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25.04: memoria del santo apostolo ed Evangelista MARCO

 

a cura della Chiesa Greco-Ortodossa di San Paolo Apostolo dei Greci, Reggio di Calabria




 

+ Il 25 di questo mese, celebriamo la memoria del santo apostolo ed Evangelista MARCO.

Il santo e glorioso Apostolo Marco, chiamato anche Giovanni, era figlio di una pia donna di Gerusalemme, Maria, che offriva la sua casa ai discepoli degli Apostoli per le loro riunioni di preghiera. San Pietro andava spesso e si affezionò al giovane Marco che istruì nella fede e battezzò, considerandolo come suo figlio (I Pietro 5,13) [1]. Egli era anche cugino del santo Apostolo Barnaba, che lo prese con lui quando partì per Antiochia in compagnia di san Paolo (Atti 12,24). Durante questi viaggi d’evangelizzazione, Marco assisteva umilmente i due predicatori, provvedendo ai loro bisogni materiali e assorbendo il loro insegnamento.
Arrivato a Perge di Panfilia, Marco ebbe molto paura di fronte alle difficoltà della missione [2] e si separò da Paolo e Barnaba, per tornare a Gerusalemme ( Atti 13,13). San Paolo sembra essere stato offeso e addolorato da questa separazione, così quando lo ritrovarono ad Antiochia, egli si rifiutò di condurre << colui che li aveva abbandonati in Panfilia e non aveva partecipato all’opera con loro >> ( Atti 15,37). La discussione si riscaldò e Barnaba decise di imbarcarsi per Cipro con Marco mentre Paolo partì con Silla per evangelizzare la Siria e la Cilicia (52) [3].
Dieci anni più tardi, si ritrovò san Marco a Roma, in compagnia d’Aristarco e di Gesù il Giusto per assistere Paolo nella sua prigionia ( Col. 4,10). Da là partì con la benedizione del Grande Apostolo per visitare i cristiani di Colossi. Durante la sua seconda prigionia, Paolo scriveva a Timoteo, raccomandandogli di condurre Marco con lui:<< Poiché egli mi è prezioso per il ministero >> assicurava ( II Tim. 4,11).
Fu verso il 65 che san Marco ritrovò san Pietro a Roma, nel momento in cui i due Corifei dovevano subire il loro martirio. La luce dell’insegnamento di san Pietro aveva talmente brillato nello spirito dei nuovi convertiti di Roma, che essi supplicarono Marco di mettere per iscritto questa dottrina divina.
Confermato da una rivelazione divina e con il permesso di san Pietro, egli si mise all’opera e redasse in maniera breve, semplice e piena di vita un riassunto degli atti e delle parole del Salvatore conforme alla predicazione del Corifeo degli Apostoli [4].
Senza preoccuparsi della presentazione letteraria, né di rispondere a tutte le questioni che potevano posarsi sui fedeli, egli scrive tutto ciò che è utile alla Salvezza e alla conoscenza del Figlio di Dio fatto uomo, e niente di più [5]. Una volta terminata quest’opera, san Pietro lo inviò in Egitto a portare la Buona Novella. Durante la traversata la nave fu presa dalla tempesta che Marco placò con la sua preghiera e poté fare scalo nell’isola di Pittuse, di fronte alla Cilicia, dove ricevuto da un notabile di nome Bassos, che era stato convertito da san Pietro ad Antiochia e grazie al suo appoggio convertì la maggior parte degli abitanti dell’isola. Quando arrivò ad Alessandria, il sandalo di Marco, usato per il cammino, essendosi rotto, lo diede ad aggiustare ad un ciabattino di nome Aniene. Costui, stupito dalla luce straordinaria che emanava il viso dell’Apostolo, si distrasse e si punse il dito gridando:<< Un solo Dio! >>. San Marco lo guarì dalla ferita e utilizzò questa occasione per istruirlo sulla verità del solo Dio divenuto uomo per la nostra Salvezza. Aniene ascoltò con attenzione queste parole di vita e dopo aver fatto battezzare tutta la sua casa, lasciò la professione ed ogni attaccamento al mondo per divenire il più stretto collaboratore dell’Apostolo. In questa immensa città, metropoli del paganesimo e della cultura ellenica, la parola dell’Apostolo, semplice e sprovvista d’ornamenti futili e di retorica, suonò come un terremoto e i suoi miracoli confermarono la profezia del Salmo che dice:<< Il Signore metterà la parola sulla bocca di coloro che annunciano la Buona Novella con grande potenza (Salmo 67,12). Nel nome di Gesù, Luce del mondo,egli rese la vista ad un cieco e subito gli portarono malati e posseduti perché egli imponesse loro le mani.
Avanti allo spettacolo delle guarigioni compiute per la potenza di Dio, 300 pagani in un sol giorno chiesero di ricevere il Battesimo. In modo simile a Cristo, Marco resuscitò il figlio di una vedova che era andata a gettarsi in lacrime ai suoi piedi e la folla vedendo il ragazzo alzarsi, gridò:<< Non c’è che un solo Dio, il Cristo predicato da Marco! >>. La semenza evangelica cominciava a germogliare quando Marco organizzò le prime istituzioni liturgiche della Chiesa d’Egitto [6], ordinò Aniene vescovo d’Alessandria [7] insieme a tre preti per aiutarlo: Mileo, Sabino e Cerdone, sette diaconi e undici altro clero di rango inferiore, poi continuò la sua missione verso Ovest.
Da Alessandria andò a Mendesion [8] e liberò dal demone un bimbo cieco. I genitori del bambino, colmi di gioia, gli offrirono una forte somma di denaro, ma Marco la rifiutò, dicendo che la Grazia di Dio non si scambia con soldi e raccomandò loro di distribuirle in elemosina. Essendosi convertiti a seguito di questo miracolo un numero considerevole di pagani, Marco fondò in questa città una Chiesa e ordinò un vescovo, dei preti e dei diaconi, poi continuò il suo viaggio verso Cirene della Pentapoli [9], dove liberò molti pagani dalle tenebre dell’idolatria.
Egli andò poi ad evangelizzare la Libia. Dal suo arrivo nella capitale, la figlia del filarca Menodoro, che era tormentata da un demone fin dall’infanzia, entrò in una crisi furiosa che provocò la sua morte; ma la preghiera dell’apostolo la resuscitò e portò alla conversione un gran numero. Da là san Marco passò in Marmarica [10], spandendo sul suo cammino la Luce del Vangelo. Una notte il Signore gli apparve in visione e gli ordinò di tornare ad Alessandria per completare la sua missione. Malgrado i pianti e le suppliche dei nuovi convertiti che volevano trattenere il loro padre e salvatore, l’Apostolo, confermato da una nova visione, che gli annunciava di dover completare la sua missione con la gloria del martirio, si imbarcò per Alessandria, dove poté ammirare i progressi dell’evangelizzazione durante i suoi due anni d’assenza [11].
Tuttavia i pagani ed i Giudei non potevano sopportare i successi riportati dal discepolo di Cristo e, digrignando i denti, cercavano l’occasione d’arrestarlo. Un anno in cui la celebrazione della Pasqua coincideva con quella del dio Serapide, festa che gli abitanti d’Alessandria avevano abitudine celebrare con ignobili malcostumi, essi si precipitarono sul santo, mentre celebrava la Divina Liturgia e lo trascinarono fino all’anfiteatro, dove si trovava il governatore, accusandolo di pratiche magiche.
Alle accuse piene di odio l’Apostolo rispose con calma ed espose, come sua abitudine, in poche parole, la sublime dottrina della Salvezza. Sconcertato e non potendo obiettare nulla ai suoi argomenti, il governatore si rivolse verso la folla chiedendo, cosa avrebbe dovuto fare di Marco. Alcuni gridarono di bruciarlo avanti al tempio del dio Serapide, altri di lapidarlo. Finalmente, su ordine del magistrato, fu steso a terra, e con le membra squartate fu crudelmente fustigato. Poi la popolazione si impadronì del corpo del santo e gli passò una corda ai piedi, lo trascinò tutto il giorno nelle strade della città, arrossando le pietre e la terra col suo sangue. Venuta la sera, venne chiuso in prigione, dove, verso mezzanotte, un Angelo andò a confortarlo. Al mattino del sabato 4 aprile [12], i carnefici lo attaccarono ad una corda e lo trascinarono fino ad un luogo scosceso, strapiombo sul mare, di nome Bucolo [13], dove trovò la morte. Aveva allora 57 anni.
I pagani vollero bruciare il suo corpo ma un violento temporale li mise in fuga e permise ai cristiani di seppellirlo in una roccia incavata.
In seguito fu costruita una chiesa sopra la tomba del Santo Apostolo a Bucolo [14] che divenne alto luogo di pietà per i cristiani di Alessandria.
Al IX sec., il corpo di san Marco fu trasportato a Venezia nella famosa basilica a Lui dedicata.

Note:
1) Alcune antiche ma poco sicure tradizioni affermano che il giovane Marco, era il ragazzo che i discepoli, incaricati dal Signore di andare a Preparare la Pasqua, incontrarono e che portava una brocca d’acqua (Marco 14,13) e che fu nella casa di sua madre che ebbe luogo la Cena. 
2) È l’interpretazione di san Giovanni Crisostomo.
3) Secondo alcuni Marco si aggiunse allora a Pietro per proclamare il Vangelo ai Giudei dispersi nel Ponto, in Bitinia, in Galazia, in Cappadocia, in Asia.
4) Secondo l’opinione comune dei Padri, san Marco fu il primo redattore del Vangelo e “l’interprete” di san Pietro. Alcuni antichi manoscritti del Vangelo di San Marco portano come sottotitolo: << MEMORIE DI PIETRO >>.
5) Dopo aver raccolto le informazioni contente nel Nuovo Testamento, riassumiamo i suoi Atti, nella loro versione estesa, di epoca bizantina. Dopo l’arcivescovo di Atene Crisostomo, che ha tentato di conciliare le due fonti nella sua “Storia della Chiesa di Alessandria” (1955), san Marco avrebbe fatto prima missione a Cirene, poi ad Alessandria. Nell’autunno dell’anno 60, sarebbe ritornato a Cirene per confermare il cristianesimo e nella primavera del 61, avrebbe raggiunto san Paolo a Roma, il quale gli avrebbe affidato una missione in Cilicia (Col. 4,10). Da Efeso ritornò a Roma con Timoteo e Paolo lo rinviò di nuovo in Asia Minore, fin nella regione evangelizzata da san Pietro. Dopo aver seguito san Pietro per qualche tempo ed essere passato per Roma avrebbe iniziato la sua seconda missione in Egitto verso la fine del 62, passando per la Cirenaica e avrebbe trovato la morte ad Alessandria, a Pasqua del 63.
6) La liturgia alessandrina detta di San Marco è di composizione posteriore, ma si ritrovano le tracce e la primitiva ispirazione dell’Apostolo.
7) Secondo vescovo d’Alessandria e successore di san Marco, san Aniene morì il 26 nocembre 86. È commemorato nei Martirologi Latini sia il 25 marzo che il 2 ottobre.
8) Oppure Mendio. Secondo gli antichi Atti questo era il luogo dove sbarcò ad Alessandria e incontrò Aniene.
9) Capitale della Pentapoli e della Cirenaica, questa grande città, allora associata a Creta dai Romani, era la più importante colonia greca d’Africa del Nord. Fu eretta a provincia indipendente da san Costantino: Libia Superiore. Dagli antichi Atti, Marco evangelizzò anche Cirene prima di arrivare ad Alessandria.
10) Questa regione ad ovest dell’Egitto, oggi deserta e incolta, era allora una prospera colonia greca.
11) Alcuni affermano che si ritirò qualche tempo per andare ad assistere a Roma al martirio di san Pietro e Paolo.
12) L a sua memoria è stata piazzata più tardi al 25, per essere sempre dopo Pasqua.
13) Dove i cristiani tenevano le loro riunioni di preghiera, secondo gli “Atti” antichi.
14) Fu là che san Pietro d’Alessandria fu martirizzato. Prima di essere giustiziato chiese di andare a pregare sulla tomba dell’Apostolo.

 


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