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La preghiera, la pace e l’unità nella Parrocchia

 

Protopresbitero Simeon Moraru, Parroco della Chiesa Ortodossa di San Demetrio, Modena




 

Pregate per la pace e l'unità nella Chiesa e nel mondo


"Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, in modo che possano vedere le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli" (Mt 5, 16).
Cristo è risorto! Ciò che ci unisce tutti nello Spirito Santo in questi santi giorni di festa è la luce divina. Ma negli altri giorni della nostra vita terrena, che trascorre più o meno rapidamente, sicuramente e senza alcun dubbio, ciò che ci unisce è il nostro amore verso i santi e la nostra fede, riscaldata dal fuoco dell'amore nello Spirito, nel nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio diventato uomo e risorto dai morti, la speranza e l'inizio della nostra risurrezione, la salvezza che aspettiamo e bramiamo tutti, come detto dall’ apostolo del signore San Pietro: "Lui, non avendolo visto, voi amate; in lui, anche se non lo vedete ora, credete e esultate di gioia indicibile e glorificata, guadagnando la ricompensa per vostra fede e guadagnando, la salvezza delle vostre anime "(I Pietro 1: 8).
La nostra unità nella retta fede si compie per mezzo dello Spirito Santo, che ci richiama nella Santa Chiesa, Corpo mistico del Signore nella quale siamo stati incorporati mediante il Battesimo, redendoci cellule, parti dello stesso organismo vivente che ha come capo stesso il nostro Signore e Salvatore, come dicono le parole dell'Apostolo S. Paolo: "e tu sei corpo e parte di Cristo" (I Corinzi 12, 27).
E questa santa unità in Cristo, per mezzo dello Spirito di Dio, dobbiamo custodire e difendere, ed è necessario testimoniarla al mondo, soprattutto a coloro che hanno una fede instabile, a coloro che non credono o non hanno ancora ricevuto la parola di Dio, noi adempiamo così la preghiera del Signore, prima del arrivo della sua salvezza: "che tutti siano una cosa sola, come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi uno in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato "(Gv 17, 21).
Noi adempiendo così la preghiera verso il Signore, Prima delle sue sofferenze: "che tutti siano una cosa sola, come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi come un unico essere, e il mondo crederà che tu mi hai mandato "(Gv 17, 21).
E come potremmo allontanarci dalla preghiera santa e dal richiamo del Signore, quando Egli, il Pastore e l'Agnello, chiamò tutti i suoi discepoli di tutti i tempi e di tutti i luoghi, "luce del mondo":” Voi siete la luce del mondo; Non una fortezza situata in cima alla montagna da nascondere "(Matteo 5, 14).
Inoltre siamo stati mandati per diffondere la luce della vera credenza attraverso azioni concrete, Professando l'amore cristiano: "Così risplenderà la nostra luce davanti agli uomini, in modo che possano vedere le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli" (Mt 5, 16). Perché è così che dovrebbero fare i discepoli del Signore, tutti sono lo stesso essere e tutti lavorano insieme per la salvezza attraverso la preghiera e le opere buone, portando instancabilmente testimonianza della comunione e dell’amore davanti al mondo intero cosicché tutti sappiano che Dio è colui “Che vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità" (I Timoteo 2: 4). Purtroppo, non tutti scelgono di rivolgersi a Dio, ma preferiscono il buio.
Comprendiamo dunque che il Signore della pace e dell'amore desideri l'unità, non la divisione. Dio non ha sollevato muri, barriere e confini tra le persone, ma passioni, interessi non egoistici e capacità di comprendere che l'uomo è più che carne e il mondo più che l'universo materiale. Ancora più importante è la nostra unità, il nostro vero tesoro, che abbiamo il sacro dovere di difendere, proprio perché il nostro messaggio di amore e unità non sia messo in ombra da impulsi egoistici, oppure da movimenti incontrollati e dannosi derivanti da un'incapacità di comprendere e non di rado dalla cattiva volontà.
Tuttavia, avvalendoci della saggezza dello spirito di Dio, abbiamo saputo agire su di loro grazie a gran (San??) Paolo che ci ha avvertiti per via dei corinzi che, una volta passati attraverso la tentazione (non riesco a capire il significato della frase) ("Dovrebbe essere tra voi anche eretici che imparino dalle vostre battaglie contro la cattiva fede.” (I Corinzi 11, 19) (...)
Dovremmo vegliare e pregare per la nostra unità nella sacra chiesa e nella società in cui viviamo. Siamo obbligati a dare buona testimonianza con cura e sapientemente, come ci ha ricordato San Paolo quando ha scritto agli Efesini: "Attenzione attenzione come vi conducete; non fatelo da stolti, ma da uomini saggi, riscattando il tempo, preparandovi ai giorni cattivi. Perciò, non siate sciocchi, ma capite quale sia la volontà di Dio "(Efesini 5: 15-17).
Per questo, abbiamo bisogno di chiedere che ci sia dato il dono di "pensare l’uno per l'altro seguendo Gesù Cristo, così che tutti insieme testimoniassimo la gloria di " Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo "(Romani 15: 5-6)
In effetti, l'unità è un dono divino e come cristiani, abbiamo la responsabilità davanti a Dio e agli uomini di mantenerla per difendere l'unità del genere umano, dedicando (attraverso?) la nostra osservanza, la conservazione e la difesa dell'unità della Chiesa, il bene dell'umanità impasto (???) chiamato alla redenzione, piccolo gregge di Cristo re e Signore e perseguitato. Piccolo ma glorioso, ora in pericolo di persecuzioni, "Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto darvi il suo regno" (Luca 12: 32) (...) per ricordare sempre le parole sacre della Parola eterna del Padre Cristo, il Signore, che ha messo in guardia i suoi studenti, e grazie a loro i suoi insegnamenti sono arrivati a noi, ora, "che coloro che si considerano principi delle nazioni le signoreggiano. Per voi però non sia così, ma chi vuole diventare grande tra voi, si farà vostro servo; e chi vuole essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti "(Marco 10: 42-45).
Una battaglia spirituale
Grande responsabilità spetta a coloro che si definiscono di Cristo Salvatore per mantenere l'unità della Chiesa e il buon ordine ereditato dai nostri antenati nella fede "perché Dio non è l'autore di confusione, ma di pace" (I Corinzi 14, 33) . Una lotta spirituale per sopportare con coraggio, spiritualmente e senza paura, sapendo che "l'amore non è paura, ma l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone autopunizione, e chi teme non è perfetto nell'amore" (I Giovanni 4, 18). E come possiamo temere, quando "Dio ha scelto le cose pazze del mondo per confondere i sapienti; Dio ha scelto i deboli del mondo per confondere i forti; Quelli che non sono, per portare a nulla le cose che sono, affinché nessuna carne si porti davanti a Dio "(I Corinzi 1 , 27-29). Perché noi, come cristiani, siamo considerati pazzi, essendo stato detto che saremmo tutti distrutti dalla terra, ma un altro è il piano di Dio per noi quelli "comprati a caro prezzo" (I Corinzi 6, 20), e a che prezzo! Il prezioso sangue del Signore Gesù Cristo versato sulla croce per il perdono dei nostri peccati.
E noi, i pastori d'anime, abbiamo un dovere ancora maggiore per guardare e preservare l'unità della Chiesa, vi esortiamo a non essere turbati oppure addolorati, ma di "stare fermi nella vostra fede," siamo " collaboratori della vostra gioia "(II Corinzi 1, 24). E seguiamo l'esortazione dell'apostolo Paolo fatta al suo figlio spirituale e discepolo diletto Timoteo:" combattendo la buona battaglia della fede, conquistaterai la vita eterna alla quale sei stato chiamato e hai dato buona testimonianza davanti a molti testimoni "(I Timoteo 6, 12). Pregate dunque per la pace e l'unità nella Chiesa e nel mondo, ricordando che Dio non ha creato né muri, né barriere, ma ci chiama tutti ad una migliore comprensione ed a vivere insieme in pace. Non dimentichiamo la parola del pastore e agnello, l'eterno Sommo Sacerdote e il nostro Maestro: Cristo "Ho altre pecore che non sono di questo ovile.Parlero anche ad essi, ed essi ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore "(Gv 10, 16).
"Nel nostro tempo, la violenza con pretesti menzogneri, che è più minacciosa che mai, rimaniamo meno convinti che la verità, l'amore, lo spirito pacifista, la gentilezza, la bontà siano le più elevate potenze di ogni potere. Apparterrà al mondo ...". Non con queste, la verità, l'amore, gentilezza, bontà, valori del Vangelo, daremo l’emblema cristiano, il nostro segno di identificazione, la luce della bontà di Dio? Ci appartiene l'ultima parola. Il suo è il mondo e la vittoria è sua. Cristo, vincitore della morte. Cristo invincibile! Cristo è risorto! "La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi" (II Corinzi 13, 13)

 


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Santi di oggi

i santi di oggi 22-09-2020

Il 22 di questo mese memoria del santo ieromartire Focà il taumaturgo che raggiunse la perfezione col martirio in un bagno portato ad altissimo calore. Lo stesso giorno memoria di san Focà il giardiniere. Lo stesso giorno memoria del santo martire Isacco e di san Martino. Memoria dei santi ventisei beati martiri di Zogràfou perseguitati dai latinòfroni, l’imperatore Michele VIII Paleòlogo e il patriarca Giovanni Vecco: Furono arsi vivi dopo essersi rifugiati sulla cima della torre del monastero.

i santi di domani 23-09-2020

Il 23 di questo mese concepimento del santo e glorioso profeta, Precursore e Battista Giovanni. Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Andrea, Giovanni, Pietro e Antonio, che perirono in Africa. Lo stesso giorno memoria di santa Raìs, vergine e martire. Lo stesso giorno memoria delle sante due sorelle di sangue Xantippe e Polìssena. Lo stesso giorno il santo neomartire Nicola il droghiere, martirizzato a Costantinopoli nel 1672.

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