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01.11: Memoria del nostro santo Padre teoforo DAVIDE dell’Eubea

 

a cura della Chiesa Greco-Ortodossa di San Paolo Apostolo dei Greci, Reggio di Calabria




 

1° novembre • Memoria del nostro santo Padre teoforo DAVIDE dell’Eubea.

Il nostro santo padre Davide nacque all’alba del 16°sec. nel villaggio di Gardinitsa (attuale Kyparissi), sul bordo del mare, di fronte all’isola Eubea. Suo padre era un prete pio e virtuoso. Quando aveva appena tre anni, Davide vide una notte il santo Precursore Giovanni Battista apparirgli e condurlo nella chiesa vicina che a lui era dedicata. Egli restò là, in piedi e scalzo per sei giorni, immerso in contemplazione avanti all’icona del precursore. Così abituato fin dalla giovane età all’obbedienza verso i genitori, all’ascesi e alla preghiera continua, lasciò la casa familiare all’età di quindici anni, per andare alla ricerca di un padre spirituale. Egli lo trovò nella persona dello ieromonaco Acakio, celebre per le sue virtù e la predicazione del Vangelo che dispensava di villaggio in villaggio. Davide rivestì l’abito monastico nel monastero di Acakio e mostrò una perfetta obbedienza, aggiunta all’umiltà e alla preghiera attenta e continua. Poiché il suo Anziano desiderava trovare un monastero più avanzato nella vita spirituale, egli lo seguì a Ossa, presso il monte Olimpo, poi, dopo essere stato ordinato diacono, al monte Athos per un lungo pellegrinaggio nei diversi monasteri. Acakio andò da solo a Costantinopoli lasciando Davide a grande Lavra e fu consacrato metropolita d’Artes e di Naupactos dal patriarca Geremia e chiamò qualche tempo dopo Davide nella sua diocesi per dargli aiuto nei compiti pastorali . Benché occupato nel mondo, Davide non tralasciò per nulla i suoi digiuni, le sue preghiere dell’intera notte, le sue innumerevoli prostrazioni e l’obbedienza assoluta al suo padre spirituale. Egli divenne prete e fu nominato egumeno del monastero della Madre di Dio, detto di Barnakovas (presso Naupactos). Ma il suo zelo e le sue esigenze spirituali si scontravano là con dei monaci negligenti e desiderosi di fare solo la volontà propria. Egli lasciò dunque questo monastero per partire alla ricerca di un luogo propizio alla solitudine (esichia). Egli si installò in un luogo deserto, sul monte Steiri (presso Parnaso) dove fu assalito da numerose tentazioni di demoni. Accusato di aver accolto uno schiavo fuggitivo, fu catturato dai turchi e lungamente torturato, poi liberato grazie ad un riscatto raccolto dai fedeli del luogo, partì per trovare un nuovo ritiro nell’isola di Euripo. Qui costruì una chiesa dedicata alla Trasfigurazione e non tardò a raccogliere qualche discepolo che divideva il suo modo di vita ed il suo amore per la preghiera. Ad imitazione del Cristo, Davide mostrava un amore senza limiti per tutti quelli che andavano da lui, in particolare per i poveri che non poteva vedere senza versare lacrime. Egli distribuiva senza conto i beni del monastero a chi ne aveva bisogno, degno o indegno, cristiano o musulmano. Egli trascorse così numerosi anni, spandendo attorno a lui un riflesso della presenza di Dio attraverso le virtù ed i suoi innumerevoli miracoli. In viaggio per servire da mediatore nelle dispute che dividevano i vescovi del Peloponneso, fu miracolosamente salvato da un naufragio. Dotato del carisma di chiaroveggenza, aiutò numerose anime a trovare la salvezza e conobbe prima il giorno della sua morte. Riunì allora i suoi discepoli, diede loro le sue ultime istruzioni spirituali e si addormentò nella pace nel momento in cui confidava a quelli intorno a lui che il Cristo era venuto in apparizione. Dopo la dormizione del santo, numerosi miracoli ebbero luogo sulla sua tomba.

 


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