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29.01: Memoria dei Ss. Costanzo vescovo di Perugia martire (verso il 178), Valerio vescovo di Lucca, Seustio con altri ottanta martiri a Todi e Potamione Vescovo di Agrigento

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

San Costanzo vescovo di Perugia martire (verso il 178)

Tratto da http://diocesi.perugia.it/29-gennaio-san-costanzo/

 La tradizione che fa di Costanzo l’eroe della cristianità perugina, l’effettivo fondatore di questa Chiesa, è, a giudizio concorde degli studiosi, antica e seria, confermata da molti solidi argomenti, tra cui la diffusione del culto, come dimostrano le chiese erette ab antiquo in suo onore. Il martirio è collocato concordemente dalle passiones al tempo di Antonino Pio, e cioè al 150 circa. Il martirio è denso di torture e di eventi straordinari ad indicare la singolarità della sua vita e della sua testimonianza. Suo torturatore fu il preside Carisio, che lo fece gettare nelle terme facendone aumentare “sette volte” il calore; se ne sprigionò una intensa luce, che colpì i custodi e i loro familiari, i quali, fattisi cristiani, convinsero Costanzo a ritirarsi a Monticelli, località dell’agro perugino, in casa di un certo Anastasio. Insieme ad altri cristiani Costanzo fu nuovamente gettato in prigione, non senza aver prima guarito degli infermi. Di nuovo i cristiani lo costrinsero a fuggire, ma fu ripreso dalle guardie dell’imperatore, che lo malmenarono e lo rinchiusero in carcere ad Assisi, per essere poi condotto a Spoleto. Ad Assisi erano stati precedentemente rinchiusi dei cristiani spoletini, e cioè il giovane Ponziano e il prete Concordio. Giunto a Spello, Costanzo fu decapitato dalle guardie che ne temevano la fuga all’altezza del “trivio” di Foligno (Trevi?), in una località che al tempo dello storico Jacobilli (sec. XVII) era ancora chiamata “campagna di San Costanzo”: lì sorse in seguito una pieve intitolata al vescovo perugino. Il suo corpo, per indicazione d’un “angelo”, fu identificato e riportato a Perugia da un certo Leviano, forse un funzionario imperiale, che lo seppellì fuori del pomerium, in una parte dell’area cemeteriale del colle “Capraro” o “Calvario”, detta anche, dal nome greco di “capra”, “areola”. Anche nel luogo della sepoltura sorse prima del 1027 una pieve, che, dopo un rifacimento, fu consacrata nel 1205. I resti del martire furono collocati in un sarcofago romano sotto l’altare maggiore. La civica autorità rese ufficiale nel 1310 il culto a san Costanzo come patrono della città e fondatore della diocesi, stabilendo, alla sera della vigilia, una grandiosa “luminaria”, ripristinata da pochi anni, con l’offerta del cero votivo a nome della città.

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San Valerio vescovo di Lucca nel primo secolo
Discepolo di San Pietro e venerato come secondo vescovo della città, successore di San Paolino, secondo la tradizione locale subì il martirio sulla fine del I secolo.

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San Seustio con altri ottanta martiri a Todi sotto Diocleziano
Tratto da http://www.santiebeati.it/dettaglio/91268
Seustio fa parte di un gruppo di ottanta martiri cristiani, battezzati dal vescovo Cassiano, che furono martirizzati a Todi durante la persecuzione indetta da Diocleziano nel 303.
Il proconsole di Todi Ablavio diede esecuzione nella sua zona, alla persecuzione, arrestando e poi condannando a morte i suddetti ottanta cristiani, fra loro era Seustio, nipote dello stesso Ablavio, il quale tentò in tutti i modi di liberarlo, con aiuto della madre e della sorella di Seustio.
Ma dopo aver scoperto che anche la sorella era cristiana e dopo aver tentato inutilmente di farli apostatare, li condannò a morte.
Secondo la tradizione, il corpo di Seustio fu portato in una zona chiamata Confino, presso il lago Trasimeno e lì sepolto.

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San Potamione Vescovo di Agrigento (verso il VI secolo)
TRATTO da http://www.santiebeati.it/dettaglio/91431
Sarebbe successo a Felice-Macario (?). E’ ricordato da Leonzio e dal Metafraste perché nel 571 ammise S. Gregorio II tra i chierici, dopo averlo fatto istruire dal 567.
Viene raffigurato, nella serie dei ritratti dei vescovi che si vedono nel salone dell'episcopio agrigentino, mentre accoglie il piccolo Gregorio e, nella cattedrale, al lato destro dell'organo mentre lo battezza e poi quando lo ammette tra i chierici.
E' pure rappresentato in una trave del soffitto ligneo della cattedrale (1688?) e tra i sette santi vescovi agrigentini in una sala del palazzo vescovile.
Le notizie sulla sua vita provengono dalla biografia di S. Gregorio II, scritta dall'egumeno Leonzio, secondo il quale, battezzò S. Gregorio, lo fece istruire da Damiano e, accoltolo fra i chierici. lo affidò per l'ulteriore istruzione ed educazione all'arcidiacono Donato.
Poiché S. Gregorio fu eletto vescovo attorno al 590, come successore di Teodoro o Teodosio, si pensa che questi sarà stato successore di Potamione e possibilmente si potrebbe stabilire il suo episcopato attorno al 560.
Secondo il Pirro sarebbe vissuto nell'epoca tra Teodorico (518-526) e l'imperatore Giustiniano (527-565).

 

 


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Santi di oggi

i santi di oggi 28-09-2020

Il 28 di questo mese memoria del nostro santo padre e confessore Caritone. Lo stesso giorno memoria del santo profeta Baruk. Lo stesso giorno memoria dei santi martiri e fratelli di sangue Alessandro, Alfeo, Zòssimo e del santo martire Marco il pastore e dei santi martiri Nicon, Neon, Eliodoro e di altre vergini e fanciulli. Lo stesso giorno memoria del santo martire Eustazio il romano. Lo stesso giorno memoria del santo martire Alessandro e di altri trenta martiri suoi compagni.

i santi di domani 29-09-2020

Il 29 di questo mese memoria del nostro venerabile padre Ciriaco, l’anacoreta. Lo stesso giorno memoria dei santi centocinquanta martiri della Palestina e dei santi martiri Trifone, Trofimo e Dorimedonte e della santa martire Petronia. Lo stesso giorno memoria della santa martire Gudelia. Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Kasdo e Kasdoa. Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Dada, Gobdelaà, figlio di Shapur re dei persiani. La santa martire Petronia muore colpita da spada.

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