere Gesù in mezzo significa che noi abbiamo ottenuto la purificazione, abbiamo camminato nella strada di Santità ed abbiamo sentito nel nostro cuore la responsabilità per la divisione dei cristiani. Il nostro Redentore, pieno di amore, pace e speranza ci invita di diventare diaconi di pace e di unità.
Pacificare e unire i cristiani, i popoli, ogni persona di buona volontà, perché il peccato della divisione appartiene a tutti noi ed ha avuto il posto del peccato originale, con una differenza: Non viene più Cristo per salvarci da esso, ma noi stessi dobbiamo liberarci dalla nostra croce delle passioni (egoismo, fanatismo, odio ecc.); crocifiggere ogni cosa che ci mette sotto la schiavitù del maligno, non più estranei, ma figli dello stesso padre, fratelli nella stessa casa. Ci consiglia e ci raccomanda: camminate con amore e pace, con pazienza e comprensione, riconciliati e reciprocamente rispettati per arrivare alla realizzazione della volontà divina: “ut unum sint” (ἴνα ἐν ὦσι), (“che tutti siano una cosa sola”).
Questo è il nostro ideale, per questo preghiamo, per questo lavoriamo, per questo sono i nostri sforzi ecumenici.
Di fronte alle difficoltà, non dobbiamo temere, nè essere vinti dalla sfiducia. L’unità sarà un dono di Cristo, come dice San Giacomo: “Ogni buon regalo ed ogni dono perfetto viene dall’alto e discende dal Padre della luce (1,17). L’unità verrà nella pienezza dei tempi, quando il Signore vorrà, con i mezzi che Lui vorrà. Essa sarà dono dello Spirito Santo, sarà un miracolo. Noi non dobbiamo fare altro che seguire docilmente la volontà di Dio.


 

Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta



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