Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*




31.01: Memoria di San Geminiano primo vescovo di Modena (verso il 348)

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

San Geminiano primo vescovo di Modena (verso il 348)
Tratto da http://www.santiebeati.it/dettaglio/39175

Non è possibile stabilire con esattezza la data del suo episcopato. Gli studi piú recenti lo collocano tra il 342-44 e il 396 ca. E' ritenuto originario del territorio modenese e probabilmente di famiglia romana, come indica il suo nome.
La tradizione ci dice che fu diacono del vescovo Antonio a cui successe per unanime designazione dei suoi concittadini, e che per sottrarsi al gravissimo compito, fuggi da Modena, ma ben presto raggiunto, dovette piegarsi al volere divino.
Il suo governo, sempre secondo la tradizione, fu particolarmente fecondo: la conversione totale della città al Cristianesimo e la consacrazione dei templi pagani al nuovo culto. Queste notizie trovano conferma nelle condizioni generali del tempo; è proprio infatti nel sec. IV, che si realizza quella maturazione ambientale che rese il Cristianesimo preminente sul paganesimo, e che determinò Teodosio I a proclamare il Cristianesimo religione ufficiale dell'impero e a bandire il culto pagano.
Geminiano ci è presentato come uomo di molta preghiera e pietà, inoltre è ricordato il suo potere sui demoni, ed è per questo che la fama della sua santità ne portò il nome fino alla corte di Costantinopoli, dove si recò per ridonare la salute alla figlia dell'imperatore Gioviano. Episodio da ritenersi leggendario perché facilmente ricorrente nella vita di altri santi del tempo. Cosí pure deve ritenersi leggendaria la presenza di s. Severo di Ravenna ai funerali di Geminiano, come riferito nel Liber Pontificalis di Agnello di Ravenna.
Con ogni probabilità il patrono di Modena è il vescovo Geminiano che nel 390 fu presente al concilio dei vescovi dell'Italia settentrionale, presieduto da s. Ambrogio per condannare l'eretico Gioviniano. Nella lettera sinodale di s. Ambrogio a papa Siricio tra le sottoscrizioni dei vescovi si legge: "ex jussu Domini Episcopi Geminiani, ipso praesente, Aper presbiter subscripsi".
I dubbi sorti, che il Geminiano presente a Milano nel 390 fosse il vescovo di Alba, possono dirsi superati dopo gli ultimi studi del Promis, del De Rossi, del Savio e del Lanzoni, che non conoscono nessun vescovo di questo nome ad Alba in quel tempo.
La ricognizione delle sue reliquie, compiuta nel 1955, ha permesso di constatare che il sarcofago, che attualmente le contiene, è certamente quello in cui originariamente è stato deposto il corpo del santo dopo la sua morte. Infatti questo sarcofago presenta tutte le caratteristiche e rispecchia tutte le condizioni di decadenza della fine del IV sec. a cui accenna s. Ambrogio, nella lettera ad Faustinum, descrivendo lo stato di miserevole abbandono, in cui si trovano le già fiorenti città dell'Emilia, tra cui Mutina, da lui visitate. E' in mezzo a tanta desolazione che si manifesta la grandezza di Geminiano ed è proprio questo il motivo fondamentale del piú che millenario culto verso di lui e delle espressioni appassionate dell'antica liturgia modenese che lo invoca a difensore contro le avversità: a qui nos ab errore duxit ad rectum tramitem, habeamus defensorem contra cunctam adversariam potestatem".
La Relatio translationis S. Giminiani, manoscritto del sec. XII, conservato nell'Archivio capitolare, descrive la traslazione e la ricognizione del corpo di s. Geminiano avvenute rispettivamente il 30 aprile ed il 7 ottobre 1106, alla presenza di papa Pasquale II, Matilde di Canossa e di tutta la cittadinanza modenese. Dopo questa del 1106 segue un'altra ricognizione per opera di Lucio III, il 12 luglio 1184, quando, in viaggio per Verona, si fermò a Modena per consacrarvi il duomo. La bellissima iscrizione sulla parete esterna del duomo testimonia il fervore con cui fu accolto il pontefice e la vivissima fede e devozione verso il santo patrono. Dopo il 1184 nessun'altra ricognizione fu compiuta fino al 1955 e ciò si deduce non solo dal silenzio delle cronache sull'argomento, ma anche dagli oggetti ritrovati nel sarcofago: due piccole croci d'argento, un anello e ca. settanta monete d'argento dell'epoca comunale di data anteriore al 1184, con l'esclusione di qualsiasi moneta modenese in circolazione solo dopo il 1200, argomento piú che sufficiente per concludere che la ricognizione del 1955 ha come sua precedente solo quella del 17 luglio 1184.
Tutta la storia modenese è permeata del ricordo di s. G. I piú antichi documenti dell'Archivio capitolare fanno continua menzione della Ecclesia s. Geminiani, il duomò di Modena nel rifacimento iniziato nel 1099 è la Domus clari Geminiani, il sigillo antico della comunità modenese e dell'Università portano l'immagine sua e cosí pure nelle monete modenesi costantemente viene efEigiato il santo patrono. La devozione non è solo diffusa nel modenese ma a San Gimignano in Toscana, a Pontremoli ed a Venezia dove sorgeva una chiesa, rifatta dal Sansovino ed ora abbattuta.
La festa si celebra il 31 gennaio, giorno anniversario della depositio, ed il 30 aprile anniversario della traslazione del corpo.

Tratto da https://www.finetastesofmodena.com/it/san-geminiano/
Egli nacque a Cognento, nei pressi di Modena verso il 312 d.C. Fin da giovane fu ben voluto da tutti perchè era forte e zelante ma al tempo stesso anche amabile e benevolo nel trattare con la gente. La sua famiglia lo mandò a studiare a Modena dove Geminiano conobbe il Vescovo di Modena Antonino e grazie a lui capì di avere la vocazione per seguire Dio.

Il Vescovo Antonino lo aiutò negli studi sacri e ben presto con l'approvazione di tutto il popolo lo nominò suo diacono. Quando il Vescovo Antonino morì, tutti i cittadini di Modena chiesero all'unanimità che Geminiano diventasse il loro nuovo Vescovo, ma secondo la leggenda egli non si sentì degno di questo incarico e scappò. Venne però raggiunto dai modenesi che con insistenza lo convinsero ad accettare l'incarico.

Geminiano aveva il potere di scacciare i demoni dai corpi degli ossessi e per questo l'imperatore Gioviano lo volle a Costantinopoli per liberare dai demoni e guarire sua figlia. Questo episodio è anche riportato nel bassorilievo che orna la "porta dei principi" del Duomo di Modena. San Geminiano fece molti miracoli in vita ed ancor di più ne compì dopo la sua morte. Nel 452 Attila "Il flagello di Dio" (GeiàŸel Gottes) dopo aver invaso il Veneto si apprestava a scendere verso Sud per invadere e sottomettere anche la nostra regione, il popolo modenese invocò l'aiuto di San Geminiano che fece scendere una fitta nebbia su Modena tanto che Attila non riuscì a vedere nulla e proseguì oltre senza procurare danni alla nostra città . Altro miracolo molto caro ai Modenesi riguarda il salvataggio di un bambino che stava precipitando dalla Ghirlandina e inspiegabilmente si salvò, secondo la credenza popolare, San Geminiano lo salvò afferrandolo per i capelli.
Il Vescovo Geminiano morì nel 397 e grazie alla profonda devozione del popolo modenese, il suo sucessore, il Vescovo Teodoro fece costruire sul sepolcro di S. Geminiano il primo Duomo di Modena, il quale venne poi sostituito 4 secoli più tardi da un altro Duomo più bello e più ampio nel quale venne traslata la salma del Santo protettore e che venne denominato "Domus Clari Geminiani" (Casa di San Geminiano).

Tratto da http://www.unesco.modena.it/it/organizza-la-tua-visita/link-cattedrale/san-geminiano
Per San Geminiano, come per molti vescovi della tarda antichità, le notizie certe sono pochissime. Secondo la tradizione egli morì il 31 gennaio 397 e probabilmente nacque nei primi decenni del IV secolo, ma non si sa esattamente dove: la tradizione che lo vuole nativo di Cognento risale al XVI secolo. Apparteneva probabilmente ad una famiglia del ceto medio – alto, quello che forniva i quadri dirigenti e formava l’ossatura della nuova religione, che era stata ufficialmente riconosciuta con l’editto di Milano (313). Impossibile dire quali studi egli abbia compiuto, se non ricorrendo in modo generico alla presenza di tradizioni culturali romane ben consolidate in Modena.
La sua elezione episcopale dovette avvenire per acclamazione da parte della locale comunità cristiana; la consacrazione avvenne probabilmente a Milano, sede metropolitica della provincia ecclesiastica alla quale il vescovado di Modena apparteneva.
Della sua figura storica non sappiamo nient’altro: tutto quello che è stato tramandato attraverso scritti, immagini, musiche è frutto di una tradizione agiografica costruita sull’assenza di dati certi, con lo scopo di magnificarne le gesta, perpetuarne la memoria e il culto.

La comparsa si raffigurazioni relative a San Geminiano segue di quasi sette secoli la sua morte, anche se è storicamente provata una precoce diffusione del culto, tanto intenso anzi da riuscire a spostare il fulcro dell’abitato medievale allargandolo intorno alla sua sepoltura. L’esistenza di uno scarto considerevole fra la vita del santo e la formazione della relativa iconografia trova molteplici giustificazioni: il declino della città in epoca altomedievale, le modalità di formazione del culto e la scarsa consistenza storica del personaggio. Come in molti altri casi analoghi, anche nel caso modenese fondamentale fu il culto delle reliquie, efficace strumento di diffusione del Cristianesimo, promosso da Sant’Ambrogio nella seconda metà del IV secolo.
Le più antiche immagini di San Geminiano compaiono proprio nell’ambito del grande cantiere wiligelmico e costituiscono il fondamento del complesso programma iconografico della Porta dei Principi databile intorno al 1110.
Per tutto il Trecento, con una particolare concentrazione nella prima metà del secolo, l’immagine del patrono modenese fu replicata lungo i muri esterni della cattedrale, quasi a ribadire e rafforzare in tal modo il proprio legame con la comunità cittadina. Ne sono testimonianza i frammenti di affreschi esposti oggi nella Sala d'Arte Sacra dei Musei Civici modenesi.

 

 


Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 24-07-2019

i santi di domani 25-07-2019

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP