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23.02: Memoria di Santa Romana di Todi (verso il 324)

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

Santa Romana di Todi (verso il 324 )

Seguendo la sua vocazione religiosa fuggì di casa, all’età di 10 anni raggiunse sul monte Soratte San Silvestro per farsi battezzare. Si incamminò poi da sola verso la città di Todi. Nelle gole del Forello pose la sua dimora all’interno di una grotta. Sebbene vivesse solitaria, la sua preghiera costante e la sua fede erano tali che molti cristiani si avvicinarono a Lei lodandone la santità. Romana morì nella preghiera contornata dai fedeli, nell'anno 324 d.C.

  

Tratto da

http://www.santiebeati.it/dettaglio/42500

 

Romana era figlia di Calfurnio, prefetto di Roma. Abbracciata la fede cristiana rinunciò ad ogni agio e comodità che il suo rango le avrebbe consentito.
Seguendo la sua vocazione religiosa fuggì di casa, all’età di 10 anni raggiunse sul monte Soratte San Silvestro per farsi battezzare.
All’interno della chiesa di Santa Romana sul Soratte (montagna della Sabina) c’è la seguente iscrizione: " 23.FEBEUARII ^ TUDERTI ^ S. ROMANE VIRGINIS QUE A S. SILVESTRO BAPTIZATA IN HANC ANTRI ET SPELUCIS CELESTE VITA DUXIT ET MIRACULORV.GLORIS CLARUIT ". Ai nostri giorni è quasi illeggibile.
Santa Romana sul monte Soratte visse in un eremo; volle vivere proprio in quella grotta forse perché si sentiva vicina a Papa Silvestro di cui ne ammirava la santità. Ed ecco che nasce proprio in questi luoghi un rapporto leggendario fra il Santo e la sua devota, che lo raggiungeva in cima al monte, forse utilizzando qualche passaggio segreto, incuneandosi nelle viscere del monte.
Silvestro ogni volta l’ammoniva ed una volta gli disse: “ora ritornerai quando saranno fiorite le rose.” Era in pieno inverno, che aveva più volte macchiato di bianco le ripide ascese del monte, quando una mattina Romana tornò da Silvestro con una rosa: era fiorita.
La Santa si incamminò poi da sola verso la città di Todi. Nelle gole del Forello pose la sua dimora all’interno di una grotta. Sebbene vivesse solitaria, la sua preghiera costante e la sua fede erano tali che molti cristiani si avvicinarono a Lei lodandone la santità.
Romana morì nella preghiera contornata dai fedeli, nell'anno 324 d.C. Il corpo della Santa fu sepolto nella grotta in cui visse e nella quale fu costruito un altare dove venivano continuamente celebrate messe.
Nel 1301 il suo corpo fu traslato in San Fortunato.

  

Tratto da https://jacopinodatodi.wordpress.com/2015/05/16/santa-romana/

Romana, fin da piccina, fu infervorata dalla vocazione religiosa, tant’è vero che a soli dieci anni lasciò gli agi nei quali viveva, essendo figlia del Prefetto di Roma Calfurnio. La fede cristiana l’aveva talmente presa che, lasciata la Città Eterna, si recò sul monte Soratte (montagna della Sabina, alta 691 metri e lontana da Roma 45 km), dove viveva San Silvestro, per ricevere il battesimo dalle mani dell’eremita stesso. Romana visse in una grotta e giornalmente raggiungeva, forse percorrendo impervi passaggi segreti nel ventre della montagna, Silvestro, del quale era devotissima. Dentro la chiesa dell’eremo di Santa Romana sul monte Soratte, ormai quasi indecifrabile, si legge la seguente iscrizione: “23.FEBEUARII ^ TUDERTI ^ S. ROMANE VIRGINIS QUE A S. SILVESTRO BAPTIZATA IN HANC ANTRI ET SPELUCIS CELESTE VITA DUXIT ET MIRACULORV.GLORIS CLARUIT”. Si dice che Romana fosse rimproverata da San Silvestro per le assidue visite che sarebbero potute esser male interpretate dai pastori e dai contadini. Narra sempre la leggenda che il Santo le disse: “Tornerai da me soltanto quando fioriranno le rose”. Essendo in pieno gennaio, San Silvestro intendeva che Romana potesse tornare in maggio, appunto il mese dello sbocciare di questi fiori. Romana tornò alla sua grotta e si mise in preghiera. Quella notte cadde tanta neve ed il monte Soratte era tutto imbiancato. Sebbene il freddo e la neve, fuori dell’antro, Romana si avvide che era germogliato un cespuglio di bellissime e profumate rose. Lei ne colse una e si avviò, come tutti i giorni, verso l’eremo, in cima al monte. Prima che Silvestro la rimbrottasse, gli mostrò il fiore dicendo: “Perdonami o Padre ma le rose sono fiorite”. Un giorno, secondo una leggenda, le apparve una colomba che la sollecitò a recarsi a Todi e lei decise di andare, sola, a piedi, verso questa Città. Raggiunse la gola del Forello e in quel luogo prese dimora in una grotta, dove trascorreva il tempo nella preghiera. Tanta fu la sua santità che, nel territorio tuderte, la sua fama raggiunse la povera gente che accorse sempre più numerosa presso di lei. Santa Romana morì nel 324, attorniata dai suoi fedeli, che la piansero profondamente. Fu venerata per un millennio, tanto che, nel 1301, il suo corpo, che riposava nella sua grotta, sotto un altare, fu portato a Todi e deposto nell’interno del Tempio di San Fortunato.

 

 


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