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21.11: l’ingresso al Tempio della nostra Sovrana la MADRE DI DIO e Sempre Vergine Maria

 

a cura della Chiesa Greco-Ortodossa di San Paolo Apostolo dei Greci, Reggio di Calabria




 

Il 21 di questo mese, memoria dell’ENTRATA al TEMPIO della nostra Sovrana la MADRE DI DIO e Sempre Vergine Maria.

Quando la santa e tutta pura bambina accordata a Dio al genere umano rimasto sterile a causa del peccato, delle passioni e della morte, ebbe raggiunto l’età di due anni, suo padre Gioacchino disse alla sua sposa:<< Conduciamola al Tempio del Signore per compiere la promessa che abbiamo fatto di consacrarla dalla tenera età all’Onnipotente >>. Ma Anna rispose:<< Attendiamo fino al terzo anno, poiché potrebbe darsi che voglia ancora suo padre e sua madre e non resterà nel Tempio del Signore >>.
Quando ebbe raggiunto i tre anni, i due sposi decisero di compiere il loro dovere e offrire la bambina al Tempio. Gioacchino fece allora convocare le bambine degli Ebrei di razza pura, per scortarla con lampade e precederla verso il Tempio di modochè, attirata dalle luci, la bambina non fosse tentata a tornare indietro verso i suoi genitori. Ma la santa Vergine, creata tutta pura e elevata da Dio fin dalla nascita a un grado di virtù e amore per le cose celesti superiore a tutte le altre creature si lanciò correndo verso il Tempio. Ella superò le vergini che la scortavano, e senza uno sguardo verso il mondo, si gettò nelle braccia del grande sacerdote Zaccaria che l’attendeva sul sagrato in compagnia degli Anziani. Zaccaria la benedisse, dicendo:<< Il Signore ha glorificato il tuo nome per tutte le generazioni. Sarà in te che negli ultimi giorni rivelerà la Redenzione che ha preparato per il suo popolo >>. E, cosa inaudita per gli uomini dell’Antica Alleanza, fece entrare la bambina nel << Santo dei Santi >> dove soltanto il prete poteva entrare una volta all’anno, il giorno della festa dell’Espiazione. Egli la fece sedere sul terzo gradino dell’altare, ed il Signore fece allora discendere la sua Grazia su di lei. Ella si alzò e si mise a danzare per esprimere tutta la sua gioia e tutti i presenti furono affascinati contemplando questo spettacolo, promessa delle grandi meraviglie che Dio avrebbe ben presto compiuto su di lei. Avendo così lasciato il mondo, i genitori ed ogni legame con le cose sensibili, la Santa Vergine dimorò nel Tempio fino all’età di dodici anni. In effetti, arrivata ad età da marito, i sacerdoti e gli anziani temevano che ne contaminasse il santuario, per cui l’affidarono al casto Giuseppe perché fosse guardiano della sua verginità fingendo di essere suo fidanzato. Durante questi nove anni, la Tutta Santa fu nutrita con un nutrimento spirituale portato da un Angelo di Dio. Ella conduceva lì una vita celeste, superiore a quella dei nostri Progenitori in Paradiso. Senza pensieri, senza passioni, avendo superato i bisogni della natura e la tirannia dei piaceri dei sensi, viveva per Dio solo, con l’intelletto fissato in ogni momento nella contemplazione della Sua bontà. Attraverso la preghiera continua e la vigilanza su se stessa, la santa bambina ottenne, durante questo soggiorno nel Tempio, di purificare il suo cuore, perché divenisse un puro specchio in cui si rifletteva la gloria di Dio. Ella si rivestì della splendida parure delle virtù, come sua fidanzata, attirò Dio a rendersi simile agli uomini attraverso la Sua Incarnazione. Introdotta nel santuario all’età in cui le altre bambine cominciano ad apprendere, la Tutta Santa dal fondo del santuario inaccessibile, ascoltava ogni sabato le letture della Legge e dei Profeti che venivano dette al popolo nella parte pubblica del Tempio. Con l’intelletto affinato dalla solitudine e dalla preghiera, arrivò alla conoscenza del senso profondo dei misteri della Scrittura. Vivendo tra le cose sante e la contemplando la propria purezza, comprese quale sarebbe stato il disegno di Dio nel corso della storia del Suo popolo eletto. Ella comprese che tutto questo tempo era stato necessario poiché Dio si preparasse una madre tra questa umanità ribelle, e che, pura bambina eletta da Dio, doveva divenire il Tempio vivente della divinità. Piazzata nel luogo più santo, in cui erano deposti i simboli della promessa di Dio, la vergine comprese che era nella sua persona che doveva compiersi il disegno. Era lei, il Santuario, il Tabernacolo del Verbo di Dio, l’Arca della Nuova Alleanza, il vaso contenente la manna celeste, la Verga germinata di Aronne, la Tavola della Legge della Grazia. Era in lei che le profezie oscure si svelavano: ella era la scala che avrebbe congiunto la terra e il cielo apparsa in sogno al Patriarca Giacobbe, la Colonna di nebbia che rivelava la Gloria di Dio, la Nube leggera del profeta Isaia, la Montagna non tagliata di Daniele, la Porta chiusa attraverso la quale Dio sarebbe venuto a visitare gli uomini di Ezechiele, la Fontana vivente e sigillata che avrebbe fato sgorgare su di noi le acque della Vita eterna. Contemplando spiritualmente queste meraviglie che dovevano aver luogo in lei, senza ancora comprendere come si sarebbero compiute, la Tutta Santa diresse la sua preghiera e la sua intercessione verso Dio con più intensità ancora, perché il Signore si affrettasse a realizzare le sue promesse e salvasse il genere umano dalla morte, venendo ad abitare tra gli uomini.
Quando la Madre di Dio entrò nel Santo dei Santi, il tempo di preparazione e di prove dall’Antica Alleanza ebbe fine, e si celebra oggi il fidanzamento di Dio con la natura umana. Ecco perché la Chiesa si rallegra ed esorta tutti gli amici di Dio a ritirarsi anch’essi nel tempio del loro cuore per prepararvi la venuta del Signore, attraverso il silenzio e la preghiera, ritirandosi dai piaceri e dalle preoccupazioni di questo mondo.

 

 


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