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19.09: memoria dei Santi Felice e Costanza martiri a Nocera, venerati a Pagani; Fotino fondatore della Chiesa di Benevento (I secolo); Nicandro, Demetrio, Gregorio, Pietro ed Elisabetta, a Messina

 




 

Santi Felice e Costanza martiri a NOCERA

I due santi, Felice presbitero e Costanza matrona, erano fratello e sorella. Per il Martirologio Romano la data del martirio è il 19 settembre del 60 circa. La tradizione orale ha conservato anche il luogo dove sarebbe avvenuto tale sacrificio: al di sotto dell'attuale chiesa della Purità, nell'attuale città di Pagani, in epoca romana aperta campagna del territorio nucerino. Sul luogo della deposizione sarebbe stata edificata la chiesa di Santa Maria ad Martyres. Le reliquie furono traslate prima nella Certosa di San Martino a Napoli, poi nel 1885 nella chiesa metropolitana della stessa città, e, infine, alla chiesa madre di Pagani del Corpo di Cristo, dove sono tuttora custodite in un'urna ai piedi dell'altare.

 

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San Fotino fondatore della Chiesa di Benevento (I secolo)


Non si sa molto sulla sua vita. Secondo la tradizione Fotino sarebbe stato invitato in Italia da San Pietro per diventare il primo vescovo di Benevento. Fu ordinato nel 40. Secondo una Tradizione predicò il Vangelo ad Isernia

 

 

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Santi Nicandro, Demetrio, Gregorio, Pietro ed Elisabetta, a Messina

Di San Nicandro e dei suoi compagni, purtroppo, non si hanno molte notizie. Presumibilmente, questo gruppo di Santi è di origine calabrese. Di San Nicandro si sa che era figlio di una famiglia benestante, la quale lo voleva sposo, ma, il giovane predestinato alla vita ascetica non ne volle sapere di sposarsi e per tal motivo scappò di casa. Quindi fu tonsurato monaco dal Vescovo locale, apprezzato per la sua fede, si recò presso i monti Peloritani a Nord di Messina e non come taluni affermano a Sud della città dello Stretto. Qui i Santi si ritirarono in una grotta e praticarono diversi tipi di ascesi spirituali: eremitica, anacoretica o semi anacoretica di tipo lauriota. Probabilmente il loro insediamento rupestre è da far risalire poco prima della dominazione araba della Sicilia. I Santi furono ritrovati morti dopo molto tempo nella grotta, che gli stessi adeguarono a chiesa rupestre, da un contadino ed immediatamente la loro venerazione, nel fattempo dimenticata, rinacque a causa dei molteplici miracoli di cui i messinesi beneficiarono. Per tal motivo le loro reliquie furono portate in un monastero costruito nel XII secolo nelle vicinanze e che venne dedicato a loro. Ma, probabilmente, la conquista degli arabi prima e, dopo, con i normanni, la successiva forzosa conversione del clero locale e dei fedeli alla tradizione latina, fecero cadere nuovamente nell'oblìo la venerazione di questi Santi. Vi fu una nuova rinascita della loro venerazione e ciò a seguito dell'apparizione che lo stesso San Nicandro fece in sogno ad un cocchiere di una nobile famiglia messinese proprietario del terreno nelle vicinanze del medesimo monastero, la suddetta apparizione unitamente ai nuovi miracoli fatti dai Santi, grazie, anche, alla rinascita della venerazione popolare, fecero sì che le loro reliquie venissero traslate nel 1611 nella nuova sede del monastero ortodosso dell'Archimandritato del Santissimo Salvatore di Messina.

 

 

 

 


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