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Dopo la Consacrazione della nuova chiesa di Reggio Calabria

data: 26-09-2010 - Discorso di Sua Em.nza il Metropolita

"San Paolo dei Greci"




Figli miei,
Riceviamo oggi questo ornamento spirituale, questa splendida Chiesa di San Paolo dei Greci, in una capitale della Magna Grecia, a Reggio Calabria, dal momento che è stata celebrato il Rito della Inaugurazione e così è stato consacrato e consegnato puro e perfetto al culto della Santissima Trinità, con fervida preghiera per rimanere sempre in piedi, fermo e saldo, luce vera, oasi di salvezza, pieno di Grazia Divina, a servizio della vita dell’uomo, per il quale, secondo la stupenda espressione dell’Apostolo San Tommaso “il mio Signore e Dio mio” è nato, è stato crocifisso ed è risorto.
L’Inaugurazione di ogni chiesa ortodossa invita all’inaugurazione di un nuovo periodo, una nuova epoca, che nel nostro percorso particolare sarà di amore, pace e speranza, come anche di illuminazione e di servizio, di evangelizzazione e di dialogo col popolo ortodosso ed, in genere, con ogni uomo di buona volontà.
La splendida Chiesa di San Paolo dei Greci sarà un monumento di fede e da lì saranno elevate preghiere ed invocazioni “per la pace di tutto il mondo” e “per l’unione di tutte le cose”, “nella Verità della Fede e nell’Amore di Dio”.
Eusebio di Cesarea, Vescovo della Palestina, riporta che l’Inaugurazione era celebrata solennemente con la partecipazione di numerosi vescovi e folla di popolo (Storia Ecclesiastica X, 2, 1), mentre San Gregorio il Teologo affermava che l’Inaugurazione è compiuta “affinché col tempo non siano cancellate le cose buone, né scompaiano adombrate negli abissi dell’oblio” (Discorso per la Domenica Nuova).
La presente Domenica è, realmente, una festa di gioia ed esultanza. “Siamo infatti tribolati da ogni parte, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo” (2 Cor. 4, 8-10), vale a dire il tesoro della nostra Fede sincera e senza macchia.
E’ giorno di vittoria spirituale e ben si adatta in tale occasione il detto di San Giovanni Crisostomo: “La Chiesa non cessa di essere combattuta e di vincere, di essere attaccata e di sopravvivere. Quanto più gli altri attaccano, tanto più essa si accresce (Omelia per la spiegazione della Cananea). Quello odierno è giorno dell’Ortodossia e l’Ortodossia è Vita, Verità e Resurrezione, che fa risplendere il messaggio eterno del Signore e degli Apostoli, l’Insegnamento e la Fede dei Santi e Teofori Padri dei Sinodi Ecumenici.
La Vita vince anche nel nostro umile percorso e servizio la distruzione e le attese catastrofiche di chi fa le previsioni.
Il nostro cuore, che ardeva dal desiderio di vedere finalmente conclusa la Chiesa di Reggio, questa terra di antica Tradizione Cristiana e Bizantina, diviene realtà e centro di vita ecclesiastica.
La Baracca diviene ornamento e Vita, Cristo e nostro Salvatore compie il suo miracolo, poiché Dio lo ha voluto e vuole compiere molti altri miracoli per la salvezza degli uomini.
E’ realtà storica. Dopo tanti secoli l’Ortodossia scrive nuove pagine d’oro in questa civile e democratico paese, dove la nostra Stirpe è legata alla Storia ed alla sua realtà culturale.  
Il Grande Apostolo delle Genti giunge nella Città di Reggio con i suoi collaboratori l’Evangelista Luca ed Aristarco e tiene il suo primo discorso sul vero Dio, la santifica e la benedice insieme al suo popolo. L’Apostolo Paolo con il suo insegnamento universale relativo alla vita sociale, morale e spirituale dell’uomo rimarrà la fonte inesauribile dei Padri della nostra Chiesa. Il suo insegnamento rimarrà intatto “Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù” (Gal. 3,28). Questo insegnamento di amore, pace, di comprensione, di reciprocità, di fratellanza, di pace e di salvezza, sarà annunciato e cantato in questa splendida Chiesa di San Paolo dei Greci, per diffondere in Europa ed, in genere, in tutto il mondo i suoi messaggi, che hanno fatto sviluppare la civiltà ed hanno creato in genere le basi per una convivenza più civile e migliore da ogni punto di vista della vita spirituale e morale dell’uomo.
Oggi l’Europa ha bisogno di questa eredità, poiché solo in tal modo la confusione, la lotta, l’indifferenza e la sua mondanizzazione, saranno vinte e sarà così isolata la crisi che flagella tutto il mondo.
Imploriamo l’Onnipotente Dio Amante degli uomini affinché lo renda “porto di chi vittima delle tempeste, luogo di cura delle passioni, rifugio dei deboli, luogo da cui fuggano i demoni”.
Invochiamo l’Altissimo Iddio affinché protegga la Confraternita del Monastero del Paraklitos di Oropòs, con i suoi figli spirituali sotto la guida del Reverendissimo Padre Spirituale l’Archimandrita Timotheos Sakkàs per la divina ispirazione di costruire una chiesa in questa gloriosa terra bizantina. Chiediamo per lui all’Onnipotente Iddio il dono di una salute salda ed il sostegno celeste, come anche ai reverendissimi padri, ai figli spirituali ed ai visitatori del Monastero.
Con l’aiuto di Dio c’è stato il miracolo! Dio è grande!
In realtà la conclusione di queste opere in questa Terra benedetta, è gloria del nome della nostra Santissima Trinità. Non esiste opera più grande e santa rispetto alla costruzione di una chiesa e di un monastero, soprattutto in questo luogo, in questa regione nobile e gloriosa.
La Preghiera “Opistàmvonos” della Divina Liturgia ricorda: “Signore, che benedici coloro che ti benedicono e santifichi quanti hanno confidato in Te, salva il tuo Popolo e benedici la Tua eredità”. Auguro ed invoco: “Custodisci l’Intero Corpo della Tua Chiesa”. Santifica coloro che amano la bellezza della tua casa”!
Ringraziamo l’Illustrissimo Signor Sindaco e tutto il popolo di questa generosissima e carissima Città, tutte le Autorità di questo luogo e dell’Ellenismo per la loro presenza qui oggi.
Un cordiale saluto fraterno a Sua Eccellenza Reverendissima all’Arcivescovo Metropolita di Reggio Monsignor Vittorio Modello, per la sua presenza che ci onora ed è testimone del suo affetto fraterno per la Chiesa Ortodossa.
Sia il nome del Signore da ora e nei secoli!


 

Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta



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