Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*




Sabato dell'Acatisto

 da “The Typikon Decoded” di Job Getcha, SVS press
a cura della Chiesa Greco-Ortodossa di San Paolo Apostolo dei Greci, Reggio di Calabria

di S. E. Rev.ma Mons JOB Arcivescovo di Telmissos




 

Il Sabato della quinta settimana è un altra importante solennità che porta la settimana alla fine. La sua origine è poco chiara, e questo è anche il caso dell'Acatisto [1]. Nella sua forma, esso assomiglia ad un kontakion, una forma d'innografia che contiene 24 stanze poetiche, ognuna delle quali inizia con una lettera dell'alfabeto greco. In questa ultima parte, il primo kontakion ("A te conduttrice di schiere...") non inizia con la lettera "A" (che corrisponde alla prima stanza "Il primo degli angeli...") e probabilmente è stato aggiunto in seguito all'inno Acatisto. Questo kontakion allude alla liberazione di Costantinopoli da un pericolo per mezzo dell'intercessione della Madre di Dio (" Io la tua Città, grazie a te riscattata da tremende sventure, o Madre di Dio...").
Secondo il Sinassario di Niceforo Kallistos Xanthopoulos, la solennità del quinto Sabato della Quaresima fu introdotto in connessione alla liberazione di Costantinopoli dall'occupazione Persiana e Araba nel 626, durante il regno dell'imperatore Eraclio e sotto il Patriarca Sergio e inseguito nel 672-678 e nel 716. Secondo la "Storia dell'Acatisto" contenuta in alcuni Triodia, la celebrazione è legata alla liberazione del 626. Secondo la Cronaca di G. Amartolos, l'Akthistos è legato all'evento del 678 [2]. Tuttavia, secondo alcune cronologie, tale liberazione avvenne o a luglio o ad agosto, e così il legame con la celebrazione al quinto Sabato non è evidente. A. Papadopoulos-Kerameus ritiene che tale celebrazione sia connessa alla liberazione di Costantinopoli dall'occupazione slava del 860, al tempo del Patriarca Fozio [3]. Qui di nuovo, secondo le cronologie, avvenne a giugno per cui non coincide mai con il periodo del Triodion. Nel 1904, P. von Winterfield scoprì una traduzione latina dell'Acatisto, datante al nono secolo, che egli ascrive a Germano di Costantinopoli e lega alla liberazione di Costantinopoli del 717 [4].
Secodo K. Krumbacher e P. Maas, il primo kontakion e la prima stanza si trovano in un kontakion di san Romano il Melode per l'Annunciazione. Quindi, secondo P. Maas, l'inno Acatisto è più antico rispetto alle liberazioni di Costantinopoli che abbiamo menzionato. Inoltre, il contenuto dell'Acatisto non fa allusioni a tali eventi, ma riassumono di fatto la vita del Cristo, ciò lascia affermare il Karabinov che l'Acatisto non sia stato scritto per glorificare la Madre di Dio ma il Cristo come Salvatore attraverso la sua incarnazione [5]. Infatti, l'inno contiene espliciti riferimenti all'Annunciazione e al ciclo della Natività di Gesù Cristo. Il kontakion dell'attuale Acatisto è anche il kontakion della festa dell'Annunciazione. Per questo motivo Korabinov, insieme a P. Maas, considera che l'origine della solennità del quinto Sabato della Grande Quaresima sia legato allo spostamento della festa dell'Annunciazione [6]. Noi sappiamo che nello spirito del Canone 51 del Concilio di Laodicea (c. 365), non era appropriato celebrare feste durante la Grande Quaresima e ogni celebrazione conseguentemente era spostata al Sabato o alla Domenica successiva [7]. Fu solo con il Concilio in Trullo (692) che si decise di celebrare l'Annunciazione il suo stesso giorno (25 marzo) [8]. Da questo momento il Sabato dell'Acatisto divenne un doppione della festa dell'Annunciazione ed i tardi testi bizantini hanno cercato di giustificare l'uso attraverso il ricorso alla commemorazione della liberazione di Costantinopoli da vari invasori, come fa, per esempio, Niceforo Kallistos Xanthopoulos nel suo Sinassario.
Secondo Korabinov, la celebrazione dell'Acatisto coincideva di fatto con la fine della guerra fra Eraclio e i Persiani: i negoziati di pace iniziarono alla vigilia dell'Annunciazione, il 24 marzo del 628. La fine della guerra, nelle menti dei Bizantini, era senza dubbio connessa all'intercessione della Theotokos, la protettrice della capitale bizantina, dove la festa dell'Annunciazione era stata istituita per la prima volta. In seguito il Concilio in Trullo autorizzò la celebrazione dell'Annunciazione ad una data fissa, la celebrazione del Sabato dell'Acatisto fu fissato in memoria della liberazione di Costantinopoli. Questo Sabato che originariamente era il sabato successivo al 25 marzo, dopo l'undicesimo secolo, fu spostato al quinto sabato della grande Quaresima forse a causa di un terremoto che ha colpito Costantinopoli nel 790 ( che era anche all'origine del Giovedì della quinta settimana ) [9]. Secondo Arranz, la solennità dell'Acatisto precedeva quella del Grande Canone, perchè esso si trovava nel Tipikon della Grande Chiesa [10]. Malgrado tutte queste spiegazioni, nulla ostacola la commemorazione delle diverse liberazioni di Costantinopoli per mezzo delle intercessioni della Madre di Dio fin dall'inizio solennizzate dall'uso dell'antico inno dell'Annunciazione, aggiungendogli il kontakion " A te conduttrice..."

Note:

1) Sull'origine di questa celebrazione noi riassumiamo qui lo studio del Karabinov, Postnaia triod', 35-50. Sull'origine dell'Acatistos, vedi E. Wellesz, The Akathistos Hymn, Monumenta musicae Byzantinae, Transcripta 9 (Copenaghen, 1957).
2) PG 110, col.893.
3) A. Papadopoulos-Kerameus, "Akafist Bozhiei Materi", Vizantiiskii Vremennik (1903): 357.
4) P. De Meester, "Limnoacatisto", Bessarione 81 (1904): 213.
5) Korabinov, Postania Triod', 40, 42.
6) Ibid., 44; Maas, "Recension sur l'article de P. De Meester "L'imno acatisto", Byzantinische Zeitscherift 15 (1905): 647.
7) P.-P. Joannou, Discipline générale antique (Fonti, fasc. 9) vol. 1,1 (Roma 1962), 151.
8) Infatti il Canone 52 del Trullo dichiara: "Nei giorni di Grande Quaresima, eccetto di Sabato e di Domenica e nel giorno dell'Annunciazione, non è possibile celebrare liturgie eccetto quella dei Doni Presantificati" P.-P. Joannou, Discipline générale antique (Fonti, fasc. 9) vol. 1,1 (Roma 1962), 189.
9)Korabinov, Postania Triod', 44-45, 49-50, 34-35.
10) M. Arranz, "Les fetes theologiques du calendrier byzantin", in La Liturgie, expression de la foi. Conferences Saint-Serge. XXV Semaine d'etudes liturguques (Roma, 1979), 47-48.

 


Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 11-12-2019

San Daniele, lo Stilita; San Luca, lo Stilita; Santi Etala ed Apseo, martiri; San Barsabas di Persia e compagni, martiri; Santi Pietro e Acepsimas di Persia; Santi Terenzio, Vincenzo e compagni, martiri; San Mirace, martire; Santi Vechiano e Nomone di Cipro; San Leonzio di Acaia.

i santi di domani 12-12-2019

San Spiridione, vescovo di Trimitunte, taumaturgo; San Sinesio, martire; San Alessandro, vescovo di Gerusalemme, ieromartire; San Amonato di Pelusio; San Anto di Palestina; Sante Eufimiana e Febe; San Eterio, martire; San Giovanni, metropolita di Zicna e fondatore di Menikion.

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP