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08.10: memoria della nostra santa madre PELAGIA la prostituta pentita

 

a cura della Chiesa Greco-Ortodossa di San Paolo Apostolo dei Greci, Reggio di Calabria




 

╬ L’8 di questo mese, memoria della nostra santa madre PELAGIA la prostituta pentita. 

Santa Pelagia viveva ad Antiochia nella seconda metà del V sec. Dedita alla danza ed ai piaceri impuri, era la prostituta più conosciuta di questa grande città ed aveva ricavato dal suo malcostume una grande fortuna che utilizzava per ornare il suo corpo con gioielli preziosi e profumi voluttuosi, per attirare nuove vittime alle sue reti. Ella aveva numerosi schiavi e servitori che l’accompagnavano quando passeggiava in città, seduta nel suo lussuoso carro. Ora, un giorno in cui l’arcivescovo d’Antiochia aveva inviato Nonno vescovo d’Edessa, un santo uomo le cui parole ispirate portavano i suoi uditori al pentimento e all’amore per le virtù, a predicare avanti al suo popolo, Pelagia passò avanti all’assemblea con il corteo abituale. Mentre tutti distoglievano gli occhi da questo spettacolo, san Nonno guardò questa donna piangendo. Egli disse a coloro che la circondavano: << Sventurati noi, pigri e negligenti, poiché dovremmo rendere conto nel giorno del giudizio, per non aver messo al servizio di Dio lo zelo e la cura che mette questa povera donna ad ornare il suo corpo per un piacere passeggero >>. E pregò ardentemente il Signore per la sua conversione.
L’indomani, mentre Nonno commentava il santo Vangelo nel corso della Divina Liturgia, Pelagia si trovava tra coloro che assistevano. Le parole del vescovo sul Giudizio ultimo e l’eternità delle pene dell’inferno penetrarono nel cuore della giovane donna come una spada affilata e risvegliarono in lui il suo vero amore, quello dello Sposo celeste. Di ritorno nel suo palazzo, ella indirizzò una lettera al santo vescovo chiedendogli di accettare di riceverla senza disprezzare la sua turpitudine se veramente era discepolo di Colui che è venuto per chiamare << non i giusti ma i peccatori al pentimento >> (Mat. 9,13). Nonno le fece rispondere che se ella era veramente decisa a pentirsi, avrebbe dovuto presentarsi in chiesa, avanti all’assemblea del clero e del popolo, per confessare le sue colpe. Pelagia colse questa occasione e si presentò in chiesa, dimenticando il suo sfoggio e l’orgoglio di prima. Poi si gettò in ginocchio ai piedi del vescovo e lo supplicò di farla rinascere alla vita divina con il santo Battesimo, affinché il demonio e l’abitudine non la richiamassero alla sua vita di malcostume. Al momento del battesimo di Pelagia tutta la città d’Antiochia si rallegrò dell’avvenimento e della salvezza di quest’anima. Ella fu affidata ad un monaca di nome Romana, che l’iniziò al combattimento spirituale e alla via del pentimento. Attraverso la preghiera ed i segni della Croce ella vinse le tentazioni di ritornare alla sua vita di peccato, che non tardarono a piombare su di lei. Qualche giorno dopo il suo Battesimo, Pelagia fece distribuire tutte le sue ricchezze ai poveri e liberò i suoi schiavi.
Così liberata da ogni attaccamento al mondo, ella cambiò i suoi abiti femminili con dei grossolani abiti da uomo e partì in segreto per praticare l’ascesi in Palestina, sul Monte degli Ulivi. Ella restò lunghi anni chiusa in una piccola cella, lottando ogni giorno contro le passioni che si erano radicate nel suo corpo e mettendo ormai tutta la cura che ella aveva avuto per i suoi abiti ed i suoi profumi, nell’ornamento della sua anima per la vita eterna. Benché ella restasse in solitudine, la fama delle sue fatiche si sparse tra gli asceti della Palestina, che credevano fosse un uomo. Allorché la santa penitente rimise in pace la sua anima a Dio, tutti i monaci della regione si riunirono per venerare le sue sante reliquie e glorificarono grandemente il Signore apprendendo da un discepolo di san Nonno la vera storia di Pelagia, che insegna a color che sono immersi nelle tenebre del peccato non disperare, ma ad incamminarsi con coraggio sulla via del pentimento.

 


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