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13.03: Memoria di Sant’Ansovino vescovo di Camerino (verso 868)

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

Sant’Ansovino vescovo di Camerino (verso 868)

 

tratto dal quotidiano Avvenire

Sant'Ansovino fu vescovo di Camerino, di cui è patrono, alla metà del IX secolo, precisamente dall'850 all'868, presumibile data della sua morte. Di origini probabilmente longobarde, fu educato presso la scuola della cattedrale di Pavia. Prima di essere scelto come vescovo della località marchigiana, fu consigliere dell'imperatore Ludovico II sempre a Pavia. La sua carità e la visione netta del proprio ruolo pastorale lo portarono a contestare con coraggio proprio il sovrano: infatti, non accettò l'episcopato fin quando non ebbe da Ludovico l'assicurazione che non gli sarebbe stato chiesto di impugnare le armi, come purtroppo spesso accadeva ai vescovi del tempo

 

tratto da 

http://www.santiebeati.it/dettaglio/45100

 

Ludovico II, re d'Italia, associato all'impero dal padre Lotario I, volle Ansovino a Pavia come suo consigliere e confessore. Alla morte del vescovo di Camerino, Fratello, i concittadini lo elessero suo successore, ma Ansovino accettò solo quando Ludovico, rassegnato a perderlo, lo ebbe prosciolto dall'obbligo di servire in armi l'impero. Consacrato a Roma da Leone IV, vi ritornò per il Concilio Romano indetto da Niccolò I nell'861, e si firmò Ansuinus Camerinensis.

Il suo ministero si distinse per la generosità verso i poveri e per l'impegno posto nella pacificazione delle fazioni. Morì il 13 marzo nel diciottesimo anno del suo episcopato. In quel giorno lo ricordano i martirologi, tra cui quello dei Canonici Regolari Lateranensi. Un sarcofago monumentale eretto verso il 1390 nella Metropolitana di Camerino, conserva il suo corpo.

Anticamente la festa era celebrata con luminarie a cui partecipavano i sindaci di oltre ottanta castelli dello stato di Camerino. Al suo nome e a quello di s. Venanzio fu dedicata nel 1674 dalla comunità camerinense di Roma la chiesa di S. Giovanni in Mercatello (poi di S. Maria di Loreto ai piedi del Campidoglio, demolita nel 1999. Oltre a due chiese rurali in diocesi di Camerino i torricella e Avacelli), portano il nome di Ansovino la parrocchiale di Casenove (Foligno), quella giá dei Minori Osservanti di Bevagna ed un'altra, ora scomparsa, presso Monsammartino.

 

 

 

 

 

 

 

Panegirico in onore di s. Ansovino vescovo, e protettore di Camerino …

Sta in

https://books.google.it/books?id=lvniVJvpbEcC&pg=PA1&lpg=PA1&dq=ANSOVINO+VESCOVO+DI+CAMERINO&source=bl&ots=EkWcp2jdb4&sig=H2Xu_DLU6tQ3gRdu7ENDDCKeWsM&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiH_vb9hOXZAhWBShQKHWW3C-IQ6AEIOjAD#v=onepage&q=ANSOVINO%20VESCOVO%20DI%20CAMERINO&f=false

 

 

 

 

 

 

 

 

CHIESA DI S. ANSOVINO (Avacelli)

tratto da

http://www.avacelli.it/Pagine/arte_libro2.htm

Questa piccola chiesa è interessante giù per il suo titolo perché S.Ansovino, di stirpe longobarda e vescovo di Camerino dall'850 all'868, fu "contestatore delle leggi franche che costringevano abati e vescovi alla milizia e alla guerra" e perché è patrono della diocesi di Camerino (A.A.Bittarelli).

 

La chiesetta di S. Ansovino, studiata sotto il profilo artistico dal Serra e dal Cardelli e sotto il profilo storico dal Sassi (1), è situata tra Serra S. Quirico e Avacelli, nella profonda valle sottostante questo ultimo centro. Forse per tale posizione è denominata "Santo Ansovino de la fossa" giù nella prima menzione che risale all'anno 1082, regnante Enrico imp. et temporibus domno Rainerio dux et marchio, contenuta in un atto di donazione all'abbazia di S. Vittore alle Chiuse di alcune terre vicine alla chiesetta da parte di un piccolo feudatario del luogo. L'atto ci rivela fra l'altro che la zona faceva parte del ducato longobardo di Spoleto (ibis). La seconda menzione è del febbraio del 1084 e si ritrova in un atto di vendita alla stessa abbazia di S. Vittore di altre terre situate nelle vicinanze della chiesa di S. Ansovino; la terza è del settembre dello stesso anno, in un altro atto di vendita.

 

Un'altra donazione del 1102 ricorda ancora la nostra chiesetta. Il Sassi comunque, sulla base di altri documenti, esclude che essa appartenesse a S. Vittore e in mancanza di dati certi ipotizza, a motivo della dedicazione, una fondazione secolare, da parte cioè del vescovado di Camerino, nella cui diocesi, che ha per patrono S. Ansovino, rientrava e rientra tuttora la piccola chiesa. Ma dall'esame della bolla di Innocenzo III del 1199, confermante alla abbazia di S. Elena i beni da questa posseduti, si rileva che a tale abbazia apparteneva anche la ecclesiam sancti Ansovini (2). La chiesetta risalirebbe all'XI secolo e costituisce una ulteriore testimonianza del vasto raggio di influenza religiosa e civile dell'abbazia di S. Elena anche questa in territorio diocesano di Camerino).

 

Dal punto di vista architettonico, si tratta di una chiesetta romanica, costruita in blocchetti irregolari di pietra, a pianta rettangolare, conclusa da una graziosa, piccola abside semicircolare traforata da una monofora a doppio strombo e ornata da colonnine con capitelli che terminano in corrispondenza di una semplice fascia decorativa, originariamente forse ad archetti. Archetti pensili e due monofore sono parzialmente visibili sulla originaria parete destra (3), per gran parte coperta dalla abitazione colonica che successivamente vi è stata addossata. La facciata ha lesene ai lati e mostra una tripartitura verticale, determinata dal tenue aggetto di un corpo intermedio includente sia il piccolo portale con arco a pieno centro, sia la nicchietta con croce scolpita su una lastra di pietra e la sovrastante finestra circolare. All'interno è ben visibile la struttura a due campate, ciascuna di pianta quasi quadrata, distinte da due semipilastri addossati alle pareti e sormontati da capitelli, di cui il destro di notevole interesse. In origine le due campate, oggi coperte da tetto a capriate, dovevano avere copertura a crociera (4). Sui muri laterali si incurvano due archi a tutto sesto convergenti su detti capitelli; sulla parete di destra, oltre alle due accennate monofore, ora chiuse, sono visibili una porticina anch'essa chiusa e tracce di affreschi. A tutto sesto è anche la doppia arcata absidale poggiante su quattro pilastrini per lato, sormontati da capitelli di notevole interesse dei quali, come dei precedenti, si parlerà nel capitolo della scultura. La chiesa risalirebbe all'XI secolo e tale datazione non è esclusa dallo stesso Cardelli sulla base di elementi stilistici. Si tratta dunque di uno dei monumenti più antichi della Vallesina e di uno dei pochi esemplari integralmente romanici (per la visita all'interno contattare il parroco di Avacelli).

 

1. L. SERRA, op. cit.; E. CARDELLI, Una chiesetta del XII secolo nelle Marche, in Rassegna Marchigiana Arti Fig. a. VIII, fase. VIII-X, 1930, p. 297. R. SASSI, Intorno all'origine di S. Ansovino di Avacelli, in Rassegna marchigiana, cit., fasc. XI-XII, 1930. Per la figura del vescovo Ansovino cfr. A.A.BITTARELLI, Longobardi e benedettini nelle valli di Pieve Torina e Monte Cavallo, in Istituzioni e società nell'alto medioevo marchigiano, cit., pp. 583-586

1 bis. SASSI, op, cit.

2. Ann. Camald. t. IV app. CXXXVIII. Che si tratti della nostra chiesetta è convalidato dall'essere questa elencata immediatamente prima di altri beni dell'Abbazia nella zona, in particolare prima della "ecclesiam sancte Maria de Monte-Morano".

3. La parete sinistra è stata invece ricostruita.

4. E. CARDELLI, op. cit.

 

 


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