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Unità dei cristiani. Il metropolita ortodosso Gennadios: ritrovare l'amore fraterno

data: 21-01-2014 - Intervista di Sua Em.nza il Metropolita

Radio Vaticana



Prosegue la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. L’affermazione dell’Apostolo Paolo “Cristo non può essere diviso” risuona in modo forte nel cuore delle Chiese e dei singoli cristiani, consapevoli che le divisioni tra coloro che confessano il nome di Gesù sono un paradosso e uno scandalo. Lo ribadisce, al microfono di Adriana Masotti, il Metropolita Zervos Gennadios, arcivescovo ortodosso d’Italia e Malta

R. - Questa frase è molto importante per noi, perché Cristo non può essere veramente diviso. Dobbiamo pregare molto affinché questo peccato se ne vada dalle nostre spalle. Gesù Cristo non viene più per essere crocifisso: noi dobbiamo adesso prendere il posto di Gesù sulla Croce, crocifiggere le nostre passioni, la nostra mentalità mondana, collaborando tutti per realizzare la volontà di Dio: che tutti siano una cosa sola!

D. - Fra pochi mesi ci sarà il viaggio di Papa Francesco in Terra Santa e sappiamo che a Gerusalemme vedrà il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo: è un evento che richiama l’incontro tra Paolo VI e Athenagoras. Con che spirito lei ha accolto questa notizia? Come vede questo prossimo incontro?

R. - Io credo che sarà un incontro storico, anche questo! Una felice, grande occasione. Noi dobbiamo amare l’altro, noi dobbiamo salvare l’altro, noi dobbiamo seguire questa linea umana e cristiana dei nostri capi, i quali ci danno un grande esempio di riconciliazione, di amore, di pace, di speranza e di unità. Come dice il Patriarca Bartolomeo: ci incontreremo non solo per incontrare ed onorare il loro gesto, quello di Paolo VI e Athenagoras; ma come capi spirituali abbiamo il dovere di fare appello ed invitare tutti gli uomini di buona volontà al dialogo e di far conoscere loro l’importanza del messaggio di Gesù Cristo, veramente utile per la rinascita dell’esistenza umana. Dunque pensiamo ai poveri, agli ammalati, ai carcerati nei nostri territori; pensiamo a tutti quelli che hanno bisogno della libertà, della giustizia, del nostro aiuto e della nostra protezione. Questo abbraccio, questa preghiera vicino al Sacro Sepolcro sarà veramente un grande avvenimento storico. Speriamo che illumini anche i capi politici e i responsabili per la pace nel mondo.

D. - Per finire, vuole ricordare le questioni principali che ancora dividono le due Chiese sorelle, quella cattolica e quella ortodossa, su cui si sta ancora lavorando…

R. - Io sono in Italia da 50 anni. Sono stato mandato dal Patriarca Athenagoras come diacono, avevo 22 anni; e sono stato compagno di scuola del Patriarca Bartolomeo… Quindi posso dire che l’unica cosa che noi dobbiamo ritrovare è questo amore fraterno: non soltanto con le parole, ma con i fatti! Noi dobbiamo amarci come fratelli. Questa è la nostra esistenza nel mondo: aiutare gli altri, che hanno bisogno. Con Cristo non diviso, la Chiesa e la cristianità può offrire tanto per la pace, per la buona convivenza. Io credo che la riconciliazione sia il ritrovare l’amore vero e fraterno. Questo è il nostro grande dovere: amarsi e considerarci fratelli fra di noi!


 

Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta



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