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LA DIVINA LITURGIA DI SAN GIOVANNI CRISOSTOMO traduzione ufficiale in italiano: ΕΛΛΗΝΙΚΑ – ITALIANO – ROMÂNĂ – ЦЕРКОВНОСЛАВЯ´НСКИЙ

categoria: Eventi

si può trovare in tutte le chiese della nostra Arcidiocesi



vedi pagine 42-43


INTRODUZIONE

 

L’Eucaristia è, secondo Sant’Ignazio d’Antiochia, “farmaco d’immortalità” (φάρμακον ἀθανασίας). È il Corpo e il Sangue di Cristo; è amore, è l’inesauribile fonte della Grazia Divina. LʼEucaristia è il più prezioso dono della Chiesa e della società umana. Essa è la “mistica Mensa” (ἡ μυστικὴ Τράπεζα) di Gesù Cristo e i fedeli sono i “commensali” (συνδαιτυμόνες) benedetti che, nutrendosi, vivono in comunione con Lui. Conosciamo molto bene che Gesù Cristo sulla Croce ha offerto il proprio sangue, la propria vita, per noi e per la nostra salvezza: “Nessuno ha amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13). Con la nostra partecipazione alla Comunione diventiamo partecipi della Cena Eucaristica e troviamo il Regno di Dio; vale a dire, diventiamo partecipi della vita incorruttibile ed eterna; diventiamo realmente “incorporati in Cristo”. Comunicando con il Corpo e il Sangue di Cristo, “nostro Signore e nostro Dio”, secondo l’espressione apostolica di San Tommaso, “per la remissione dei peccati e per la vita eterna” (εἰς ἄφεσιν ἁμαρτιῶν καὶ εἰς ζωὴν αἰώνιον), dal “comune calice”, che accettiamo personalmente e liberamente, e grazie a cui, partecipando al Sacramento della Divina Eucaristia, si realizza la nostra unione con il Corpo di Cristo. Questa unione è offerta divina; è dono della Grazia di Dio. Aggiungiamo ancora che questi Doni Divini non sono una “ricompensa” (ἀνταμοιβή), ma costituiscono il vero cibo, l’autentico nutrimento per ogni uomo che ha fame e sete, senza il quale egli morirà. È il più potente farmaco per l’immortalità, l’antidoto contro la morte. È l’esultante e inesauribile comunione d’amore, è la Solennità della Risurrezione. La Divina Eucaristia è dono e offerta “certamente di un altro mondo”: del Regno dei Cieli.

 

Solitamente la Divina Eucaristia è celebrata in chiesa e il nostro ingresso in essa è ingresso nella casa paterna, secondo lo spirito dei Santi Padri del mondo Ortodosso. Durante la sua celebrazione la chiesa è inondata di luce divina ed è circondata dallo splendore e dalla bellezza divina. E questo perché in tal modo essa dimostra il proprio carattere escatologico, proteso verso il futuro, verso il Regno di Dio. Nella Chiesa non viviamo come individui, ma come persone, perché non siamo soli; siamo “icona –immagine– di Dio” e ricapitoliamo “il mistero prima di tutti i secoli” (τὸ προαιώνιον μυστήριον). Dobbiamo, dunque, essere vicini alla Chiesa del nostro Salvatore Gesù Cristo, la quale ci dona i Sacramenti della nostra salvezza; ci dona, anzi, “il Sacramento dei Sacramenti”, la Divina Eucaristia. Dobbiamo abbandonare il “vecchio uomo” e rivestirci del “nuovo uomo”, per camminare degnamente secondo la volontà di Dio.

 

Non si discute assolutamente che il culto, durante la celebrazione della Divina Liturgia, sia anche una manifestazione sociale: da una prospettiva “verticale” influenza anche la vita sociale, mentre da quello “orizzontale” il comune riferimento lega i fedeli tra loro. D’altro canto i fedeli scoprono il Regno dei Cieli tra di loro, ma anche in loro stessi; mentre si disvela loro il Regno dei Cieli, essi avvertono la gioia di aver trovato “il prezioso tesoro nascosto” (τὸν πολύτιμον κεκρυμμένον θησαυρόν). Infatti, con l’accettazione di questa comunione personale con la Divina e Increata Grazia per mezzo della Divina Eucaristia, si realizza questo legame con vincoli più saldi di quelli umani, con legami soprannaturali. È quella “Sinassi” (Σύναξις) ove incontriamo il nostro Signore Risorto, ove noi tutti costituiamo certamente Chiesa, in quanto siamo stati accettati nella Vita Eucaristica di Cristo. Chi partecipa alla Divina Eucaristia riesce a perseguire il proprio progresso morale e spirituale, ma consegue anche un risveglio sociale; anzi, secondo la Parola di Dio, ripresa dai Santi Padri, per mezzo della Grazia del nostro Redentore Gesù Cristo, ogni uomo è chiamato a diventare “icona e figlio di Dio” (Rm 8,29). Noi, dunque, che apparteniamo al clero, dobbiamo avvertire la necessità e l’importanza di insistere sul rapporto dellʼEucaristia con la vita quotidiana, e ciò perché molti fedeli non conoscono e non intendono l’importanza della relazione della Divina Eucaristia con la vita quotidiana. La Divina Eucaristia, diventando “Vita” di ogni Ortodosso nella quotidianità, diventa unica realtà per creare una “nuova generazione”, una nuova società, con una mentalità, con pensieri e iniziative, con un popolo nuovo, attivo e pieno di speranza in Dio, con fiducia nel suo Vescovo, che ne è la guida spirituale, il “Tipo di Cristo” (Τύπος Χριστοῦ), come scrive Sant’Ignazio d’Antiochia il Teoforo.

 

“Andiamo –procediamo– in pace” (Ἐν εἰρήνῃ προέλθωμεν), esclama con dolcezza ed esultanza San Giovanni Crisostomo verso la fine della Divina Liturgia. Procediamo verso il mondo e professiamo con cuore buono e libero che abbiamo visto la luce vera, abbiamo avuto lo Spirito celeste, abbiamo trovato la vera fede, adoriamo la Trinità indivisa; in verità, essa ci ha salvato. La nostra vita dopo la Divina Eucaristia è veramente nelle mani di Dio e costituisce per noi da un lato la gioia, la pace, la forza, la fiducia e la vita, dallʼaltro, essendo in noi, ci invita a essere autentici testimoni del Sacramento che abbiamo vissuto e della Grazia che abbiamo ricevuto. La Divina Eucaristia, nonostante sia celebrata alla fine della Divina Liturgia, diventa nuovamente lʼinizio e le nostre debolezze si rivelano potenti, secondo la parola evangelica del nostro Salvatore Gesù Cristo: “le cose impossibili agli uomini sono possibili a Dio” (τὰ ἀδύνατα παρʼ ἀνθρώποις, δυνατὰ παρὰ τῷ Θεῷ, Lc 18,27). Dopo la Divina Eucaristia, lasciando la chiesa, con la benedizione ricevuta da Dio e la Grazia della Santissima Trinità, dobbiamo diventare apostoli ed evangelizzatori con lo scopo di continuare, con sentimenti di amore, pace, fratellanza e speranza, la nostra missione “fuori dei confini”, nella nostra casa, nella nostra famiglia, tra gli amici, nel nostro posto di lavoro.

 

Con questi pensieri di introduzione, consegniamo con esultanza spirituale e con cuore pieno di gioia al nostro pio gregge dellʼArcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta il testo ufficiale della Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo, per la prima volta tradotto ufficialmente dalla lingua originale, il Greco, in Italiano, per uso liturgico e pastorale, spirituale ed ecclesiastico, da parte delle Parrocchie, Monasteri, Comunità e Confraternite che appartengono alla giurisdizione del Patriarcato Ecumenico.

 

Esprimiamo le nostre congratulazioni ai membri della “Commissione speciale”, con a capo il Vicario Generale, Archimandrita del Trono Ecumenico Evangelos Yfantidis, che ha guidato i molteplici lavori. Benedico i laici Professori, i Reverendissimi Presbiteri e Archimandriti della nostra Arcidiocesi, che hanno lavorato con cura e diligenza per presentare al popolo di Dio un testo, se non “infallibile”, certamente plasmato dal loro amore, dal loro rispetto e dalla loro responsabilità verso la nostra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta, che ha rigenerato lʼOrtodossia in questo Paese dellʼArte e della Cultura, e ha accesso focolari con la Luce della Risurrezione (τὸ Φῶς τῆς Ἀναστάσεως), da cui emana la Luce dellʼOrtodossia.

 

La Commissione ha lavorato con serietà e responsabilità, avendo il dovere di presentare un testo senza errori dal punto di vista della lingua Italiana, anzi di ricercare termini e parole adatte e ben comprensibili, precise, in uso nella lingua corrente e di trasmettere con chiarezza i mistici tesori di Spiritualità Ortodossa. La creazione di un testo comprensibile e chiaro, l’uso di un vocabolario nobile, il fornire una sola traduzione in Italiano per ogni parola Greca, come anche l’essere concorde alla Teologia mistica dei Santissimi Padri e degli scrittori mistici: tutti questi erano i punti più esaminati e approfonditi per far assicurare un testo di qualità superiore, preciso dal punto di vista liturgico, certamente musicale secondo la Tradizione Bizantina e degno a essere abbracciato e usato dai Sacerdoti, dalle nostre Parrocchie, Monasteri, Comunità e Confraternite, così come anche dai nostri fedeli Ortodossi.

 

Nei limiti delle nostre possibilità abbiamo letto e seguito i lavori della “Commissione speciale”; esprimendo quindi ai suoi valorosi membri di nuovo le nostre congratulazioni e dando loro la nostra benedizione, auguriamo e benediciamo il nostro Popolo di Dio, le Parrocchie, i Monasteri, le Comunità e le Confraternite, con la preghiera di diffondere questa eccellente opera della nostra Arcidiocesi.

“Dio sia sempre con voi!”

“Quale Dio è grande come il nostro Dio, l’unico che compie meraviglie?”

 

Venezia, Santa Pasqua 2017

 

† Metropolita Gennadios

Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta

 

 


 

 

COMMISSIONE SPECIALE
PER LA TRADUZIONE IN ITALIANO
DELLA DIVINA LITURGIA
DI SAN GIOVANNI CRISOSTOMO

 

Membri

Il Vicario Generale,
Archimandrita del Trono Ecumenico
Evangelos Yfantidis

Archimandrita Simeon Catsinas

Archimandrita Georgios Antonopulos

Protopresbitero Iosif Restagno

Prof. Mauro Agosto

 

Collaboratori

Archimandrita Stefan Popa

Presbitero Vladimir Laiba

Dott. Marco (Sergio) Knipe



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