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24.11: Memoria di San Crescentino martire romano a Città di Castello (tra il 303 e il 309)

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

San Crescentino martire romano a Città di Castello (tra il 303 e  il 309)

 

Crescentino sarebbe nato a Roma nel 276 figlio di Eutimio, un nobile romano convertito al cristianesimo. Fu indirizzato alla carriera militare ed entrò nella prestigiosa prima coorte della prima legione di stanza a Roma per la difesa dell'Imperatore  Questa legione era comandata da San Sebastiano , insieme al quale operò per la propagazione della fede cristiana.

 

La tradizione narra che a causa di un editto dell'imperatore Diocleziano ai soldati romani venne proibito di praticare il cristianesimo e di conseguenza molti soldati cristiani vennero uccisi o costretti all'esilio. Crescentino nel 297 abbandonò la capitale insieme ai suoi genitori e si rifugiò a Perugia  Perduti i genitori, donò parte dei suoi beni ai poveri e lasciò Perugia a cavallo recandosi con alcuni compagni nella valle Tiberina  Arrivato a Tifernum Tiberinum, oggi Città di Castello , allora interamente pagana  si propose di convertirne gli abitanti. E si narra che la campagna intorno alla città , in località Pieve de' Saddi  era oppressa da un terribile mostro  che con il proprio alito pestilenziale procurava malattie agli abitanti e devastava le campagne. Il santo, dopo aver predicato la fede cristiana, uccise il mostro in combattimento a Pieve de' Saddi  e fu accolto come un liberatore dalla popolazione.

L'imperatore Diocleziano, venuto a conoscenza dei fatti prodigiosi e dell'ascendenza ottenuta da Crescentino sulla popolazione, ordinò al prefetto dell'Etruria  Flacco, di chiedere a Crescentino l'abbandono della fede cristiana e il ritorno nella sua legione, sotto pena della morte Crescentino invece si impegnò ancor di più  nella predicazione della  fede con  nuove conversioni e compiendo diversi miracoli.

Flacco fece trascinare Crescentino in un tempio dedicato a Giove, dove il Santo rifiutò di obbedire all'ordine di adorare gli Dei pagani. Crescentino venne allora messo al rogo, ma con meraviglia dei suoi carnefici risultò immune dalle fiamme, nel mezzo delle quali continuava ad intonare canti di lode a Dio. I soldati allora lo denudarono e, legatigli mani e piedi, con una corda al collo lo trascinarono per le strade cittadine, e infine, gli tagliarono la testa. Il martirio sarebbe avvenuto, il 1º giugno del 303

Nella notte alcuni cristiani si sarebbero quindi recati sul luogo del supplizio per dare onorata sepoltura al giovane martire, che venne sepolto nel mezzo di un bosco. Sul luogo della sepoltura del santo sarebbe quindi sorta una piccola chiesa (Pieve de' Saddi. Nello stesso luogo, il successivo 10 giugno sarebbero stati sepolti anche i compagni di Crescentino, che a loro volta avevano subito il martirio tutti insieme. I nomi dei compagni di Crescentino riportati dalla tradizione ecclesiale  sono: Grivicciano, Giustino, Fortunato, Benedetto, Orfito, Europio, Esusperanzio e Viviano, tutti venerati dalla Chiesa come martiri.

 

 

 

 

 


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