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15.03: Memoria di San Zaccaria, Greco di Calabria , papa e patriarca di Roma dal 741 al 752 e traduttore in greco dei Dialoghi di San Gregorio Magno

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

San Zaccaria, Greco di Calabria , papa e patriarca di Roma dal 741 al 752 e traduttore in greco dei Dialoghi di San Gregorio Magno

 

Greco, probabilmente era diacono a Roma quando venne eletto come successore di Gregorio III (731-741). Quando salì al soglio pontificio i Longobardi premevano alle porte di Roma, comandati dal re Liutprando. La questione longobarda impegnò a lungo Zaccaria che incontrò Liutprando a Terni nel 742. Il papa, però, intervenne anche a favore dell'esarcato di Ravenna, invaso nel 743, e della Pentapoli, minacciata dal duca del Friuli, Rachis. Papa Zaccaria si trovò anche a legittimare la nuova dinastia carolingia in Francia. Infine, convocò due Sinodi per Roma, nel 743 e 745. A lui si deve la traduzione dei «Dialoghi» di san Gregorio Magno, eseguita per i monasteri greci di Roma e d'Italia.

 

 

Tratto da

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91636

 

Papa  dal 10 dicembre 741 al 15 marzo 752, Zaccaria era di famiglia greca, residente in Calabria, dove nacque verso il 700 ca.. Doveva essere un diacono della Chiesa di Roma, perché il suo nome si trova tra i firmatari del Sinodo Romano del 732.
Fu eletto papa nel dicembre 741, succedendo a Gregorio III (731-741), senza richiedere più la conferma dell’esarca imperiale; il periodo in cui salì al trono pontificio, era piuttosto difficile per la Chiesa, con i Longobardi che premevano alle porte di Roma e che già con il suo predecessore, avevano invaso il ducato romano, comandati dal re Liutprando.
Inoltre la situazione generale era abbastanza confusa, con gli esarchi di Ravenna, molto instabili nelle loro relazioni con i papi, l’Impero d’Oriente in piena lotta iconoclasta e la stessa Roma era in una situazione non bene determinata, perché non era più soggetta all’imperatore bizantino, ma non era neppure ancora indipendente.
Fu impegnato per vario tempo, nel trovare una soluzione pacifica con il re longobardo invasore Liutprando (712-744), che incontrò a Terni nel 742 e dal quale ottenne la restituzione delle città di Amelia, Orte, Bomarzo e Blera, precedentemente occupate; riuscì a riavere anche altri territori che i Longobardi occupavano da 30 anni e infine stipulò con il re una tregua ventennale.
Nel 743 papa Zaccaria, dovette intervenire di nuovo con Liutprando, incontrandolo a Pavia, per distoglierlo dal proseguire la guerra contro l’esarcato di Ravenna, che i Longobardi volevano togliere ai Bizantini, operazione che fu portata a termine con successo dal papa.
Stessa opera di mediazione e stesso successo l’ebbe con il duca del Friuli Rachis, re longobardo, che aveva invaso la “Pentapoli” (regione comprendente cinque città delle Marche, Ancona, Rimini, Pesaro, Fano, Senigallia) originariamente una provincia bizantina.
Rachis (744-749) convinto dal papa, rinunciò all’impresa e si fece monaco nel 749, lasciando il regno al fratello Astolfo (749-756), il quale purtroppo occupò l’esarcato di Ravenna nel 751, giungendo a minacciare la stessa Roma, ma la storia prosegue con il successore di s. Zaccaria, papa Stefano II.
Altro fatto importante del suo pontificato, fu la legittimazione della nuova dinastia carolingia in Francia, che sostituiva la decadente stirpe merovingia, nella persona del suo ultimo rappresentante Childerico III, per questo consacrò re dei Franchi Pipino il Breve (714-768), futuro padre di Carlo Magno; fu la prima investitura di un sovrano da parte di un pontefice.
Riguardo l’Impero d’Oriente, ebbe rapporti burrascosi con l’imperatore Costantino V Copronimo (718-775), fautore della politica iconoclasta, riuscendo alla fine a renderlo favorevole alla Chiesa di Roma.
Convocò due Sinodi per Roma, nel 743 e 745, confermando la condanna pronunciata da s. Bonifacio contro i due eretici Adalberto e Clemente. Governò la Chiesa ed i territori che le appartenevano per dieci anni, le terre venivano coltivate mediante colonie agricole bene organizzate; fece restaurare il palazzo danneggiato del Laterano; abbellì la chiesa di S. Maria ‘Antiqua’ ai piedi del Palatino, ove ancora si conserva il suo ritratto, eseguito quando era ancora vivente.
Papa Zaccaria ultimo papa greco, fu un uomo di vasta erudizione ed a lui si deve la traduzione dei ‘Dialoghi’ di s. Gregorio Magno, eseguita per i monasteri greci di Roma e d’Italia e che ebbe vasta diffusione in Oriente. Morì il 15 marzo 752 a Roma e venne sepolto in S. Pietro.

 

Tratto da http://www.treccani.it/enciclopedia/santo-zaccaria-papa/

 

Zaccarìa papa, santo. - Greco (m. 752) dell'Italia meridionale, successe (741) a Gregorio III. Non si hanno notizie della sua vita precedente l'ascesa al soglio pontificio. Divenuto papa, la sua politica mirò soprattutto a rendere il ducato romano indipendente da Bisanzio. Non seguì la politica del suo predecessore favorevole a Trasamondo, duca di Spoleto, ma si intese con Liutprando, re dei Longobardi, ottenendo di unire al ducato romano le città di Amelia, Orte  Bomarzo e Bieda. Intervenne (743) con successo presso Liutprando in favore di Ravenna  minacciata. Esercitò grande influenza anche sul successore Rachi, il quale, seguendo i suoi consigli, abbandonò l'assedio di Perugia e poi lasciò il trono per ritirarsi a Montecassino (749). Strinse rapporti con la casa dei maggiordomi franchi, intervenendo anzi per l'elezione a re di Pipino, con il proposito di contrapporlo all'ambizione del re dei Longobardi Astolfo. Morì poco dopo l'occupazione di Ravenna da parte dei Longobardi. Festa, 15 marzo.

 

Consutare anche

 

Emilio Pistilli

Il PrIvilegio di Papa Zaccaria  del 748

Sta in

 

http://www.studicassinati.it/db1/jupgrade/images/stories/libri/2009/2009-04.pdf

 

 

 

 

 


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