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Dobbiamo abbracciare il Vangelo e mettere Cristo nel nostro cuore

data: 24-01-2014 - Intervista di Sua Em.nza il Metropolita

di Nadia De Lazzari



A Venezia nella Cattedrale ortodossa di San Giorgio dei Greci è commosso e onorato il Metropolita Gennadios. Dal Vaticano è arrivato un invito davvero speciale. Per la conclusione della Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani, l’appuntamento ecumenico più significativo dell’anno, Papa Francesco ha voluto accanto a sé l’arcivescovo greco. Sabato 25 gennaio 2014, alle 17,30, nella basilica di San Paolo fuori le Mura il “Vescovo di Roma” e il Metropolita ortodosso, insieme ad altri esponenti delle confessioni cristiane, si sono raccolti in preghiera per i Vespri solenni. Per il grande evento è stato realizzato un sussidio. Il tema è tratto dalla prima lettera ai Corinti “Cristo non può essere diviso!” (1,1–17). L’introduzione porta tre autorevoli firme, quella del vescovo di Pistoia Mansueto Bianchi, presidente della Commissione Conferenza Episcopale Italiana (Cei), quella del metropolita Gennadios, arcivescovo d’Italia e di Malta ed esarca per l’Europa meridionale, e quella del pastore metodista e presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, Massimo Aquilante. L’incontro di preghiera ecumenica apre una fioritura tutta nuova tra Roma e le altre Chiese.

Sua Eminenza Metropolita Gennadios Zervos andiamo alla genesi del pontificato di Papa Francesco. Può rievocare la Messa di inizio?

“Era il 19 marzo 2013, un evento storico. Per la prima volta vi ha partecipato un Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I. Si sono chiamati fratelli, tra loro esiste una sincera amicizia. Nel profondo del cuore sentono la grande responsabilità della nostra divisione. Come dice San Paolo: “Cristo non può essere diviso!”. Dobbiamo pregare e amarci di più”.

 

Perciò Papa Francesco …

“E’ una persona rara, mandata da Dio per prendere la responsabilità, come lo furono   il patriarca ecumenico di Costantinopoli Atenagora e il beato Giovanni XXIII (il prossimo 27 aprile sarà canonizzato, ndr).

 

Un Suo ricordo personale con il “vescovo di Roma”.

“In quell’avvenimento straordinario ho preso la benedizione da Papa Francesco. Ho avuto il grande onore e l’immensa gioia di incontrarlo e stargli vicino”.

 

L’invito a partecipare a questi Vespri solenni l’hanno commossa.
“Sì, mi sento onorato di poter pregare con Papa Francesco. La preghiera è la più grande illuminazione. Significa unire, cioè amare lo stesso Dio. Papa Francesco mi dà la forza e il coraggio di continuare la mia missione in questo nobile Paese, ricco di cultura e di arte. Papa Francesco: è Dio che mi aiuta a realizzare la sua volontà”.

 

S.E. Metropolita Gennadios ha una storia davvero speciale. E’ il primo Vescovo ortodosso ordinato sul suolo italiano e arriva dopo 275 anni dall’ultimo metropolita ortodosso. E’ in Italia da 50 anni dove ha studiato e ha sempre lavorato per l’incontro tra Oriente e Occidente.

“I Vescovi ortodossi venivano sempre ordinati a Costantinopoli. Il mio ricordo va nel giorno della mia ordinazione alla presenza dei rappresentanti del Vaticano e dell’Italia. E’ successo a Napoli il 26 novembre 1970. Ho studiato con i gesuiti. Ho vissuto il fanatismo e l’odio, credo nella fratellanza e nel rispetto gli uni con gi altri. Nella città partenopea abbiamo dato vita a un gruppo interconfessionale per realizzare la volontà di Dio, cioè la riconciliazione, il dialogo di amore e di pace”.

 

Quali sono le problematiche attuali che La preoccupano?

“Sono numerose. La crisi economica mondiale. Dobbiamo pentirci per gli errori commessi e capire bene dove abbiamo sbagliato. Cristo ci illuminerà e ci farà uscire da questa crisi. Mi preoccupa la povertà. I confini si sono allargati. Dobbiamo farci carico dei bisognosi. Il lavoro è diventato precario. Incontrando il volto sofferente dei poveri, degli immigrati, dei disoccupati incontriamo Gesù Cristo. A Venezia, sede della nostra Arcidiocesi dal 1996, e in Italia li accogliamo con fratellanza”.

 

Quale speranza per i giovani?

“Credo che la nuova generazione debba conoscere e avere fiducia in Cristo. Dobbiamo abbracciarla accettando anche i loro errori. La famiglia e la Chiesa sono guide educative e spirituali fondamentali. I giovani sono un tesoro inestimabile, sono il futuro dell’umanità. A Venezia mi congratulo e apprezzo l’impegno di un’associazione di volontariato che da oltre 20 anni costruisce ponti di pace nel mondo, anche dove ci sono conflitti bellici. Essa crea legami tra bambini di differenti culture e religioni. Incoraggio loro e gli insegnanti a continuare su questa strada a più mani”.

 


In conclusione …
“L’opera di Papa Francesco è straordinaria. Come straordinario sarà in Terra Santa, il prossimo maggio, l’incontro ecumenico con tutti i rappresentanti delle Chiese cristiane di Gerusalemme insieme al Patriarca Bartolomeo I di Costantinopoli. Il pellegrinaggio commemora l’abbraccio di 50 anni fa tra Papa Paolo VI e il Patriarca Atenagora. Dobbiamo abbracciare il Vangelo e mettere Cristo nel nostro cuore. E’ la nostra salvezza”.

 


   (Nadia De Lazzari)                                ©RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta



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