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15.01: Memoria di Sant’Efisio evangelizzatore e apostolo della Sardegna martire sotto Diocleziano (verso il 286)

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

Sant’Efisio evangelizzatore e apostolo della Sardegna martire sotto Diocleziano (verso il 286)

 

Tratto da http://www.santiebeati.it/dettaglio/37800

 

Il Martirologio Romano pone il martirio di S. Efisio a Cagliari, il 15 gennaio, durante la persecuzione scatenata dall'imperatore Diocleziano.
Il Lanzoni, nel suo commento al Martirologio Romano, dice: "Al tempo delle invasioni barbariche le reliquie del santo sarebbero state rimosse da una chiesuola, che esiste ancora presso Capo Pula, non lungi dall'antica Nora, e trasportate dentro Cagliari per maggiore sicurezza. In verità quella chiesa ha restituito due iscrizioni cristiane antiche, quantunque non datate. Ma nulla si conosce del martire, fuori della sua passione.
Una volta S. Efisio era venerato dai sardi insieme con S. Potito di Sardica, questi il 13 gennaio e S. Efisio il 15. S. Potito, le reliquie del quale si venerano a Nora con quelle di S. Efisio, fu creduto sardo, mentre egli senza dubbio appartenne a Sardica. Fu martire orientale anche S. Efisio. Il culto di quest'ultimo ebbe nel 1793 un grande ritorno di fiamma, quando i sardi si opposero vittoriosamente ai Francesi, che tentavano di impadronirsi dell'isola. S. Efisio, al quale venne attribuito quel grosso successo militare, fu proclamato comandante supremo dei combattenti.

 

Tratto da http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/05/01/la_vera_storia_di_efisio_martire_e_guerriero-68-595754.html

 

Efisio nasce alla metà del III secolo a Gerusalemme, da madre pagana e padre cristiano. Anche se educato dalla madre all’idolatria, Efisio si mostra insofferente alla dottrina. Si arruola ufficiale dell’esercito romano sotto l'imperatore Diocleziano, (forse spinto dalla madre) e viene mandato in Italia a combattere i cristiani. Durante il viaggio verso l’Italia gli si presenta una croce accompagnata da tuoni e fulmini, cadendo in uno stato di stordimento ode la voce di Gesù che gli racconta il suo futuro martirio per la fede cristiana. Arrivato a Gaeta viene battezzato, decide così di battersi per la fede e di sconfiggere il paganesimo. A questo punto stabilisce di intervenire in difesa dei Cristiani della Sardegna perché viene a conoscenza delle tribù che vivono ancora immerse nel paganesimo tra i monti dell’interno. Giunto nell'Isola diffonde il Vangelo e si circonda dei primi fedeli. Preso dal fervore della fede scrive una lettera all’imperatore affinché si converta, ma ottiene l’effetto contrario, tanto che viene incarcerato e punito con orribili pene.

Le ferite inferte sul corpo di Sant’Efisio guariscono grazie all'opera degli angeli, si racconta. La notizia di questo evento miracoloso arriva alla bocca di tutti in città con la conseguente conversione di altre persone. Diocleziano, venuto a conoscenza di questo e di altri miracoli, ordina la condanna a morte del santo martire a Nora, e non a Cagliari per il timore di insurrezioni.Il santo prima di morire chiede a Dio di proteggere il popolo sardo dai nemici e dalle malattie, ed è per questa richiesta che, nei momenti più tragici della storia cagliaritana e sarda, il popolo si è rivolto e si rivolge a lui affinché interceda presso Dio.

 

 


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i santi di oggi 22-11-2019

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i santi di domani 23-11-2019

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