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09.05: Memoria di san Cristoforo Megalomartire

 

di Lambros K. Skontzou, Teologo - Professore Universitario

a cura della Chiesa Greco-Ortodossa di San Paolo Apostolo dei Greci, Reggio di Calabria




 

San Cristoforo Megalomartire

di Lambros K. Skontzou, Teologo - Professore Universitario

Ritroviamo Santi della nostra Chiesa in tutti i popoli e in tutte le razze, perché il Salvatore e nostro Redentore, Cristo è venuto nel mondo per salvare l'intera razza umana. Anche le tribù barbare hanno contribuito ad elevare santi. Uno di loro era San Cristoforo, che ha sostenuto il prezzo del Martire. Veniva da qualche a noi sconosciuta tribù semibarbara e il suo nome era Remprovos, che significa reietto, disapprovato, inappropriato, dannato. Ha vissuto, probabilmente nel III sec d.C. negli anni dell'imperatore romano Decio (249-251), celebre nemico sanguinoso e mortale dei cristiani, nel cui regno ha sollevato una delle persecuzioni più crudeli in cui morirono tragicamente una miriade di Martiri della nostra Chiesa. Nello stesso periodo fu vescovo di Antiochia il santo ieromartire Babila. Nel sinassari viene dichiarato che era corpulento e terribilmente malformato, talmente che sembrava avesse il viso di un cane perciò fu ho detto "kynoprosopo". Nonostante però l'origine barbara era un uomo incline al bene.
In una battaglia condotta dal suo paese contro l'esercito romano fu fatto prigioniero e rimase nell'esercito romano come mercenario. Infatti combatté coraggiosamente contro i Persiani sotto Gordio e Filippo. Ovviamente da soldati cristiani ebbe notizie venne a conoscenza di Cristo e fu entusiasmato dalla fede cristiana. E mentre era catecumeno, decise di fare qualcosa di buono per ringraziare Gesù. Si installò vicino al guado di un fiume impetuoso e pericoloso per far passare i passanti sulle sue spalle forti, gratis. Un giorno gli si presentò un bambino e gli chiese trasportarlo sull'altra sponda del fiume. Remprovos accettò con gioia e lo mise sulle spalle e con l'aiuto dell'asta entrò nella corrente impetuosa del fiume. Ma constatò che quanto procedeva tanto più il bambino pesava sempre di più e con molta difficoltà raggiunse la riva opposta. Quando lo fece scendere dalle spalle e gli disse che il mondo intero sulla schiena sarebbe stato più leggero lui. Il bambino rispose:<< Non ti meravigliare per il mio peso, non hai sollevato solo tutto il mondo, ma anche il Creatore del mondo. Io sono Colui che ha accondisceso la Sua volontà. Per credere alle mie parole, piantato il tuo bastone ed esso domani germinerà. Immediatamente scomparve. Remprovos sconcertato da questo fatto e obbediente all'esortazione, piantò il ramo secco ed davvero germogliò! Immediatamente lasciò la sua carriera militare e partì per Antiochia, per ricevere il santo Battesimo.
Incontrò il venerabile vescovo san Babila, che lo catechizzò, lo battezzò e lo chiamò Cristoforo, per il fatto meraviglioso, l'essere fatto degno di portare sulle spalle il Cristo. Ma al momento del Santo Battesimo si verificò un altro grande miracolo.Avendolo toccato la grazia divina non solo trasfigurò la sua anima ma anche il corpo. Il suo sgradevole aspetto fu cambiato in uno luminoso e angelico,. in un giovane luminoso, bello e forte.
 La conversione a Cristo ha coinciso con la dichiarazione, come già accennato, della terribile persecuzione contro i cristiani da parte di Decio. Il clero senza scrupoli e oscurantista aveva convinto l'imperatore che il rafforzamento della religione pagana avrebbe riportato di nuovo l'antico splendore di Roma, che avrebbe dovuto eliminare il cristianesimo, che era per lo stato romano "culto proibito", e che ciò fosse richiesto dagli dei. Demoni, che venivano adorati come dei (Salmo 95,5) nella religione pagana, richiedevano la scomparsa della Chiesa, perché la grazia di Dio, impediva loro di attirare la gente alla perdizione. La legge prevedeva che tutti i cittadini fossero costretti a sacrificare pubblicamente gli dei. In caso contrario,venivano arrestati, torturati e messi a morte se non obbedivano al decreto imperiale. Migliaia di cristiani sono stati arrestati e sottoposti ad orribili torture e hanno perso la vita.
Cristoforo vide con rammarico e indignazione gli arresti violenti ed i maltrattamenti dei cristiani da parte dei pagani e grazie alla statura gigantesca e alla forza erculea intervenne con forza per liberarli. Per le sue azioni fu denunciato alle autorità e arrestato da un centinaio di soldati. Poiché avevano fame, gli chiesero di cibo in cambio non lo avrebbero maltrattato. Ma aveva solo un piccolo pezzo di pane. Allora il santo si inginocchiò e pregò ed il pane venne moltiplicato, così soddisfò tutti i soldati! Vedendo il miracolo lo pregarono di parlare loro di Dio. Così li catechizzò e li portò da san Babila, per essere battezzati.

Il Decio appreso l'incidente con i soldati e ordinò la loro decapitazione, in particolare cercò con lusinghe di convertirlo al paganesimo Cristoforo . Dopo il suo rifiuto, inviò due donne corrotte, Aquilina e Callinica per attirarlo alla dissolutezza con il loro fascino. D'altronde il diavolo tratta questi trucchi per invogliare la gente al peccato e alla perdita. Cristoforo non solo non soccombette al peccato, ma riuscì a indottrinare a renderle cristiane e furono torturate a morte. 
Dopo questo il Santo fu sottoposto ad orribili e disumane torture, che sopportò con eroismo senza precedenti. Alla fine fu ucciso per decapitazione nel corso nel 251. La sua memoria è il 9 maggio ed è considerato il patrono dei conducenti.

 

 


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