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21.02: Memoria di San Paterio vescovo di Brescia (verso il 606)

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

San Paterio vescovo di Brescia (verso il 606)

 

Tratto da

http://www.santiebeati.it/dettaglio/96921

 

Nella cronologia dei santi Vescovi di Brescia, agli inizi del VII secolo, è menzionato San Paterio (o Paterius).
Tutti gli storici concordemente affermano che il suo fu un episcopato molto breve tra il 604 e il 606, mentre alcuni Annuari diocesani lo collocano tra il 630 e 642.
Anche se alcuni, lo indicano quale benedettino romano discepolo di San Gregorio Magno, sia P. Guerrini che F. Lanzoni lo escludono categoricamente; inoltre viene anche escluso che il santo bresciano si possa identificare con l’omonimo vescovo ricordato nel calendario napoletano del XII secolo.
Di lui non sappiamo nulla.
Il nome di S. Paterio è riportato in sei manoscritti dei secoli XI-XV e in due corsi di litanie monastiche primitive.
Nel martirologio romano la sua festa è riportata il 21 febbraio, mentre in quello bresciano la sua memoria è fissata il 25 febbraio a ricordo della traslazione del suo corpo avvenuta nel 1479. Dal 1962 la sua festa è stata conglobata al 20 aprile insieme a tuti i santi bresciani.
Secondo alcuni, S, Paterio venne sepolto in San Fiorano, sul colle Degno in territorio bresciano. A questa prima sepoltura sarebbe seguita una traslazione delle reliquie che posero i suoi resti sotto l’altare maggiore della chiesa monastica di Sant’Eufemia della Fonte. Successivamente, il 25 febbraio 1479, i monaci trasportarono il corpo del vescovo, in una cappella a lui dedicata. Nel XVII secolo, nel corso di alcuni importanti restauri alla chiesa venne costruito un altare, il primo a destra presso il battistero, dedicato a San Paterio. E, nel 1616, il corpo del presule venne collocato  in quella sede. Nel 1787, nel corso di un’ultima ristrutturazione della chiesa, le reliquie vennero riportate sotto l’altare maggiore e racchiuse in un’urna marmorea con l’indicazione dedicatoria.
Infine, le spoglie furono accolte in una nuova arca realizzata appositamente, e collocata nella cripta della chiesa.
Dalla seconda metà dell'Ottocento l’arca di San Paterio si trova esposta nel museo cittadino di Santa Giulia.
Al santo è stata dedicata la chiesa parrocchiale di Paisco Loveno in valle Canonica.

 

Tratto da http://www.silvanodanesi.info/?p=629

Gli storici, quasi concordemente, assegnano a S.Paterio un episcopato breve. Gli annuari diocesani lo collocano tra il 630 e il 643.
In un discorso del vescovo Ramperto, Paterio figura come il sedicesimo vescovo di Brescia dopo S. Filastrio, quindi il venticinquesimo nei dittici della Chiesa bresciana, tra Paolo III e Anastasio.
Il suo nome, di sapore esotico, ha fatto pensare ad una probabile origine orientale, ma si tratta solo di una congettura senza alcuna solida prova.
L’epoca del suo episcopato cade nel periodo del pontificato di Gregorio Magno e forse per questo viene erroneamente identificato in quel discepolo Paterio che il pontefice dice essere suo notaio secondicerio.
Il Martirologio bresciano assegna al santo un posto in più nelle sue pagine al 25 febbraio, per ricordarne la traslazione del corpo, nel 1478, da S. Eufemia della Fonte a S. Eufemia entro le mura.
Il vescovo Landolfo II aveva trasportato il corpo del santo dalla prima sepoltura in S. Fiorano, alla chiesa abaziale di S. Eufemia della Fonte, dove rimase sepolto, nella cripta del monastero, fino al 1478. Dopo che i monaci ebbero costruito il nuovo monastero in città, il 25 febbraio 1478 il venerato corpo del Santo fu traslato nella grande chiesa di S. Eufemia dentro le mura.
Nella Diocesi di Brescia a S.Paterio è dedicata la chiesa parrocchiale di Paisco, piccolo paese della Valle Camonica.

 

 

 

 


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