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Attuale rapporto in Italia tra Chiesa Cattolica e Chiesa Ortodossa

data: 24-01-2019 - Omelia di Sua Em.nza il Metropolita

riflessioni del Metropolita Ortodosso d’Italia e Malta
(riassunto)




Il fatto di trovarmi qui, carissimi fratelli, su invito del Superiore dell’Abbazia di Maguzzano il Rev.mo Padre Dino Sacchetti, è per me un motivo di vera gioia ed esultanza spirituale.
Innanzitutto assolvo al grato dovere rivolgere il cordiale e fraterno saluto a tutti voi da parte di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, Vertice del mondo Ortodosso Orientale.
Il gentile pensiero degli organizzatori di invitare anche il Metropolita della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta, giurisdizione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, in questo significativo incontro è per me un sostegno morale ed una forza e speranza potentissima per continuare la mia peculiare missione: Testimoniare e trasmettere, la nostra Arcidiocesi Ortodossa, la ricchissima spiritualità della Chiesa Ortodossa, fare conoscere ai suoi fedeli la sua fede, il suo culto e la sua tradizione; costruire ponti di amore e di pace, di rispetto e di fratellanza, di unità e di speranza, indispensabile per la sincera collaborazione, per rafforzare il “Dialogo della Carità – Dialogo dell’amore – Koinonia”, che è la base del “Dialogo Teologico”; per pregare e collaborare per la realizzazione della volontà di Dio: “Che tutti siano una cosa sola”; creare, così, un popolo di Dio cosciente; preparare la coscienza per ritrovare la fiducia ed il cammino di amore fraterno, in quanto l’unità sarà dono di Dio; ma si realizzerà quando l’Ideale diventerà coscienza del popolo, cioè vita, con la preghiera quotidiana, con l’interessamento morale ed l’ardente desiderio per il cambiamento della mentalità e del cuore, affinché l’uomo possa comprendere la sua responsabilità di fronte a Dio ed al suo prossimo. Il Signore della Chiesa e della storia ha indirizzato il corso delle cose, oltre le leggi storiche umane, verso la realizzazione della sua santa volontà, la quale, per coloro che credono in lui, è “che tutti siano una cosa sola”.
È infatti degno di meraviglia che dopo dieci secoli di separazione e di divergenze radicali, le due Chiese, Cattolica Romana ed Ortodossa, tendano fraternamente le mani l’una verso l’altra e decidano di incamminarsi sulla via dell’unità. Non si tratta di due chiese estranee, ma di due chiese sorelle, temporaneamente divise.
Non dobbiamo dimenticare che noi (Ortodossi e Cattolici) abbiamo comune l’origine, il cenacolo di Gerusalemme. Comune è il nostro Redentore Gesù, Capo della Chiesa, comune la madre, la Beata Semprevergine Maria. Comuni gli Apostoli e comune la loro successione. Sono, inoltre, comuni i predicatori, i martiri e confessori, i padri, i maestri. Comuni, infine, i primi Concili Ecumenici e comune la vita cristiana per ben dieci secoli .
Il Patriarcato Ecumenico, seguendo la legge dell’amore di Cristo ed il messaggio degli Apostoli , e “facendo uso di concessioni dove è lecito, non ritenendo come presupposto indispensabile la rigidezza e la statica uniformità in cose non sostanziali, abituato dal resto dalla sua vita collegiale all’unità nella varietà, ha cercato da sempre l’incontro e la collaborazione con le altre chiese cristiane nella prospettiva del ristabilimento in tutto il mondo cristiano della tradizione apostolica e del rinnovamento dinamico del sempreverde costume” . Il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, esprimendo lo spirito dell’Ortodossia e nell’esercizio dei suoi obblighi, derivanti da quella sua stessa posizione peculiare, da una parte ha coltivato in seno alla Chiesa Ortodossa l’ideale ecumenico, e dall’altra parte si è costituito messaggero dell’idea stessa, anche sul resto del mondo cristiano.
Sono preziosissime le parole del grande e saggio Metropolita Melitone di gloriosa memoria (morto come Metropolita di Calcedonia). Il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, la Chiesa Protothronos delle Chiese Ortodosse locali, Vertice del mondo Ortodosso, costituisce una storica Chiesa tradizionale, nota in Italia per le sue vetuste chiese e parrocchie, ma anche per la sua opera civilizzatrice, spirituale e sociale durante i secoli.
Di grande importanza furono le celebri diocesi ed i monasteri del Patriarcato Ecumenico in Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata e Campania. Dai primi secoli fino ad oggi, la presenza del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, viva e fiorente durante i secoli, diminuita durante i duri tempi della II Guerra Mondiale, diventa vivissima oggi, con peculiari caratteristiche, grazie alla fondazione (istituzione) della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta da parte di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo. Di grandissima importanza è l’avvenimento storico dell’elezione di un Vescovo in Italia (26.11.1970), dopo 257 anni (per prima volta nella storia), con la proposta del Patriarca Athenagoras e la decisione del Sacro e Santo Sinodo, e ordinato a Napoli, nella Chiesa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo della Confraternita dei Nazionali Greci il 17.1.1971, con il titolo di “Cratea” (Krateias).
In questo nobilissimo paese, un nuovo periodo si inaugura; vive il reincontro tra le nostre chiese sorelle; grazie ad esse abbiamo il “Dialogo della Carità – Dialogo dell’Amore o Koinonia”; grazie alle Chiese di Costantinopoli e Roma, e per estensione alle Chiese Cattolica Romana ed Ortodossa, abbiamo anche il “Dialogo Teologico”. San Paolo ci esorta: “vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di Lui, che è il capo, Cristo” .
Giovanni XXIII, Atenagoras, Paolo VI, sono i fondatori del “Dialogo della Carità – dell’Amore”, con passi contemporanei e decisivi, hanno inaugurato un nuovo periodo, che costituisce una pietra miliare nella storia dell’uomo.
“Tutti e tre ardono d’amore per il Signore, per la Sua Chiesa ed il suo mondo, consapevoli della realtà contemporanea. Così, essi diventano degli strumenti della volontà divina.
Dalle due parti sono scambiati messaggi di amore cristiano, indirizzandosi verso un movimento che porta le due Chiese di fronte alle rispettive responsabilità verso se stesse e verso gli altri, e principalmente verso il loro comune Signore” .
Questo “Dialogo della Carità – dell’Amore” che oggi viviamo ci chiama alla santità, al rinnovamento, alla rinascita, non con la conformazione e a ciò che il mondo ritiene nuovo, ma con l’accoglimento di ciò che Dio fa nuovo: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose” .  “Ti rinnoverà con il suo amore” .
Nessuno può prevedere il tempo in cui avremo la perfetta unità tra l’Oriente e l’Occidente. Però la realizzazione del “Dialogo della Carità”; il ritiro delle scomuniche del 1054. Gli storici incontri dei Papi e dei Patriarchi Ecumenici, i diversi passi importantissimi per la riconciliazione, la fratellanza, la reciproca conoscenza, comprensione e fiducia, i quali hanno condotto alla realizzazione del “Dialogo Teologico” indubbiamente sono opera dello Spirito Santo.
La Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta, seguendo la saggia, prudente e luminosa linea ecclesiastica tracciata dal suo instancabile Patriarca Bartolomeo, che, con i suoi instancabili viaggi e le sue importanti visite rafforza il “Dialogo della Carità”, ristabilisce l’unità Panortodossa, conduce al “Dialogo Teologico” la cristianità intera perché l’unità diventi coscienza del Popolo di Dio; vive la parentela spirituale che abbiamo avuto con il battesimo, la fratellanza, godendo così le parole divine: “chiunque riconosce che Gesù Cristo è figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. Noi abbiamo riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui”.
La nostra Arcidiocesi Ortodossa gioisce della parentela spirituale che il Battesimo dona, la fratellanza, grazie alla quale possiamo pregare con i nostri fratelli Cattolici Romani, dialogare con loro, organizzare convegni e creare contatti per il bene della Chiesa di Cristo in Italia e per la pace dell’umanità.
Impegno indispensabile della nostra Arcidiocesi Ortodossa è rafforzare il “Dialogo della Carità”, che salva la parentela spirituale, perché con esso vive nel cuore degli Ortodossi e dei Cattolici Romani la preziosa realtà della “Koinonia”; dona la speranza di collaborazione nella carità, di manifestare con serietà radici ecclesiali, cosa che facciamo durante i nostri convegni, ed ancora lottiamo insieme per realizzare la volontà di Dio “che tutti siano una cosa sola”.
Preghiamo insieme fiduciosi negli effetti della “Preghiera comune”, come ci hanno insegnato Sua Santità il Papa di Roma Benedetto XVI e Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, i quali con amore e pazienza soffrono, mentre, con saggezza e responsabilità, camminano sulla strada che hanno aperto i loro predecessori, Atenagoras, Giovanni XXIII e Paolo VI, di gloriosa memoria.
Crediamo che con la “Preghiera Ecumenica” possiamo cambiare la mentalità degli uomini; aiutare i cristiani, ed ogni persona di buona volontà a considerare gli altri fratelli figli dello stesso Dio Padre.
Essendo la “Preghiera Ecumenica” una manifestazione di spiritualità e misticismo ci incontriamo, cattolici ed ortodossi, per pregare insieme Dio, per soffrire, per ricevere amore e speranza, come anche un nuovo Spirito, pronti ad obbedire al suo piano di salvezza. Ricordiamo le divine parole del profeta Ezechiele: “Io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò da voi il cuore di pietra…” , cosa che dimostra il meraviglioso paterno amore di Dio verso la sua creatura. “Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio e lo siamo realmente” .
Un'altra realtà che i nostri capi spirituali ci invitano a realizzare nella nostra vita e noi come Arcidiocesi Ortodossa facciamo con i nostri fratelli Cattolici Romani è la venerazione dei nostri santi comuni, come non di rado avviene durante le feste patronali, ad esempio anche a Venezia durante la Settimana per l’unità dei Cristiani, durante la Pasqua, “la Solennità delle solennità” e “Festa delle Feste”, al Vespero Panegirico Pasquale che è il giorno dell’amore, di pace, di gioia e di esultanza spirituale.
Ecco un giorno veramente meraviglioso, gioioso e costruttivo; ecco una via maestra che è per l’Oriente e l’Occidente un indicazione sicura che consente a noi rafforzare il “Dialogo della Carità”, che ha come mèta l’unità dei Cristiani; ecco una strada comune di fiducia e speranza; la comune venerazione dei nostri santi vince la paura, i sospetti, le incertezze; aiuta molto a superare gli ostacoli, realizzare la preghiera di Dio: “Che tutti siano una cosa sola” . Dove sono stato invitato, o abbiamo invitato i nostri fratelli Cattolici Romani, la nostra preghiera e la nostra speranza, come anche la nostra fiducia, si rafforza, e così sentiamo dentro di noi il vero amore, la vera fratellanza, la vera pace, il vero rispetto reciproco, il vero progresso spirituale. Sono cinque realtà meravigliose che possono rinnovare i cuori e farli rinascere, come dice il Profeta Sofonia: “Ti rinnoverà con il suo amore” ; cambiamo la mentalità, il modo di vivere, di pensare e fare, disporre  cuori e così vive in noi Cristo che è la luce, la verità e la vita. Il nostro Signore ha pregato il Padre perché siano una cosa sola quanti credono il Lui “affinché il mondo creda che Tu mi hai mandato” .
La nostra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, alla quale appartengono fedeli greci, russi, serbi, romeni, bulgari, georgiani, polacchi, albanesi, moldavi, ucraini, arabi ecc, abbraccia tutti gli Ortodossi, che trovano la serenità, la pace, la gioia e la felicità. (Nessuno dei nostri fedeli si trova nelle carceri e nessuno membro della nostra Arcidiocesi è stato colpevole per un male, per una situazione peggiore per il prossimo e la società italiana, perché i nostri sacerdoti con la confessione e con la collaborazione con i nostri fratelli sacerdoti cattolici, l’opera della) nostra Arcidiocesi Ortodossa (nella società è, veramente, degna di meraviglia, perché) svolge una missione di grande importanza per questo nobilissimo paese, esortando i suoi fedeli ad essere buoni cittadini, seri, onesti, rispettosi della legge e riconoscenti verso il popolo italiano per l’ospitalità e l’accoglienza.
Ancora, l’Arcidiocesi Ortodossa ben conoscendo i legami ecclesiali e spirituali che legano Roma e Costantinopoli, come anche quelli culturali e storici che legano Atene, Costantinopoli e Roma, conoscendo particolarmente il reciproco contributo che le due Chiese sorelle di Roma e Costantinopoli, fondate dai due fratelli Pietro ed Andrea, hanno dato l’una all’altra con i propri tesori spirituali e culturali, malgrado le tristi nuvole di divisione che addensatisi sull’intera ecumene cristiana, l’Arcidiocesi Ortodossa rispetta e non dimentica; al contrario, basandosi su questa meravigliosa storia comune si avvicina e collabora con le autorità religiose e civili, senza difficoltà, ansia e preoccupazioni; cerchiamo di ricordare, insieme alle diverse Arcidiocesi e Diocesi Cattoliche Romane, ai tanti movimenti e comunità religiose presenti in Italia il I Millennio, la nostra comune vita armoniosa di amore, fede e speranza, e di vivere insieme la spiritualità del Vangelo, i santi Padri ed i primi Concili Ecumenici della Chiesa Indivisa.
Il Patriarcato Ecumenico per mezzo dei suoi primi pochi sacerdoti in Italia, uno dei quali è la mia umile persona, mandata in Italia, come ho detto precedentemente, dal grande Patriarca Athenagoras, primo fondatore del “Dialogo dell’Amore – Carità”, ha vissuto il fanatismo, le difficoltà, i problemi, di quella difficile epoca; noi sacerdoti abbiamo lavorato con la benedizione del nostro Patriarca per l’avvicinamento, la riconciliazione, il reincontro, la scoperta di essere fratelli e che le nostre Chiese sono sorelle, lottando per cancellare l’aggettivo “separate”.
Subito dopo i miei studi teologici a Costantinopoli, all’età di 23 anni, sono venuto a Napoli per studiare e come diacono dell’antica Chiesa dei SS Pietro e Paolo della Confraternita dei Nazionali Greci; ho studiato nella Facoltà Pontificia di Napoli (sezione S. Luigi – Padri Gesuiti); ho conseguito anche la Laurea in Teologia Cattolica Romana, con tema “Il contributo del Patriarcato Ecumenico per l’unità dei Cristiani” e mi sono specializzato trattando l’argomento relativo alla Storia della civiltà bizantina nell’Italia Meridionale – problemi tra Roma e Costantinopoli. Per dieci anni ho insegnato nell’Istituto di Teologia Ecumenica “San Nicola” a Bari. La Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta del Patriarcato Ecumenico ha aperto strade ed ha costruito ponti; ha preparato il terreno in Italia ed ha inaugurato il nuovo periodo del reincontro, della riconciliazione, della fratellanza, ed ha contribuito in modo decisivo a fondare il “Dialogo dell’Amore” ed il “Dialogo Teologico”.
Grazie alla Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia (cui è stata in seguito aggiunta anche Malta), la presenza del Patriarcato Ecumenico, è divenuta molto vivace ed importante, ed è una Eparchia Ecclesiastica ed istituzione creata per rafforzare il “Dialogo dell’Amore – della Carità”, per diffondere l’eterno messaggio dell’amore, della pace, della libertà, del rispetto dei diritti umani, dell’uguaglianza, della protezione della creazione dell’ambiente- dell’uomo, della pacifica convivenza dei popoli, della speranza. (Le Chiese Ortodosse Locali che si presentano oggi in Italia e particolarmente la Diocesi Romena) Altre giurisdizioni ortodosse, attualmente presenti in Italia, hanno trovato facile e pronto questo cammino. Grazie a Dio non hanno vissuto le difficili situazioni precedenti al riavvicinamento ed alla riconciliazione. Non hanno sofferto e non hanno partecipato all’opera della costruzione dei ponti per la riscoperta della fratellanza. Oggi, però, godono insieme a noi della gioia e l’esultanza spirituale. La riconoscenza, la gratitudine, è una realtà meravigliosa, e chi non ce l’ha non ha la protezione di Dio. Noi cristiani abbiamo molti esempi.
Il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, come Madre Chiesa di tutte le Chiese Ortodosse locali, ha offerto il proprio essenziale contributo in tal senso ed ha consentito anche a loro di trovare in Italia un fraterno ambiente accogliente ed una atmosfera fraterna, perché tutti potessimo vivere pacificamente, svolgendo la nostra missione senza paure, dubbi, ed incertezze.


 

Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta



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Santi di oggi

i santi di oggi 14-10-2019

Santi Nazario, Gervasio, Protasio, e Celsio, martiri; San Cosmas, l'innografo, vescovo di Maiuma; San Silvano e compagni, martiri; San Pietro Apselamo, martire; Santa Parascheva la giovane; San Ignazio Agallianos, metropolita di Mithymna.

i santi di domani 15-10-2019

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