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30.06: SINASSI dei DODICI santi, illustri e gloriosi APOSTOLI

 

a cura della Chiesa Greco-Ortodossa di San Paolo Apostolo dei Greci, Reggio di Calabria




 

+ Il 30 di questo mese, celebriamo la SINASSI dei DODICI santi, illustri e gloriosi APOSTOLI [1].

In questo giorno, che resta illuminato dalla gloria dei Primi Corifei, la Chiesa associa alla loro memoria gli altri illustri Apostoli del Signore che formarono un coro di nuovi astri nel suo firmamento spirituale. Fondamenta e colonne della Chiesa, essi sono anche gli angeli in carica alla guardia delle dodici porte che aprono l’accesso alla Gerusalemme celeste (Apoc. 21,9).
Dodici erano i figli di Giacobbe, che furono all’origine del popolo d’Israele e dodici pure i discepoli che il Signore scelse, di cui fece i testimoni del Suo insegnamento e dei Suoi miracoli, che Egli inviò [2] a << predicare >> il Regno di Dio conferendo loro il potere di scacciare i demoni e di guarire ogni malattia (cg. Mt. 10), e che infine furono inviati da Lui dopo la Resurrezione, per andare nel mondo intero, proclamare il Vangelo a tutta la Creazione (Mc. 16,14), e battezzare tutti i popoli nel Nome del Padre, del Figlio e del Santo Spirito (Mt. 28,19). Così come il Figlio è stato inviato dal Padre in questo mondo per la nostra Salvezza, ugualmente scegliendo questi discepoli Egli li ha << inviati >> a proclamare che il Regno dei Cieli era molti vicino:<< Come il Padre mi ha inviato, così, anche io invio voi >> Gv. 20,21), egli diede loro come condizione per essere Suoi Apostoli, di rinunciare ad ogni attaccamento terrestre:<< Non procuratevi né oro né argento, né monete di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né tuniche, né sandali, nè bastone … >> (Mt. 9,10) e annunciò loro che avrebbero dovuto affrontare tribolazioni e persecuzioni per renderGli testimonianza:<< Ecco, io vi invio come pecore in mezzo ai lupi … Voi sarete odiati da tutti a causa del mio Nome (…), sarete condotti avanti ai governatori e ai re, a causa mia, per rendere testimonianza. Ma quando vi consegneranno non preoccupatevi di come parlare e di che dire, ciò che avrete da dire vi sarà suggerito sul momento perché non sarete voi a parlare, ma lo spirito del Padre vostro che parlerà in voi >> (Mt. 10,17-20). Testimoni della Resurrezione del Signore tanto con la loro vita che con le loro predicazioni, i santi Apostoli si sono offerti in spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini, dicendo con Paolo:<< Noi siamo diventati come la spazzatura del mondo, maltrattati, erranti, nudi, sofferenti la fame, la sete e i tormenti di ogni sorta, divenuti il rifiuto di tutti >> affinché attraverso il loro sacrificio la Chiesa fosse edificata sulla potenza di Dio e non degli uomini (I Cor. 11,12). Attorno ai due Primi Corifei i santi e illustri Apostoli formano dunque un coro armonioso:
ANDREA, il Primo Chiamato, fratello di Pietro, che proclamò il Vangelo sul litorale della Bitinia, del Ponto, dell’Armenia. Ritornando attraverso il Ponto e Bisanzio, discese fino in Grecia e morì crocefisso a Patrasso, in Acaia (+ 30 nov.).
GIACOMO, figlio di Zebedeo, che testimoniò la Resurrezione in tutta la Giudea. Morì di spada su ordine del re Erode Agrippa, geloso della sua celebrità (+ 30 apr.).
GIOVANNI IL TEOLOGO, fratello di Giacomo, che riposò sul petto del Signore. Dopo aver proclamato il cristo nella provincia d’Asia, su ordine di Domiziano, fu esiliato a Patmos, dove scrisse il suo Vangelo e l’Apocalisse. Di ritorno a Efeso, si addormentò in pace in età molto avanzata (+ 26 sett.).
FILLIPPO di Betsaida in Galilea, concittadino di Pietro e Andrea, proclamò la Buona Novella nella provincia d’Asia e nella regione di Ierapoli in Frigia, in compagnia di sua sorella Marianna e di san Bartolomeo. Morì a Ierapoli, crocefisso dai pagani (+ 14 dic.).
TOMMASO, chiamato anche Didimo, diffuse il Vangelo tra i Parti, i Medi, i Persiani e gli abitanti dell’India. Morì trafitto da lance dai pagani (+ 6 ott.).
BARTOLOMEO predicò in Lidia e in Misia con l’Apostolo Filippo; poi dopo la morte di quest’ultimo, proseguì la sua missione in Arabia Felice, in Persia e in India e completò la sua corsa in Armenia, crocefisso ad Albanopoli (o Urbanopoli). Le sue spoglie, chiuse in un sarcofago di piombo e gettate in mare, furono in seguito raccolte in Sicilia (+ 11 maggio).
MATTEO il PUBBLICANO, chiamato precedentemente Levi, era fratello di giacomo figlio d’Alfeo. Dopo aver redatto il suo Vangelo, partì in missione verso i Parti. Morì, si dice, nel fuoco a Ierapoli sull’Eufrate (+ 16 nov.).
GIACOMO, figlio d’Alfeo, suo fratello annunciò il cristo a Gaza e Eleuteropoli e i suoi dintorni. Morì crocefisso nella città di Ostracina, in Egitto (+ 9 ott.).
SIMONE lo ZELOTA, di Cana in Galilea, che era chiamato anche Natanaele nel Vangelo di san Giovanni, proclamò la Buona Novella in Mauritania e nell’Africa del Nord, poi partì, si dice, per la Gran Bretagna, dove morì crocefisso (+ 10 maggio).
GIUDA, imparentato con il Signore, chiamato anche Taddeo e Levi da san Matteo, partì in missione in Mesopotamia e finì i suoi giorni nella regione del Monte Ararat, impiccato e trafitto da frecce dagli infedeli (+ 19 giugno).
MATTIA fu aggiunto al numero degli Apostoli dopo l’Ascensione, per rimpiazzare il traditore Giuda. Predicò il Vangelo in Etiopia, dove rimise la sua anima a Dio dopo numerosi tormenti che gli inflissero i pagani (+ 9 agosto).
A questi beati Apostoli, si ha l’uso di associare i beati Evangelisti: MARCO, figlio spirituale di san Pietro che evangelizzò Alessandria e la Pentapoli e soffrì il martirio schiacciato sotto un masso (+ 25 apr.), e LUCA, il medico e primo iconografo che, dopo aver seguito san Paolo nelle sue peripezie, scrisse il suo Vangelo, sotto la sua ispirazione. Arrivato a Tebe in Beozia, morì in pace all’età di sessanta anni (+ 8 ott.).
È dunque sulla testimonianza d questi santi Apostoli, le cui parole si sono fatte << sentire fin al’estremità del mondo >> (Ps. 18,5) per attestare la veridicità della Resurrezione del Cristo, che la Chiesa è stata edificata. E se essi occupano a giusto titolo il primo posto nell’assemblea dei santi, è perché, distaccandosi da tutto, sono divenuti suoi perfetti imitatori e gridano a tutto gli uomini:<< Divenite nostri imitatori come noi lo siamo stati del Cristo >> (I Cor. 11,1).
Una volta passata la generazione di quelli che avevano conosciuto il Signore durante il Suo soggiorno terrestre, il ministero apostolico non si è esaurito (come ne testimonia san Paolo) ma è stato trasmesso a tutti coloro che hanno contemplato a Resurrezione di Cristo [3] nell’illuminazione del Santo Spirito. La Grazia dell’Apostolato non si limita dunque alla predicazione orale della Buona Novella, ma si estende su tutti i santi, che hanno contribuito all’edificazione della Chiesa attraverso la loro testimonianza della Resurrezione.
Note:
1) La tradizione della Chiesa, tanto agiografica che iconografica, ha l’abitudine di collocare nei “Dodici” san Paolo e gli Evangelisti Marco e Luca, scartando per comodità Giuda, Giacomo figlio d’Alfeo e Matteo, senza tuttavia provar dell’onore dovuto agli Apostoli. Il Sinassario commemora oggi anche gli altri Apostoli, membri del collegio dei “Settanta” Discepoli, ma essi vengono anche celebrati nella loro Sinassi particolare, il 4 gennaio. A loro viene anche associato san Giacomo Fratello del Signore, le Sante Mirofore e tutti gli altri Apostoli, rimasti --- che erano riuniti nel Cenacolo, in numero di centoventi, e che, il giorno di Pentecoste, ricevettero la pienezza della Grazia del Santo Spirito.
2) Apostolo significa “inviato”.
3) Preghiera recitata al Mattutino di domenica, dopo la lettura del Vangelo.

 


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