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12.11: Memoria di San Veremondo vescovo di Ivrea (verso il 1011)

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

San Veremondo vescovo di Ivrea (verso il 1011)

 

Veremondo nasce intorno al 930 dalla nobile famiglia vercellese degli Arborio e studio a Pavia dove, sembra, divenne avvocato. Su indicazione dell'imperatore Ottone I, venne scelto come guida della diocesi di Ivrea, tra il 983 e il 984, città piemontese che allora era sede di un importante marchesato. Nel 969 presenziò al Sinodo di Milano dove vennero riorganizzate le diocesi del Piemonte meridionale devastate dalle incursioni dei Saraceni . Morì tra il 1010 e il 1014 ed è sepolto nella Cattedrale di Ivrea. Intervenne nella crisi ecclesiale e politica

relativa al marchese Arduino che, appoggiato dai feudatari laici, infatti, mirava a realizzare il suo progetto politico di un regno d’Italia, libero dalla  Chiesa e dell’Impero. Contro di lui il santo vescovo lanciò una scomunica, poi confermata anche dal papa , per ribadire la libertas ecclesiae  A lui si deve anche la riedificazione dell’antica cattedrale di Santa Maria, in cui fece collocare le reliquie del martire tebeo San Tegolo, rinvenute nei pressi della città. San Veremondo concesse inoltre importanti aiuti  alla fondazione monastica di Fruttuaria, retta dal primo abate Guglielmo da Volpino, comprendendo l’importanza che una tale istituzione poteva avere nel contesto del suo territorio diocesano. La sua intensa attività venne interrotta dalla morte avvenuta in un anno imprecisato tra il 1010 ed il 1014; ed è sepolto nella Cattedrale di Ivrea e sulla sua tomba venne posto un cenotafio da lui stesso preparato, mentre il popolo iniziò a venerarne la santa memoria, anche se la conferma ufficiare del suo culto venne però solamente nel 1857, sotto Pio IX.

 

 


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