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30.10: Memoria di San Germano vescovo di Capua (verso il 540)

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

San Germano vescovo di Capua (verso il 540)

 

Nato nel V secolo da famiglia agiata, Germano si privò dei suoi beni per darli ai poveri. Condusse poi vita ascetica fino al 516 quando venne eletto vescovo di Capua. Amico di San Benedetto ,probabilmente anche del vescovo Santo Sabino di Catania svolse una missione diplomatica particolarmente delicata. Su mandato di papa Ormisda si recò a Costantinopoli per cercare di mettere termine allo scisma iniziato dal patriarca Acacio. Nel tentativo di giungere all’unità con quanti si rifiutavano di accettare il concilio di Calcedonia, il patriarca aveva composto una formula di unione respinta da papa Felice II e dalle chiese d’occidente. La trattativa cui partecipò Germano andò a buon fine. L’imperatore Giustino e il patriarca Giovanni sottoscrissero il documento proposto da papa Ormisda e venne superata una divisione che durava ormai da due generazioni. Ritornato nella sua diocesi, il vescovo condusse vita ascetica fino alla morte avvenuta nel 541. Per gratitudine i fedeli lo seppellirono nella Chiesa di santo Stefano e lo venerarono come santo
Dopo la morte, è sepolto in Capua Vetere, nella chiesa di S. Stefano, dove lui stesso aveva  fatto collocare le reliquie del Santo Protomartire.
Poi, costruita la nuova città, il suo corpo è trasportato lì. Nell’866 l’imperatore Ludovico II giunge in Italia stabilendosi per circa un anno a Capua: quando riparte, porta con sé il corpo di san Germano. Attraversando la città fondata dall’abate Bertario ai piedi di Montecassino, con il nome di Eulogimenopoli, l'Imperatore vi lascia parte delle reliquie di san Germano: ecco che per la presenza di queste reliquie e per la relativa venerazione che nasce, la città si chiamerà S. Germano, fino al 1863, quando poi il nome tornerà a essere quello antico di Cassino.
Tornando in Germania, Ludovico II “semina” altre reliquie del Santo vescovo a Piacenza, dove vengono poste nella cripta della chiesa di S. Sisto. E nel 1846, l’abate di Montecassino Frisari, ottiene da Piacenza per Cassino alcune reliquie di san Germano, perché il dito, l’unica reliquia rimasta nel tempo, è andata perduta durante i saccheggi dei francesi alla fine del XVIII secolo.

 


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