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14.11: Memoria del santo apostolo FILIPPO

 

a cura della Chiesa Greco-Ortodossa di San Paolo Apostolo dei Greci, Reggio di Calabria




 
Il 14 di questo mese, memoria del santo apostolo FILIPPO.

San Filippo era originario di Betsaida, in Galilea, compatriota dei santi apostoli Pietro e Andrea. Egli era così attento a meditare la Legge e i Profeti che disprezzava tutti i piaceri del mondo e rimase vergine tutta la vita. Poco dopo il suo Battesimo da Giovanni e la chiamata di san Andrea, il Signore Gesù incontrò Filippo e gli disse:<< Seguimi! >>. Costui ascoltò subito e andò a trovare Natanaele per dirgli:<< Colui di cui ha parlato Mosè nella legge, così come i Profeti, l’abbiamo trovato: è Gesù figlio di Giuseppe, di Nazareth >> (Giov. 1,45). In seguito seguì e servì fedelmente Gesù durante tutta la sua predicazione. Fu lui, che nel corso dell’ultimo intrattenimento con il Maestro, gli chiese:<< Signore, mostraci il Padre, e ciò ci basterà >>. E Cristo gli rispose con tristezza:<< È da molto tempo che io sono con voi e tu non mi conosci, Filippo! Colui che ha visto me, ha visto il Padre >> (Giov. 14,9).
Dopo l’Ascensione di Nostro Signore e la discesa del Santo Spirito, Filippo fu designato a sorte per evangelizzare la provincia d’Asia (parte occidentale dell’Asia Minore). Accompagnato dall’Apostolo Bartolomeo (cf. 25 agosto) e da sua sorella Marianna, egli attraversò la Lidia e la Misia proclamando il Vangelo in mezzo a innumerevoli prove. Essi affrontarono le botte, le flagellazioni, gli imprigionamenti e le lapidazioni da parte dei pagani, senza mai perdere la loro gioia e la loro speranza in Cristo che dava loro la forza. Le conversioni si moltiplicavano al loro passaggio ed arrivarono a portare alla fede anche la donna del proconsole d’Asia, Nicanoro. Dopo aver incontrato san Giovanni il Teologo, Filippo andò a Ierapoli, dove fu catturato dai pagani, trascinato a terra sulla piazza centrale e crocifisso a testa in giù insieme a san Bartolomeo. Malgrado le sue sofferenze il santo pregava ardentemente. Al momento di rendere l’anima, la terra si aprì improvvisamente e inghiottì un gran numero di pagani, i loro sacerdoti e lo stesso proconsole. Sbalorditi, gli altri empi si precipitarono verso san Bartolomeo e Marianna, che erano ancora in vita, li liberarono e chiesero loro di essere ricevuti nella santa Chiesa di Cristo. dopo aver seppellito degnamente i resti di san Filippo e aver piazzato Stachis come vescovo della città, san Bartolomeo e santa Marianna partirono per continuare la loro predicazione in Licaonia.
 

 


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