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Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani del 2014

data: 18-01-2014 - Messaggio di Sua Em.nza il Metropolita

”Cristo non può essere diviso”




Dilettissimi e carissimi fratelli in Cristo, il fatto di vivere nella diversità, ma anche di essere fedeli alla volontà di Cristo riguardo l’unità “Che tutti siamo una cosa sola” (Gv 17, 21), ci portano a riflettere sull’affermazione di San Paolo nella prima lettera ai Corinzi: “Cristo non può essere diviso!”. Divisi nel nome di Cristo: questo veramente è il paradosso e lo scandalo della nostra testimonianza cristiana, della nostra vita di fede e di amore nel mondo odierno come fratelli cristiani. Sappiamo molto bene che a Corinto, nei primi anni della fondazione della chiesa locale essa era dilaniata da gruppi contrapposti. Oggi abbiamo quasi la stessa terribile situazione: uno allora dichiarava: “io sono di Paolo”; un altro: “io di Apollo”; c’era un terzo che affermava: “io sono di Pietro”; ma c’era anche un quarto che dichiarava: “io sono di Cristo”.
Di fronte a questa disperata situazione della Cristianità primitiva e del mondo Cristiano diviso oggi, le affermazioni di San Paolo, diacroniche e preziose, sono indispensabili per la nostra vita e costituiscono un sacro tesoro di verità divine e di doni dello Spirito Santo per la realizzazione del desiderio del nostro redentore Gesù Cristo riguardo l’unità. I) San Paolo ci fa ricordare: l’amore è la via della perfezione (1 Cor 13); II) San Paolo proclama un Signore che è potente nella debolezza umana (2 Cor 12). III) Vediamo ancora con meraviglia che alla ricerca della saggezza umana, contrappone la follia – pazzia – di Dio  (1 Cor 1); IV) E’ verità indiscutibile che quando il credente afferma con le parole e i fatti che Gesù Cristo è il Signore (1 Cor 12), lo Spirito del Signore agisce con potenza.
San Paolo ringrazia il suo Dio perché ci ha dato la sua grazia per mezzo di Gesù Cristo. E’ vero che attraverso di lui li ha arricchiti con i suoi doni.
Come in quei tempi di San Paolo, lui chiedeva di vivere d’accordo, senza contrasti e divisioni tra di loro, Cristo, che vi ho annunziato, è diventato il solido fondamento della nostra vita, così anche oggi, vivendo contrasti e divisioni, ripetiamo con Paolo che lui non è stato crocifisso per noi; nessuno ci ha battezzato nel nome di Paolo; Cristo non ci ha mandato a battezzare, ma ad annunziare la salvezza, come afferma il grande Apostolo delle genti; ogni divisione è un’offesa a Cristo.
Celebriamo con solennità la Settimana per l’Unità dei Cristiani che costituisce una felice occasione per rinnovare l’impegno continuamente, pregare con serietà e dedizione per il ristabilimento dell’unità e collaborare serenamente per affrontare alla sua radice la questione, in quanto la comunità divisa nega di fatto che Gesù Cristo sia l’unico Signore.
Vorremo ribadire che questa terribile e triste realtà della negazione di Gesù Cristo come unico Signore, costituisce per noi un motivo di preghiera, affinché Dio mandi il Paraklitos –lo Spirito Santo- per illuminare i nostri cuori e le nostre anime in modo da vivere in perpetuo la verità secondo cui “Gesù Cristo non può essere diviso” e vivendo in questo modo riconosciamo e adoriamo Gesù Cristo come un unico Signore ed unico nostro Salvatore. E dobbiamo sapere molto bene che Gesù Cristo non viene più a farsi crocifiggere; è venuto una volta per tutte, per la nostra salvezza. Tocca a noi adesso prendere il posto di Cristo sulla Croce e, crocifiggendo le nostre passioni, la nostra mentalità mondana, sacrificarci per realizzare la volontà di Dio: “Che tutti siamo una cosa sola” (Gv 17, 21).
Pochi giorni fa abbiamo inaugurato, piissimi fratelli in Cristo, l’anno 2014. In questo anno ricorre il cinquantesimo anniversario dell’incontro a Gerusalemme tra il Papa Paolo VI e il Patriarca Atenagora I, di eterna e gloriosa memoria. E’ una tappa storica. Costituisce il principio di un nuovo cammino: Il pensiero di tutto il mondo Cristiano e i cuori degli uomini di buona volontà erano rivolti alla città dell’amore e della riconciliazione, nei luoghi dove il grande maestro e pacificatore Gesù Cristo è diventato uomo, è vissuto, è stato crocifisso ed è risuscitato per dare all’uomo la salvezza e la gloria.
Lasciamo parlare il Patriarca Atenagora a Papa Paolo VI: “L’umanità cristiana da secoli vive la notte della divisione. I suoi occhi sono appesantiti per aver troppo guardato le tenebre. Sia questo nostro incontro l’alba di un luminoso e santo giorno in cui le future generazioni Cristiane comunicando dal medesimo Calice del prezioso corpo e sangue del Signore in amore e pace e unità canteranno e glorificheranno l’unico Signore e Salvatore di tutti” (Gennadios Zervos, Il contributo del Patriarca Ecumenico per l’unità dei cristiani, Città Nuova 1974, p. 174). Identiche e di grandissima importanza sono anche le parole rivolte da Paolo VI ad Atenagora: “Sia questo nostro incontro l’alba di un giorno luminoso e santo in cui le generazioni che vengono comunichino del medesimo calice del corpo e del sangue del Signore, nell’amore e nella pace e nell’unità cantino e glorifichino l’unico Signore e Salvatore di tutti”. (Gennadios Zervos, op. cit., p. 174).
Di speciale rilevanza anche la risonanza che ha avuto lo storico incontro: “Tutto il mondo, cristiani e non cristiani, si sono meravigliati di questo incontro e l’hanno considerato come “segno dei tempi” che ha svegliato l’opinione pubblica del mondo ed ha aperto una nuova strada verso la benedetta unità, che è l’unica volontà del nostro Signore Gesù Cristo” (Gennadios Zervos, op. cit., p. 181).
È verità incontestabile che “non tutto è compiuto. Ma con questo avvenimento è stata compiuta la più grande offerta da parte dei nostri contemporanei. Ciò che seguirà in questo settore sarà la continuazione e la conseguenza della benedizione del Monte degli Ulivi. La preghiera in questo era tanto calda, interpretando il desiderio di milioni di anime, cosicché il Padre celeste ascolterà la voce delle sue creature per l’ulteriore benedetto cammino comune” (Gennadios Zervos, op. cit., p. 182).
Questo storico incontro di Gerusalemme tra il Papa Paolo VI ed il Patriarca Atenagora, a cinquanta anni dalla sua ricorrenza, festeggeranno solennemente e celebreranno con manifestazioni, preghiere e comunicati i loro successori, il Papa Francesco ed il Patriarca Bartolomeo, uomini di amore, di pace, di pazienza, di unità, di umiltà e di sacrificio.
Senz’altro anche l’abbraccio tra Papa Francesco ed il Patriarca Bartolomeo a Gerusalemme sarà storico: due pellegrini di preghiera presso il Santo Sepolcro, pregheranno e celebreranno il cinquantesimo anniversario del “dialogo dell’amore” che soltanto esso e la preghiera possono cambiare l’odierna realtà: “Cristo è diviso”, e come dice il Patriarca Bartolomeo: “ci incontreremo non solo per ricordare ed onorare il loro gesto (Paolo VI-Atenagora I) ma come capi spirituali abbiamo il dovere di fare appello e invitare tutti gli uomini di buona volontà, indipendentemente dalla loro fede e virtù, al dialogo e di far conoscere loro l’importanza del messaggio di Gesù Cristo, veramente utile per la rinascita dell’esistenza umana”. Dunque pensiamo ai poveri, agli ammalati, ai carcerati, agli immigrati; pensiamo a tutti quelli che vengono nei nostri territori e allargano i nostri confini culturali e spirituali. Pensiamo a tutti quelli che hanno bisogno della libertà e della giustizia, del nostro aiuto e della nostra protezione.
Tutti questi bisogni umani che incontriamo non si guariscono e non si formano in una comunità sana in Cristo, in quanto abbiamo  “Cristo diviso”. La comunità invano cerca la sua forma ideale, la sua identità in Cristo. Con “Cristo diviso”; viviamo una crisi spirituale, morale e sociale; siamo vuoti, senza fraternità e amore. In verità, siamo morti, malgrado i nostri beni terrestri e la nostra provvisoria prosperità.
La nostra salvezza e il nostro bene divino ci fanno riflettere ed ascoltare il messaggio, l’invito di San Paolo: “Cristo non può essere diviso”. I nostri padri e le nostre guide spirituali ci invitano alla preghiera e al dialogo dell’amore nella fede e nella verità, nella pazienza e nella speranza di seguire e realizzare la volontà del nostro salvatore Gesù Cristo: “che tutti siano una cosa sola” (Gv 17, 21).

† Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta ed
Esarca per l’Europa Meridionale


 

Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta



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