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LA NUOVA CREAZIONE

 

di san Gregorio di Nissa




 

LA NUOVA CREAZIONE

        San Gregorio di Nissa *

Ecco giunto il regno della vita e sconvolto il potere della morte. E' apparsa un'altra nascita, così come un'altra vita, un altro modo di esistere, una trasformazione della nostra stessa natura. Questa nascita non è né da voler dell'uomo, né da voler della carne, ma da Dio (Gv. 1, 13). Come è avvenuto ciò? Cercherò di dimostrartelo nel modo più chiaro possibile. Questo nuovo germe di vita è custodito nel seno della fede; è portato alla luce dalla nuova nascita del battesimo; la sua nutrice è la Chiesa, che lo allatta con il suo insegnamento; il suo alimento, il pane del cielo; la sua maturità una condotta perfetta; il suo matrimonio, la sua unione con la Sapienza; i suoi figli, la speranza; la sua casa, il Regno; la sua eredità e le sue ricchezze, le delizie del paradiso; la sua fine non è la morte, bensì la vita eterna nella felicità preparata per i santi...
Questo è il giorno che il Signore fece (Sal. 117, 24). Giorno del tutto diverso da quelli dell'inizio, poiché in questo giorno Dio crea cieli nuovi ed una terra nuova, come dice il profeta (cf. Is. 65, 17). Che cieli? Il firmamento della fede in Cristo. Quale terra? Il cuore buono, come dice il Signore, la terra che beve la pioggia che su di essa cade, la terra in cui crescono messi abbondanti. In questa creazione, il sole è la vita pura; gli astri sono le virtù; l'aria, una condotta limpida; il mare, la ricca profondità della sapienza e della conoscenza; l'erba e le foglie, la buona dottrina e gli insegnamenti divini di cui si nutre il gregge dei pascoli, cioè il popolo di Dio; gli alberi che producono frutti, la pratica dei comandamenti. In questo giorno viene creato l'uomo autentico, colui che è fatto ad immagine e somiglianza di Dio.
Non è tutto un mondo che inaugura per te «questo giorno che il Signore fece,,? Parlandone, il profeta Zaccaria dice che sarà un giorno senza avvicendamento di luce e di tenebre (cf. Zacc. 14, 7). E non abbiamo ancora parlato del più grande privilegio di questo giorno di grazia: esso ha distrutto le angosce della morte, e dato alla luce il primogenito tra i morti... colui che ha detto: Vado al Padre mio ed al Padre vostro, Dio mio e Dio vostro (Gv. 20, 17). Che buona e splendida novella! Colui che per noi si è fatto come noi affinché, diventato uno dei nostri, divenissimo suoi fratelli, porta la sua propria umanità verso il Padre vero, onde trascinare con sé tutti quelli che appartengono alla sua razza.

 * Primo discorso sulla Risurrezione, PG 46, 603, 626-627.

 


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