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12.10: Memoria di Sant'Edisto martire a Ravenna ma più probabilmente a Roma (verso il 303)

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

Sant'Edisto martire a Ravenna ma più probabilmente a Roma  (verso il 303)

 

È commemorato nel Martirologio Romano il 12 ott. sotto l'indicazione topografica : « Ravennae Via Lauretina ». L'elogio proviene da Floro, il quale lo trascrisse da alcuni codd. del Geronimiano, che, però, trasmettono la seconda redazione di questo Martirologio; in quelli invece più antichi e testimoni della prima redazione si legge Romae. In realtà, né a Ravenna era conosciuto un martire di nome E., né la via Lauretina, evidente corruzione di Laurentina, aveva a che fare con Ravenna; essa infatti conduce a Laurento, antica città del Lazio inferiore, sita tra Ostia e Lavinio (oggi Paterno-Torre di Paterno). Secondo la passio di venerata tradizione  egli era stato battezzato dall'apostolo Pietro ed era scudiero di Nerone. Mentre con l'imperatore si trovava a Laurento, conobbe il presbitero Prisco, la moglie di questi, Termanzia, la figlia Criste (Cristina) e la serva Vittoria. Con essi Edisto partecipava alla liturgia che veniva celebrata di notte in un arenario, ma, scoperto per il tradimento di un suo servo, fu, insieme con gli amici, sepolto vivo nello stesso arenario, mentre la sola Vittoria, che era riuscita a fuggire, fu trucidata in un bosco vicino.
Il sepolcro di Edisto era al XVI miglio della via Ardeatina nei pressi di Laurento; ivi esisteva una chiesa in onore del martire, fatta restaurare dal papa Adriano I (772-95), ed una domusculta appartenente al patrimonio di S. Pietro, chiamata appunto domusculta S. Edisti (Lib. Pont., I, p. 505). Il culto di Edisto si diffuse anche a Roma e dalle lettere di s. Gregorio Magno è documentata la esistenza di un monastero intitolato al santo, nei pressi della basilica di S. Paolo (Reg. Ep., XIV, 14, in MGH. Epistolae, ed. I. Hartmann, II, 1, Berlino 1893, p. 434). A questo monastero era annessa una chiesa, dove probabilmente si veneravano delle reliquie del santo, e che, secondo l'itinerario di Salisburgo (Notitia ecclesiarum), era dedicata ai ss. Aristo, Cristina e Vittoria. La corruzione del nome Edisto in Aristo, donde sarebbe derivato Oreste, è ammessa dagli studiosi e sotto quest'ultimo nome Edisto è venerato nella cittadina omonima ai piedi del Soratte.

 

 

 


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