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05.11: Memoria di San Magno Vescovo di Milano (verso il 528 o 529)

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

San Magno Vescovo di Milano (verso il 528 o 529)

Magno fu il 25° Vescovo di Milano, che successe a Eustorgio II e condivise con lui il carisma  della santità.
Milanese probabilmente di origine gli antichi cataloghi dei Vescovi di Milano gli attribuiscono trent’anni di episcopato, che il Savio più giustamente riduce a dieci, dal 518 al 528. Iniziò il suo ministero nel favore del re dei Goti Teodorico, quantunque costui fosse ariano. Si adoperò tutto nell’apostolato di far conoscere il Vangelo di Gesù e di farlo amare.
Nella iscrizione posta sulla sua tomba il Vescovo Magno è lodato per la sua carità. Offrì la sua mano ai deboli, fu pronto a vestire gli ignudi e a liberare i prigionieri che le ricorrenti guerre moltiplicavano tra i diversi eserciti in lotta.

Tale iscrizione è scomparsa nella modalità originale ma la ritroviamo in una raccolta antologica milanese composta tra il secolo XI e il secolo XIII

 

« Virtute, officio, meritis et nomine Magnus
Forma quidem, speculum, lux et imago Dei;
Claruit insignis ditatus munere Divi,
Viribus ex totis semper amando deum.
Non laetis umquam extolli nec tristibus isce
Confringi novit, spes cui certa Dei.
Ferre manum fessis, nudos vestire paratus
Captarumque gravi solvere colla iugo,
Sustinuit magni promissa praemia regni
Devincens hostis tela magna sui. »

« Per il suo valore, i suoi uffici, i meriti e per il nome stesso,
Magno fu impronta, specchio, luce e immagine di Dio;
insigne rifulse arricchito dalla grazia del Signore,
amandolo sempre con tutte le forze.
Egli, che possedeva la sicura speranza di Dio,
non seppe mai insuperbirsi per gli eventi lieti né abbattersi per i luttuosi.
Risoluto nel prestare aiuto ai deboli, nel vestire gli ignudi
e nel liberare il collo dei prigionieri da un duro giogo,
fu degno dei premi promessi del gran regno
debellando i potenti dardi del suo nemico. »

(Testo latino con traduzione italiana in: De Nisco, «Post busta superstes». Epigrafi cristiane a Milano nell'alto Medioevo, p. 88.)

 

Teodorico, mentre agli inizi gli fu amico e lo favorì nella sua opera di evangelizzazione, accecato dal cattivo spirito dell’eresia ariana, divenne il suo persecutore, come lo era già stato del venerabile filosofo Boezio, del pio Simmaco a Ravenna e dello stesso Papa Giovanni I.
Morì verso il 530 e fu sepolto nella Basilica di S. Eustorgio in Milano. Leone da Perego nel 1249, che con Legnano ebbe significativi rapporti, ne collocò la salma a fianco del corpo di S. Eustorgio. Il suo nome venne onorato di altari e chiese, prime fra tutte per valore artistico la Basilica Prepositurale di Legnano, costruita sopra le rovine dell’antica chiesa medievale dedicata al Santo Salvatore.

 


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