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I bambini e i giovani sono il vivo futuro della Parrocchia

 X INCONTRO DEL CLERO DIOCESANO
TRIESTE 2017

Presbitero Andriy Grygorash, Rettore della Chiesa Ortodossa di S. Nicola e S. Gennadios, Tolentino




 

Eminenza reverendissima, sacerdoti, fratelli e sorelle questo anno il nostro Rev. Metropolita ha scelto per me una tema che posso dire è uno di quelli  più importanti, perché parla eli futuro della Chiesa Ortodossa : “I bambini e i giovani sono il vivo futuro della parrocchia”. 

E’ innegabile che i bambini e i giovani sono il futuro della nostra Chiesa.

Senza di loro non può esistere alcun futuro.

I nostri giovani devono capire che sono annunciatori e successori della tradizione cristiana della Chiesa Ortodossa, che sono loro che dovranno proseguire e trasmettere integri i valori e principi della nostra fede.

Sono loro che renderanno, a loro volta, i loro successori degni continuatori della Chiesa.

Si rende quindi necessario,stare più vicini ai giovani e renderli partecipi alla vita ecclesiale.

Bisogna che la Chiesa si avvicini a loro e si sforzi a comprenderli ed educarli con la catechesi.

A maggior ragione se si pensa che siamo cristiani ortodossi della diaspora.

Appunto bisogna tutelare la nostra identità cristiana onde evitare il pericolo dello sradicamento.

È un fatto triste, ma molti fedeli della Chiesa Ortodossa non conoscono le sue verità dogmatiche.

Tutti che vogliono essere chiamati Cristiani hanno la responsabilità personale di conoscere quanto più possibile.

La verità è che tutti abbiamo bisogno di una costante catechesi, figuriamoci i bambini ed i giovani.

E’ di vitale importanza educare i figli nella fede dei padri.

Il nostro impegno deve essere concentrato verso di loro soprattutto per quanto riguarda la vita spirituale. La Chiesa deve offrire ai giovani la “verità” della vita in Cristo e questo deve essere uno dei compiti più importanti della Chiesa stessa.

La Chiesa però per portare avanti questo compito con successo, deve innanzitutto “educare” e catechizzare i genitori, che insieme alla Chiesa, dovranno formare con cura e tenerezza l’anima dei loro figli secondo i valori cristiani.

San Giovanni Crisostomo ci parla sull’educazione dei figli:

“…18. Quando dunque i figli sono privi di maestri fin dalla prima età, che cosa diventeranno? Se infatti alcuni allevati sin dal seno materno ed educati sino alla vecchiaia non camminano ancora rettamente, coloro che sin dagli esordi della loro vita sono abituati a questi insegnamenti quale male non commetteranno?

Ora ciascuno si dà ogni cura per educare i propri figli nelle arti, nelle lettere e nell’eloquenza, mentre nessuno ha la minima preoccupazione di questo, di formare la loro anima.

19. Non cesso di esortarvi e di pregarvi e di supplicarvi, perché prima di ogni altra cosa educhiate finora ivostri figli.

Infatti se tu hai cura del figlio, lo mostri di qui ed in più hai pure una ricompensa.

Ascolta Paolo che dice: "Se rimarranno nella fede, nell’amore e nella santità con moderazione".

Anche se tuhai coscienza di avere in te stesso innumerevoli mali, procura ugualmente qualche conforto ai tuoi mali.

Alleva un atleta per Cristo.

Non dico questo: distoglilo dal matrimonio, mandalo nei luoghi solitari ed avvialo a scegliere la vita dei monaci. Non dico questo. Lo vorrei certo e mi augurerei che tutti la scegliessero, ma poiché sembra essere un peso, non voglio costringere.

Alleva un atleta per Cristo e, mentre è nel mondo, educalo pio sin dalla prima età.”

Crisostomo continua riferendosi sull’anima del fanciullo

“20. Se i buoni insegnamenti si imprimono nell’anima che è ancora tenera, nessuno potrà cancellarli, quando diverranno duri come impronte, proprio come la cera.

Hai in lui ancora un essere che trema e si spaventa e teme sguardo, parola e ogni altra cosa. Approfitta dell’inizio per il dovere.

Tu per primo trai profitto dei beni, se hai un figlio buono, e Dio in seguito; ti affatichi per te stesso.

21. Dicono che le perle, non appena sono prese, sono acqua. Ora se chi le prende è un esperto, deposta sulla mano quella goccia, muovendo la mano tenendola piana sulla palma e facendola girare con cura la tornisce e la rende perfettamente rotonda. Una volta che ha ricevuto la forma, non c’è più chi sia capace di mutarla.

Un essere tenero infatti è favorevolmente disposto a tutto, non possedendo ancora una propria forma fissa: per questo è attirato facilmente verso tutto; invece un essere duro come se avesse ricevuto una certa disposizione non perde facilmente la sua durezza né si cambia in un’altra forma.

22. Orbene ciascuno di voi, padri e madri, come vediamo i pittori lavorare con gran cura i ritratti e le statue,così prendiamoci cura di queste meravigliose statue.

I pittori infatti, postisi innanzi ogni giorno il quadro, lo colorano secondo il bisogno. Gli scultori di pietre anch’essi fanno la stessa cosa, eliminando il superfluo,aggiungendo il necessario.

E così anche voi: come fabbricatori di statue dedicate a questo tutto il vostro tempo, fabbricando per Dio le meravigliose statue;

e togliete il superfluo, aggiungete il necessario; ed esaminatele attentamente ogni giorno, quale prerogativa hanno di natura, da poterla sviluppare; quale difetto possiedono per natura, da poterlo eliminare.

E soprattutto con molta cura allontanate da essi il richiamo dell’intemperanza: infatti questa passione tenta straordinariamente le anime dei giovani.

Piuttosto prima che sia giunto a questa esperienza, insegnagli ad essere sobrio, vigilante, a vegliare in preghiera, a porre su tutto ciò che dice e fa il suggello della croce. …”.

Anche San Basilio ci insegna:

<<…Certo, bisogna dall’inizio insegnare ai bambini come praticare il bene, senza mai però forzare la libertà, la quale, a un certo momento della maturità, deciderà essa stessa la sua sorte.

Cosa possono allora fare gli educatori?

Aiutare i giovani, affinché la scelta del bene sia per loro facile, «quando verrà la ragione e si svilupperà pienamente la facoltà del discernimento e del giudizio». Questo aiuto pedagogico offrirà al giovane tre elementi preziosi:

1) Il giovane imparerà «dall’inizio le nozioni elementari» del bene e del male.

2) Avrà davanti agli occhi «esempi di pietà che gli sono stati insegnati »; così la ragione giudicherà senza esitazione ciò che è bene o male.

3) Infine, «l’abitudine acquisita gli procurerà la facilità di agire bene ».

*

Ebbene, oggi fin dall’infanzia il bambino è trattato spesso come un piccolo ogn ipotente nella famiglia.

Vengono soddisfatti i suoi capricci, vengono accolti i suoi desideri ed è circondato da giocattoli e divertimenti, ma non è educato secondo i sani principi del comportamento cristiano, ma lasciato svilupparsi in qualsiasi modo lo guidino i suoi desideri.

Forse questo non avviene sempre ed in ogni famiglia, ma avviene abbastanza spesso.

Quando il bambino diventa adulto, naturalmente,continuerà come era abituato nella sua infanzia, ossia con il desiderio dei divertimenti e giocattoli da adulti.

Dall’altra parte è il mondo stesso, la società, che penserà bene ad offrirci abbondantemente lo svago e i divertimenti, ma non solo, anche insegnamenti non consoni alla vita cristiana.

Dobbiamo, genitori e Chiesa, preparare i nostri giovani per le tentazioni che essi dovranno affrontare e, per così dire, vaccinarli contro di esse.

Dobbiamo essere pronti ogni giorno a rispondere all’influenza del mondo per mezzo dei principi di una solida educazione cristiana.

Cominciando da quando i nostri figli sono in tenera età.

Questo significa che ciò che un bambino impara a scuola e fuori nel mondo deve essere costantemente verificato e corretto dai genitori come anche dalla Chiesa.

C’è sempre il rischio che il giovane impari molti erronei atteggiamenti e filosofie. L’educazione e la cultura quindi deve venire prima dalla famiglia e dalla Chiesa o, altrimenti, il giovane rischia di essere male educato dal mondo d’oggi o agnostico e, al peggio, apertamente ateistica o anti-religioso.

I genitori devono sapere esattamente cosa s’insegna ai loro figli nei corsi educativi, e devono correggerlo a casa, evidenziando l’aspetto morale di quel che viene insegnato, fatto che è di solito assente nell’istruzione pubblica.

Nella stessa maniera i genitori,evidenziando l’aspetto morale, devono anche educare i figli ad apprendere le cose positive ed etiche dalla musica che ascoltano, dagli spettacoli cinematografici che essi vedono, dai comportamenti ed esperienze dei loro compagni e da tutto ciò al quale essi siano esposti ed a tutto questo devono saper dare un atteggiamento cristiano.

Accanto ai genitori in questo compito deve esserci la Chiesa.

Ma non sono solamente i ragazzi, siamo tutti noi, che stiamo affrontando il mondo che sta tentando di formarci nell’anti-cristianesimo per mezzo di scuole, televisione, cinema e quant’altro, e tutte le altre influenze che si abbattono su di noi, soprattutto nelle grandi città.  

Dall’altra parte, non dobbiamo considerare il mondo attorno a noi come del tutto malvagio ma per non perdere la nostra identità come cristiani ortodossi dobbiamo essere abbastanza intelligenti da usare per il nostro vantaggio qualunque cosa del mondo sia positiva e così trasmetterla ai nostri figli, ai nostri giovani.

Tutti insieme Chiesa e famiglie dobbiamo, con tenerezza, cura e amore, dare un educazione e formazione cristiana ai nostri bambini ed ai giovani, chiamandoli ad una partecipazione consapevole e attiva alla vita della Chiesa, coltivando in loro la "aspirazione perfetta" della vita in Cristo.

Solo così potremmo allevarli come soldati di Cristo ed assicurare il futuro della nostra Chiesa Ortodossa. 

 

 


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