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La Terza Domenica della Grande Quaresima: la venerazione della Croce

 

di S. E. Rev.ma Mons JOB Arcivescovo di Telmissos




 

Origine

La terza Domenica della Quaresima è dedicata alla venerazione della Croce datrice di vita, connessa al trasferimento della venerazione della Croce dalla metà-quaresima, mercoledì della quarta settimana, alla domenica. Secondo l'antica tradizione di Costantinopoli, questa era la domenica in cui i catecumeni in preparazione per essere battezzati a Pasqua, venivano iscritti, accompagnati dai loro padrini. La tradizione bizantina ha conservato l'uso per questo giorno di pregare "per l'illuminazione di coloro che si stanno preparando" e ha aggiunto una speciale litania alla Liturgia dei Presantificati che accompagna la litania per i catecumeni ed inizia la settimana successiva alla Domenica della Croce [1]. Questo mercoledì segna la metà della Quaresima. Secondo Niceforo Kallistos Xanthopulos, nel suo Sinassario, la Croce ci viene offerta come un conforto ed incoraggiamento nel nostro percorso durante la Grande Quaresima, e ci annuncia l'avvicinarsi della Passione e della Resurrezione del Signore [2]. 
Come testimonianza a Costantinopoli della tradizione monastica, il Typikon di Alessio lo Studita richiede per la Croce, che viene presa dallo skevofilakion (sacrestia) dopo i kathismata del mattutino per rimanere sull'altare fino alla fine della nona ode del canone. In seguito veniva solennemente collocata su un piccolo tavolo di fronte alle sante porte per la venerazione. Dopo la preghiera del Signore alla fine del mattutino, veniva cantato il tropario "La tua Croce o Signore veneriamo..." e ognuno venerava la Croce [3].
Nella tradizione neo-Sabaita, il mattutino della veglia della Domenica si concludeva con la grande dossologia nella sua redazione costantinopolitana. E' a questo punto, 
durante il canto finale del trisaghion, che la Croce veniva solennemente portata in processione dall'altare, dove veniva collocata all'inizio della veglia, nel mezzo della chiesa per essere venerata dal clero e dai fedeli [4].

La venerazione della Croce durante la quarta settimana

Ai giorni nostri, la croce rimane al centro della chiesa, o a destra di fronte all'iconostasi, fino a venerdì. E' prescritto di venerarla solennemente in tre occasioni durante la settimana che segue, il lunedì, il mercoledì e il venerdì. Alla prima ora, la preghiera del salmo "Dirigi i miei passi", è sostituita con "La tua Croce veneriamo", a questo punto il sacerdote lascia il santuario attraverso le belle porte ed incensa la Croce tre volte da tutte e quattro le direzioni. Tutti vanno a venerare la croce mente si cantano gli stessi stichirà che sono stati cantati durante la Venerazione della Santa Croce al mattutino della 3a Domenica. Invece del solito kontakion si canta quello della Croce. il venerdì la Croce vine venerata alla fine dei typika, giusto prima di essere ricollocata nel santuario.
Nell'antica tradizione Studita, la Croce non veniva lasciata permanente in mezzo alla chiesa, piuttosto, al mattutino successivo alla Domenica, aveva luogo una processione con la Croce intorno al monastero, dopodiché tornava al suo posto nello skevofilakion (sacrestia). Veniva portata ogni giorno fuori per la venerazione, dal lunedì al venerdì, alla fine della nona ora, e riposta ogni volta [5]. La nostra attuale pratica di venerare solennemente la Croce il lunedì, il mercoledì ed il venerdì della quarta settimana è una traccia dell'antico uso.

Particolarità negli offici del lunedì, mercoledì e venerdì.

Oltre alla solenne venerazione della Croce al lunedì, al mercoledì e al venerdì della 4a Settimana, l'officio presenta un altra particolarità di mercoledì e di venerdì. L'officio del santo dal mineo è spostato alla compieta ed è sostituito con un officio per la Croce. Ai vespri del martedì sera, al "Signore a te ho gridato" vengono cantati sei stichira e uno stichiron al "Gloria... ora e sempre", Il giovedì sera però, dopo i tre stichira dal Triodion ne cantiamo tre dal Mineon, anche se il canone del santo non viene letto al mattutino. Al mattutino vengono cantate la nove odi del canone per la Croce (il canone per il mercoledì è differente rispetto a quello per il venerdì) a cui sono aggiunti due canoni da tre odi. Dopo la terza ode cantiamo i kathisma per la Santa Croce. Dopo la nona vengono cantati il fotagogikon del tono e l'exapostillarion per la Croce.

Note:

1) M. Arranz, "Les sacrement de l'acien Euchologue constantinopolitain - 4, III partie; Préparation au bapteme", OCP 50 (1984): 47-49.
2) Vedi Ieromonaco Macario (G. Bonnet), "Le mystére de la croix dans le Careme orthodoxe", Irènikon 52 (1979): 34-53 e 200-13; M. Arranz, "Les fetes theologiques du calendrier byzantin", in La Liturgie, expression de la foi. Conférences Sat.Serge, XXV Semaine d'études liturgiques (Roma, 1979), 43-46.
3) Pentkovskii, Typikon, 242.
4) Vedi Sinai gr.1094, f. 8or. (edito da Lossky, Le Typikon byzantin, 255). Confronta con: Typikon (Moscow, 1906), 72v.-73 (officio dell'Esaltazione), 160v.-161 (officio 1 agosto), 429-429v. (terza Domenica di Quaresima.

 


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