Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*




La spiritualità del Sacerdote nella Parrocchia e il suo amore per tutti

 X INCONTRO DEL CLERO DIOCESANO
TRIESTE 2017

Presbitero Vladimir Laiba, Sacerdote itinerante, Roma




 

 La spiritualità del Sacerdote nella Parrocchia e il suo amore per tutti

 

“Sii di esempio ai credenti, nel parlare, nel comportamento, nell'amore, nella fede, nella purezza” (1 Tim 4, 12) sono le parole di ap. Paolo, scritte spesso sulla croce pettorale, con la quale viene premiato il sacerdote per i suoi buoni meriti davanti al Signore.

Quale è il vero significato della spiritualità del sacerdote? Al nostro incontro annuale di quest'anno, abbiamo più volte parlato del sacerdozio, e vorrei condividere con voi, non solo quello che ho letto nei libri, ma anche quello che ho imparato dalla mia esperienza di servizio come sacerdote nella Chiesa Ortodossa, sotto la guida paterna del nostro amato Metropolita Gennadios.

La spiritualità pastorale, come mi sembra, si esprime prima di tutto nell’amare tutto ciò che è collegato alla Chiesa, al santo altare, al tempio, al culto. Perché il sacerdote – non è solo un predicatore, non solo la persona con cui le altre persone si confessano, non solo un personaggio pubblico, ma soprattutto è una persona che sta davanti a Dio nella preghiera e obbedienza. Come ben descritto nei Salmi, quando si afferma che nell’anima si accende il desiderio di essere nella casa di Dio.

L’amore e l’obbedienza devono scaturire dal cuore, da un vero amore a Dio, che si esprime nell’obbedienza alla Sua parola; sono due punti importanti nella posizione spirituale, e in primis nella relazione con il vescovo. Si tratta di obbedienza, che ha il suo principio nell’amore. Così nel ministero sacerdotale deve prevalere soprattutto l’idea di cooperazione con il vescovo. Quando il sacerdote vive lo spirito della fede mettendosi in ascolto, allora sarà in grado di riconoscere la volontà di Cristo nelle decisioni del vescovo e partecipare alla stessa oblazione di Cristo.

Possiamo dire, con tutta certezza, che l'obbedienza è stata la caratteristica principale di Gesù, che ha compiuto il sacrificio e ha portato i frutti della salvezza per tutto il mondo. E il sacerdote, pieno di spirito di fede, consapevole di essere stato chiamato per obbedienza affinché, secondo le parole di Gesù: "rinneghi sé stesso," donerà il suo potere e la gloria di appartenere ai frutti del sacrificio redentore della croce.

Secondo gli insegnamenti di Cristo, guidare la comunità - non significa governare sopra di lei, ma servirla. Gesù stesso ci ha dato l'esempio del Buon Pastore, che pascola le Sue pecore e le serve.

I sacerdoti abbracciano con cura tutti coloro che sono nella comunità, e tutti coloro al di fuori di essa, come richiede lo spirito missionario. In una prospettiva pastorale ogni sacerdote si pone la questione dei contatti con i credenti e con i non credenti. L’amore pastorale li chiama ad incontrarsi con tutti. Prima di tutto, il sacerdote cercherà di aprire le porte della comunità ad ogni persona.

Il Vincolo d'amore deve unire il sacerdote a tutta la comunità e determinare il suo atteggiamento verso i credenti. La chiesa invita i sacerdoti ad essere sensibili e prendersi cura dei fedeli, d'altra parte si chiede ai credenti di essere solidali con i pastori.

In questo modo, lo Spirito Santo trasforma tutto ciò che riguarda il Corpo di Cristo, nella Chiesa. Quindi la spiritualità ortodossa è la stessa Chiesa manifestata nell’Eucaristia. Lo Spirito Santo costruisce il Corpo di Cristo come comunità di molti sotto un vescovo, nell’unico calice e nell’unico pane.

Il cristianesimo è proprio la Chiesa, una comunità libera unita nell'amore reciproco tra le persone e con Dio in Cristo attraverso lo Spirito Santo. Ecco perché la Santa Eucaristia è il fondamento del cristianesimo, il fondamento della Chiesa e la sua identità e la sua spiritualità che si manifesta nella storia come futuro Regno dei cieli. Questa realtà, questa vita benedetta, è quella che i Santi Apostoli e i Santi Padri chiamano vita in Cristo, cioè viva collaborazione con Dio nel Cristo con la forza dello Spirito Santo.

Penso che questi esempi ci aiutano a capire meglio e più direttamente che il contenuto principale della vita spirituale ortodossa è l'amore. L'amore è veramente il più grande contributo alla crescita spirituale dell'uomo. L’amore apre e fa crescere l’uomo, perché non cerca il proprio interesse: ciò significa in primo luogo l'apertura dell'uomo a Dio. Questa vita spirituale è possibile e raggiungibile solo nella Chiesa come Corpo vivo dell'uomo-Dio Cristo. In altre parole, la nostra vita spirituale è contenuto, non è sentimentalismo e romanticismo, ma la nostra via crucis, che per tutto il tempo progredisce, di martirio in martirio, di croce in croce, ma anche di gloria in gloria, di grazia in grazia, di vita in vita, dalla libertà alla libertà.

La vita spirituale per noi cristiani ortodossi significa l’unità in Cristo. Cristo, dunque, diventa un vivo esempio e la misura dell’amore: “Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri” (Gv 15, 12). Il Vangelo è il libro della vita, e questo libro si legge con la vita, applicandolo nella pratica. E secondo l’insegnamento ortodosso, l’amore è essere uno per l’altro. L’uomo spirituale è prima di tutto una persona amorevole. La vera spiritualità ortodossa è soprattutto un amore cristiano verso Dio e per gli altri.

Il vero amore è attento, perché se davvero ami una persona, sarai attento alle sue esigenze reali. Il compito del sacerdote come pastore è legato al servizio di unità, cioè allo sforzo di unire tutti nel Corpo di Cristo, che è la Chiesa.

Il sacerdote è responsabile per la vita della comunità come unico organismo. Per svolgere questo compito ottiene dal vescovo adeguati poteri. I suoi compiti comprendono il prendersi cura del regolare svolgimento dei vari ministeri necessari per il bene comune, come la catechesi, la protezione spirituale ai coniugi, la preoccupazione per lo sviluppo della società per approfondire il rapporto con Dio, l’organizzazione dell’aiuto caritatevole ai bisognosi, agli ammalati, agli immigrati. Allo stesso tempo, egli è obbligato a costruire e rafforzare l’unità della propria parrocchia a lui affidata con il vescovo.

Pertanto, la missione del sacerdote comprende anche il dovere di ricordare e divulgare l’importanza dell’amore nella vita nella parrocchia, creare un clima di solidarietà, sostenere le iniziative e le opere di carità, perché così si aprono per i credenti straordinarie opportunità.

Nessuna comunità cristiana si costruisce, se non ha la radice e il fondamento nella celebrazione della Santa Eucaristia, con la quale, quindi, deve iniziare ogni formazione.

Inoltre, Gesù ci dà un esempio di amore, pieno di compassione, nel rispondere alla sofferenza e alle difficoltà dei fratelli. Dove la parrocchia è uno splendido luogo d’incontro: il crocevia di famiglie e persone, è un ambiente di una familiarità senza riserve. Il sacerdote accoglie chiunque, discorre con tutti.

Il cristianesimo è il Cristo, è anzitutto un volto, è il volto del Risorto. Soltanto l'incontro personale con il Risorto ci permette di partecipare alla sua vita, di ritrovare la nostra somiglianza con il Creatore che avevamo perduta. In Cristo, Dio è vicino e lo diventano pure gli altri. In Cristo, noi veniamo a scoprire che Dio è Amore, e questo amore è ad un tempo la potenza che anima l'universo e la benignità che dà a uno sguardo la sua trasparenza.

Al centro di tutto, il Cristo. Al centro di tutto, il calice. Qui, e solo qui, in Cristo si dona totalmente. Nell'eucaristia siamo uniti ai nostri fratelli, ma unicamente perché in precedenza siamo uniti al Cristo. E uniti nel modo più realistico, divenendo con Lui in una sola vita, un solo sangue, un solo corpo. Ecco perché siamo realmente membri gli uni degli altri, senza la minima separazione. La Chiesa, nella sua vera realtà, non è altro che questo. Nella sua vera realtà, ossia nell'Eucaristia, non è più questa società miserabile e deludente da cui abbiamo scacciato lo Spirito del Cristo, ma il Cristo stesso, il Suo Corpo risorto attraverso il quale le energie divine si riversano sull’umanità e sull’universo.

 

Trieste 01. 06. 2017

 

presb. Vladimir Laiba

 

 

 


Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 23-10-2019

i santi di domani 24-10-2019

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP