Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*


“Cristo primizia della nostra risurrezione”

 

di San Gregorio Magno

 


 
 

 

“Cristo primizia della nostra risurrezione”

di S. Gregorio Magno

 

 

         Nella sua persona Cristo ha fatto vedere ciò che ha promesso come premio, affinché i fedeli, riconoscendo ch’egli è risuscitato, coltivino in loro la speranza che alla fine del mondo saranno premiati con la risurrezione. Ecco, con la morte della carne noi rimaniamo nella polvere sino alla fine del mondo, egli invece il terzo giorno uscì rinverdito dall’aridità morte, per manifestarci, mediante la sua stessa carne rinnovata, la potenza della sua divinità. È quanto Mosè mise bene in luce quando collocò nella tenda dodici verghe corrispondenti alle dodici tribù d’Israele. Soltanto la verga di Levi rinverdì confermando l’autorità di Aronne nel ministero.

 

         Ma che cosa voleva indicare un simile segno? Che il corpo del Signore, quello del nostro vero sacerdote, deposto nell’aridità della morte, sarebbe sbocciato nel fiore della risurrezione. Ecco che la verga di Aronne, un tempo arida, è già fiorita, mentre le verghe delle dodici tribù rimangono aride, perché, se è vero che dopo la morte il corpo del Signore è già vivo, per i nostri corpi la gloria della risurrezione è differita alla fine del mondo. È proprio a questo rinvio discretamente allude Giobbe dicendo: “E io risusciterò dalla terra nell’ultimo giorno” (Gb 19, 25).

 


Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 01-03-2021

i santi di domani 02-03-2021

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP