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10.01: Memoria di Sant’Agatone nato a Palermo e poi Papa e Patriarca di Roma, avversario dell’eresia del monotelismo (nel 682)

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

Sant’Agatone nato a Palermo e poi Papa e Patriarca di Roma, avversario dell’eresia del monotelismo (nel 682)-Martirologio Romano: “A Roma presso san Pietro, deposizione di sant’Agatone, papa, che contro gli errori dei monoteliti custodì integra la fede e promosse con dei sinodi l’unità della Chiesa”

Tratto dal Quotidiano Avvenire

(Papa dal 27/06/678 al 10/01/681)

Consacrato pontefice il 26 giugno del 678, quando, secondo la tradizione , avrebbe avuto 103 anni. Il 12 agosto ricevette dall'imperatore Costantino Pagonato una lettera nella quale questi si dichiarava pronto a riprendere il progetto di riunificazione ecclesiastica tra Roma e Bisanzio. Egli pensava di indire una conferenza episcopale in cui fossero discussi i problemi emergenti ed eliminata ogni controversia. A questo scopo chiedeva al papa l'invio a Costantinopoli di alcuni suoi rappresentanti. Per preparare la delegazione Agatone riunì in Laterano il 27 marzo del 680 un Concilio italiano che scelse i rappresentanti episcopali da mandare a Bisanzio insieme ai legati pontifici e approvò il testo sinodale che sarebbe stato presentato alla conferenza. La delegazione occidentale giunse il 10 settembre del 680. Quella che era stata indetta come una conferenza divenne, però, un vero e proprio Concilio ecumenico, il sesto in Oriente. Dopo 18 sedute si arrivò ad un decreto emanato il 16 settembre del 681 e alla richiesta al Papa di confermare le decisioni prese. Ma Agatone era già morto il 10 gennaio del 681 ed era stato sepolto in San Pietro.

Tratto da http://www.santiebeati.it/dettaglio/91427

Fu consacrato pontefice il 26 giugno del 678, secondo una  tradizione  aveva raggiunto 103 anni ma ragionava ancora bene.

Il 12 agosto ricevette dall’imperatore Costantino Pagonato una lettera nella quale questi, avendo ormai risolte le questioni militari, si dichiarava pronto a riprendere il progetto di riunificazione ecclesiastica tra Roma e Bisanzio.

Egli pensava di indire una conferenza episcopale in cui fossero discussi i problemi emergenti ed eliminata ogni controversia. A questo scopo chiedeva al papa l’invio a Costantinopoli di alcuni suoi rappresentanti che fossero bene al corrente di tutta la problematica. Assicurava inoltre un ampia protezione imperiale alla delegazione stessa.

Per preparare la delegazione Agatone riunì in Laterano il 27 marzo del 680 un concilio italiano che scelse i rappresentanti episcopali da mandare a Bisanzio insieme ai legati pontifici e approvò il testo sinodale che sarebbe stato presentato alla conferenza.

Vi era esposta la dottrina delle due volontà e i modi di agire in Cristo con riferimento esplicito a quanto deciso nel concilio Lateranense da Martino I.

La delegazione occidentale giunse il 10 settembre del 680 a Costantinopoli e fu accolta dal patriarca Giorgio che provvide a convocare i metropoliti ed i vescovi bizantini. Quella che era stata indetta come una conferenza divenne infine un vero e proprio concilio ecumenico, il sesto in Oriente. Alla prima sessione risultarono infatti presenti i rappresentanti di tutti i patriarcati; essa si aprì il 7 novembre del 680 in una sala del palazzo imperiale.

Presidente era l’imperatore, affiancato da due presbiteri e un diacono romani quali rappresentanti del papa.

In Italia nel frattempo scoppiò una grave pestilenza che fece un numero impressionante di vittime.

A Costantinopoli intanto il concilio andò avanti; dopo 18 sedute si arrivò ad un decreto emanato il 16 settembre del 681. In esso si ribadiva la professione di fede stabilita dai cinque precedenti concili e si approvava all’unanimità la dottrina delle due volontà e delle due energie in Cristo, che non erano in contrasto con loro, confermando inoltre il testo sinodale del Laterano.

L’eresia monotelita fu ovviamente condannata.

Il concilio indirizzò infine uno scritto al papa pregandolo di confermare le decisioni prese.

Ma Agatone era già morto il 10 gennaio del 681 ed era stato sepolto in San Pietro: aveva raggiunto, a quanto pare, 107 anni.

Agatone ricevette anche la sottomissione dell’arcivescovo di Ravenna, Teodoro, il quale mise fine ad una autocefalìa condannata da Roma.

Agatone si interessò anche della sorte della Chiesa anglosassone: ricevette paternamente l’abate di Wearmouth, Benedetto Biscop, e rimise sul suo legittimo seggio l’arcivescovo di York, Vilfrido, ingiustamente deposto da Teodoro di Canterbury.

Sant’Agatone si distinse per profondità di dottrina e spirito caritativo specialmente verso i poveri. E’ uno dei patroni  di Palermo.

 

Tratto da https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Agatone

Di origine greca, nato a Palermo da genitori benestanti e devoti, fece dono dell'eredità dopo la loro morte e si ritirò nel Monastero di Sant'Ermete [1] di Palermo  Benché l'anno della sua nascita sia in effetti sconosciuto, si narra che al momento della sua elezione avesse centotré anni, e centosei al momento della morte[2].

Durante i suoi due anni e mezzo di pontificato, Agatone convocò due concili a Roma

Nel concilio lateranense del 679  restituì il vescovo Wilfred alla diocesi di York  e stabilì che non fosse più dovuto il pagamento dei tributi fino ad allora imposti al momento dell'elezione dell'imperatore bizantino.

Risolti i problemi militari che lo avevano tenuto impegnato, l'imperatore Costantino IV intraprese finalmente quelle relazioni fraterne con la Chiesa di Roma che lo aveva aiutato a riprendere il trono che gli spettava legittimamente e che nel 668  al tempo di papa Vitaliano  gli era stato usurpato: si dichiarava disposto a definire finalmente il problema dell'eresia monotelita  (la dottrina teologica che aveva diviso Roma e Costantinopoli  sin dal 638) e a riunificare le Chiese di Costantinopoli  e di Roma. Il 27 marzo 680 al Concilio di vescovi occidentali che Agatone aveva convocato in Roma, furono scelti i rappresentanti da inviare a Costantinopoli  e fu approvato il testo sinodale da presentare in quella sede. Il 7 novembre 680  venne inaugurato a Costantinopoli il sesto concilio ecumenico , che il 16 settembre 681 emanò un decreto con il quale si condannava il monotelismo  e lanciò l'anatema contro papa Onorio I che nei confronti di quella dottrina era stato eccessivamente indulgente, se non addirittura acquiescente[3]. Gli atti del Concilio furono inviati al Papa perché ne confermasse le decisioni, ma Agatone morì prima di conoscerne le conclusioni, il 10 gennaio 681

Note

1.    ^ Gaspare Palermo, "Guida istruttiva per potersi conoscere ... tutte le magnificenze ... della Città di Palermo" [1], Volume terzo, Palermo, Reale Stamperia, 1816. Pagine 72 e 73.

2.    ^ www.santiebeati.it, sant'Agatone papa

3.    ^ È l'unico caso di un papa colpito da anatema e dichiarato eretico. Nota il Gregorovius che "la condanna di Onorio  divenne un'arma in mano di coloro che combatterono il dogma  dell'infallibilità papale " (C. Rendina, I Papi. Storia e segreti, p. 195).

 

 


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