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07.05: L’apparizione della santa Croce

 

a cura della Chiesa Greco-Ortodossa di San Paolo Apostolo dei Greci, Reggio di Calabria




 

L’apparizione della santa Croce

Il 7 maggio 351 una croce luminosa apparve nel cielo di Gerusalemme e si estese dal Golgota al Monte degli Ulivi, rimanendo visibile per più ore. Cirillo ebbe modo di osservarla e ne informò l’imperatore Costanzo:
“In questi stessi giorni della santa Pentecoste, alle none di maggio, verso l’ora terza, una gigantesca croce di luce apparve nel cielo al disopra del santo Golgota, estendendosi fino alla santa montagna degli Ulivi. Non fu vista soltanto da una o due persone, ma si mostrò in maniera assolutamente nitida all’intera popolazione della città. Non scomparve rapidamente, come si potrebbe supporre, come un sogno che passa, ma rimase sopra la terra visibile agli sguardi per parecchie ore, vincendo con il suo fulgore i raggi del sole. Certo, sarebbe stata da essi superata e dissimulata se non avesse offerto a quelli che la videro uno splendore più potente di quello del sole. Perciò tutta la popolazione della città accorse precipitosamente nella santa chiesa, colta da un timore misto di gioia allo spettacolo della celeste visione. Vi si buttarono, giovani e vecchi, uomini e donne di ogni età non soltanto cristiani, ma pagani stranieri di stanza a Gerusalemme, e tutti come una sola voce fecero salire le loro lodi verso Cristo Gesù nostro Signore, il Figlio unigenito di Dio, fautore dei miracoli.”
Anche Sozomeno e Teodoreto di Ciro menzionano il fatto; il primo, inoltre, cita anche la lettera.

Cirillo di Alessandria Catechesi battesimale XIII,41
La croce della parusia

41. La Croce dovrà di nuovo apparire con Gesù dai cieli. Precederà infatti il trofeo del re, affinché, vedendo colui che avevano percosso e riconoscendo dalla croce colui che essi avevano disprezzato, i Giudei, pentitisi, si battano petto, si pentiranno infatti quando non avranno più tempo per la penitenza, si batteranno gli uni gli altri, tribù contro tribù; noi invece ci glorieremo e ci vanteremo della croce, adorando il Signore a noi inviato e per noi crocifisso, adorando anche Dio Padre che ce lo ha inviato. A lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

L’apparizione in cielo, il 7 maggio 351, di una grande croce luminosa, fu per il novello pastore e le sue pecorelle un possente motivo d’incoraggiamento e di fervore.

 


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