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03.11: Memoria di Santa Silvia Madre di s. Gregorio Magno (verso il 572 a Roma o tra il 590 e il 592)

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

Santa Silvia  Madre di s. Gregorio Magno (verso il 572 a Roma o tra il 590 e il 592)


Non si conosce l’anno di nascita; molte Città, tra cui Palermo, Messina, Vizzini ( CT ), Roma, se ne contendono i natali. Nasce  dalla nobile famiglia Ottavia.
Ebbe due sorelle: Emiliana e Tersilla,  anch’esse Sante, venerate al 5 Gennaio e al 24 Dicembre.
Fu sposa del Senatore Gordiano della Famiglia Anicia , che amministrava una delle sette regioni di Roma.
 La tradizione palermitana vuole che la casa di S. Silvia, ove pare sia nata, sorgesse sul sito della Chiesa di S. Gregorio al Capo, ove esisteva un pozzo, a Lei intitolato.
 Qui concepì il figlio che partorì a Roma, il futuro Papa San Gregorio Magno. Consigliato da Silvia, lo sposo Gordiano nell’anno 569 fece dono dei beni che possedeva nel regno di Napoli al Monastero di Monte Cassino e suo figlio Gregorio sui possedimenti della madre eresse sei monasteri in Sicilia: 
( S. Martino delle Scale;  Maria SS. di Gibilmanna ; S. Maria La Vetere di Licata; S. Maria La Vetere di Chiaramente Gulfi; S. Giovanni Evangelista a Modica alta; Maria SS. della Vena a Piedimonte Etneo ) il settimo a Roma, dedicato all’Apostolo Andrea, sul terreno della stessa Silvia.
Oppure, se i Monasteri fossero stati tutti nella Città di Palermo, uno dei sette era S. Gregorio al Capo, come riporta la lapide posta dagli Agostiniani nella stessa Chiesa.  
Gli altri erano: S. Giovanni degli Eremiti; S. Massimo e S. Agata in Lucusiano; il Pretoriano; S. Adriano; S. Giorgio in Kemonia; S. Martino delle Scale.
Altre tradizioni siciliane vogliono il monastero di S. Maria della Vena di Piedimonte Etneo fondato su possedimenti di S. Silvia: 
“ l’Icona della Vergine si ferma, dà l’acqua, vuole il tempio; San Gregorio dona gli edifici
( chiesa e monastero ) e S. Silvia il bosco “ ; altri possedimenti di S. Silvia erano a Vizzini ( CT ).
Rimasta vedova condusse una vita semplice e, visse secondo la regola benedettina Si dedicò alla meditazione e al servizio dei poveri mentre il figlio diventata Papa e Vescovo di Roma   Si addormentò nel Signore il 3 Novembre del 590 o del 592. Gregorio la seppellì nel monastero di S. Andrea e vi fece dipingere la sua immagine con la croce nella destra e il libro nella sinistra, con la scritta:  “ Vivit anima mea et laudabit te, et iudicia tua adiuvabunt me “, cioè: “Vive la mia anima e ti loderà e i tuoi giudizi mi aiuteranno".     
 La tradizione romana, (Vita S. Gregorii I, 9 Migne PL LXXV p. 66 ) la fa dimorare, rimasta vedova, nel luogo detto Cella Nova presso il Monastero di S. Saba sull’Aventino ( vicino la Basilica di S. Paolo fuori le mura ) ove a fianco dell’ingresso è l’Oratorio di S. Silvia.
 Da qui mandava al figlio, quando stava nel Monastero di S. Andrea, dei legumi cotti in una tazza d’argento, che poi S. Gregorio donò in elemosina, come riferisce Giovanni Diacono. Nel luogo della Chiesa di S. Gregorio al Celio una antica tradizione pone la casa paterna di Gregorio che vi costruì una chiesa in onore di S. Andrea. Qui il Cardinale Cesare Baronio, famoso annalista e commendatario della Chiesa fondò nell’orto della chiesa tre Oratori: S. Andrea, ove furono sepolte le Sante Silvia, Emiliana e Tarsilla; S. Silvia e S. Barbara
 Un’altra tradizione vuole che S. Silvia sia stata sepolta a Preneste ( Palestrina ) nel luogo del monastero a Lei intitolato, poiché S. Silvia e il figlio Gregorio donarono ai monaci benedettini di Subiaco territori di proprietà della famiglia Anicia come quello della Wulturella con la chiesa di S. Maria ( odierna Abbazia della Mentorella ). 
Il Cardinale Cesare Baronio nel 1604, restaurando la Chiesa del Santi Andrea e Gregorio al Celio in Roma, depose alcune Reliquie della Santa nell’attiguo Oratorio, a Lei dedicato.                   

 Il Papa Clemente VIII ( 1592 - 1605 )  inserì il suo nome nel Martirologio Romano: “ A Roma santa Silvia, madre di san Gregorio Magno, Papa “.
Nel “ Martirologio Siculo “ del P. Ottavio Caietano S.J. del 1617 al 12 Marzo è recensito: “ In Sicilia, S. Silviae, Matris S. Gregorij Papae Magni” , cioè:  “ In Sicilia S. Silvia, Madre di S. Gregorio Magno Papa “.
  L’Arcivescovo di Palermo Martin de Leon y Cardenas ( 1650-1655 ) inserì la Festa di S. Silvia nel Calendario Palermitano nel 1653.
 Il Calendario Liturgico Regionale delle Chiese di Sicilia, approvato dalla Sacra Congregazione per  i Sacramenti e il Culto Divino nel 1976 riporta:
”  Fu la madre di S. Gregorio Magno. Per il fatto che S. Gregorio istituì sei monasteri in Sicilia dotandoli dei suoi beni, si è pensato che S. Silvia fosse siciliana e la tradizione la vuole nata a Palermo. Dopo la morte del marito Gordiano si ritirò a vita solitaria e quasi monastica presso la Chiesa di S. Saba sull’Aventino a Roma, dove, ricca di meriti, morì nell’anno 592 “. 

 

 

 

 

 


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