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19.03: Memoria dei Santi Crisanto e Daria, sposi, Claudio tribuno, Ilaria sua sposa con i loro figli Mauro e Giasone ed ancora con il prete Diodoro e il diacono Mariano e tanti altri cristiani uccisi per la loro fede a Roma sotto Numeriano (verso il 283)

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

Santi Crisanto e Daria, sposi, Claudio tribuno, Ilaria sua sposa con i loro figli Mauro e Giasone ed ancora con il prete Diodoro e il diacono Mariano e tanti altri cristiani  uccisi per la loro fede a Roma sotto Numeriano (verso il 283)

 

Tratto dal quotidiano Avvenire

 

Crisanto figlio di un certo Polemio, di origine alessandrina, venne a Roma per studiare filosofia al tempo dell'imperatore Numeriano (283-284), qui ebbe l'occasione di conoscere il presbitero Carpoforo e si fece battezzare. Il padre Polemio cercò in tutti i modi di farlo tornare al culto degli dei, si servì anche di alcune donne e specialmente della bella vestale Daria. Ma Crisanto riuscì a convertire Daria e di comune accordo, simulando il matrimonio, poterono essere lasciati liberi di predicare, convertendo molti altri romani al Cristianesimo. La cosa non passò inosservata, scoperti furono infine accusati al prefetto Celerino, il quale li affidò al tribuno Claudio, che però si convertì insieme alla moglie Ilaria, i due figli Giasone e Mauro, alcuni parenti ed amici e i settanta soldati della guarnigione, che aveva in custodia gli arrestati. Scoperti, vennero tutti condannati a morte dallo stesso imperatore Numeriano. Crisanto e Daria furono condotti sulla Via Salaria, gettati in una fossa e sepolti vivi

 

 

 

 

 

 

 

Tratto da

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92161

I  due santi patroni della città di Reggio Emilia vissero e morirono nel III secolo, l’anno del martirio si suppone fosse il 283; sono ricordati singolarmente o in coppia in svariati giorni dell’anno secondo i vari Martirologi e Sinassari, mentre il famoso Calendario Marmoreo di Napoli e per ultimo il Martirologio Romano, li ricordano il 25 ottobre.
I due martiri sono raffigurati in varie opere d’arte, reliquiari, pannelli, affreschi, mosaici, per lo più di origine italiana, situati in alcune città d’Italia, di Germania, Austria e Francia; questo testimonia la diffusione del loro antichissimo culto in tutta la Chiesa.
La loro vicenda, narrata in modo epico e fantasioso dalla ‘passio’, risente senz’altro della lontananza del tempo e della necessità di ricostruire la ‘Vita’ con pochissime notizie certe.
Questa ‘passio’ di cui si hanno versioni in latino e in greco, era già esistente nel secolo VI poiché era nota a s. Gregorio di Tours (538-594), vescovo francese e grande storico dell’epoca.
Crisanto figlio di un certo Polemio, di origine alessandrina, venne a Roma per studiare filosofia al tempo dell’imperatore Numeriano (283-284), qui ebbe l’occasione di conoscere il presbitero Carpoforo, quindi si istruì nella religione cristiana e poi battezzare.
Il padre Polemio cercò in tutti i modi di farlo tornare al culto degli dei, si servì anche di alcune donne e specialmente della vestale Daria, dotta e bella donna.
Ma Crisanto riuscì a convertire Daria e di comune accordo, simulando il matrimonio, poterono essere lasciati liberi di predicare, convertendo molti altri romani al Cristianesimo.
Ma la cosa non passò inosservata, scoperti furono infine accusati al prefetto Celerino, il quale li affidò al tribuno Claudio, che in seguito ad alcuni prodigi operati da Crisanto, si convertì insieme alla moglie Ilaria, i due figli Giasone e Mauro, alcuni parenti ed amici e gli stessi settanta soldati della guarnigione, che aveva in custodia gli arrestati.
A questo punto intervenne direttamente l’imperatore Numeriano che condannò Claudio ad essere gettato in mare con una grossa pietra al collo, mentre i due figli e i settanta soldati vennero decapitati e poi sepolti sulla Via Salaria; dopo qualche giorno anche Ilaria mentre pregava sulla loro tomba morì.
Anche Crisanto e Daria dopo essere stati sottoposti ad estenuanti interrogatori, furono condotti sulla Via Salaria, gettati in una fossa e sepolti vivi sotto una gran quantità di terra e sassi
Dagli ‘Itinerari’ del secolo VII, si sa che i due martiri erano sepolti in una chiesetta del cimitero di Trasone sulla medesima Via Salaria nuova. Una notizia certa riferisce che per la festa dei santi martiri, affluivano molti fedeli ai loro sepolcri e che il papa Pelagio II nel 590, dette alcune reliquie ad un diacono della Gallia.
Per  la storia delle reliquie, la tradizione vuole infatti che furono operate tre traslazioni, una da papa Paolo I (757-767) che dalla Via Salaria le avrebbe portate nella chiesa di S. Silvestro a Roma; la seconda da papa Pasquale I (817-824) che invece le avrebbe trasferite dalla Via Salaria alla Chiesa di Santa Prassede e l’ultima da papa Stefano V (885-891), che le avrebbe portate al Laterano.
Da questa ultima chiesa poi nell’884 sarebbero state portate nel monastero di Münstereiffel in Germania, ancora nel 947 le reliquie sarebbero state trasferite a Reggio Emilia, di cui s. Crisanto e s. Daria sono i patroni, ad opera del vescovo Adelardo, il quale le avrebbe avute da Berengario che a sua volta le aveva ricevute nel 915 da papa Giovanni X

Altre città rivendicano il possesso di reliquie come Oria (Brindisi), Salisburgo, Vienna, Napoli.
Il duomo di Reggio Emilia possiede i due busti reliquiari in argento dei martiri, opera di Bartolomeo Spani.

 

Tratto da

http://www.calendariobizantino.it/calendario-4.69807600.0.html

 

San Crisanto, figlio di un senatore pagano, nacque ad Alessandria d'Egitto. Affinché studiasse, il padre lo mandò a Roma, dove Crisanto conobbe un vescovo che lo convertì e istruì alla fede cristiana. Quando suo padre lo scoprì, lo fece rinchiudere in carcere nella speranza che abbandonasse Cristo, ma vedendo che il figlio restava fermo nelle sue posizioni, comandò che Daria, giovane e bella filosofa di Atene di fede pagana, fosse condotta a Roma, l'uomo infatti sperava che il figlio, innamorandosi e sposando la fanciulla, si sarebbe allontanato dalla fede in Cristo, ma le cose andarono in modo diverso: fu Crisanto a convertire Daria e, simulando con lei il matrimonio, riuscirono liberamente a predicare e convertire molte persone. Quando furono scoperti, però, vennero sepolti vivi in un pozzo di fango, diventando in questo modo martiri della fede,  nell'anno 283, durante il regno di Numeriano.

 

 

Tratto da http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2015/10/25/SANTI-CRISANTO-E-DARIA-Santo-del-giorno-il-25-ottobre-si-celebrano-i-Santi-Crisanto-e-Daria/648896/

San Crisanto (o Crisante) era figlio di un nobile pagano, il quale cercò di riportarlo al paganesimo in seguito alla sua conversione alla fede cristiana, avvenuta a Roma con l'aiuto del prete Carpoforo. Per riuscirci, il padre mandò a San Crisanto una bellissima vestale, San Daria, la quale però si convertì a sua volta e decise di rimanere con lui in una casta unione. Durante questo periodo, i due insieme riuscirono a convertire numerosi romani, tra cui Ilaria, Giasone, Mauro e Claudio (quest'ultimo era proprio il tribuno incaricato di custodire i due ragazzi in arresto, successivamente ucciso a sua volta insieme alla moglie e ai figli), prima di essere uccisi come martiri durante l'impero di Numeriano. Dal momento che la credenza pagana impediva di versare il sangue di una vestale, per non scatenare l'ira degli dèi, Daria e Crisanto vennero sepolti vivi intorno al 283 d.C. 

Alcune recenti indagini scientifiche hanno confermato questa tradizione , dal momento che i corpi identificati appartengono a due ragazzi sui quali non ci sono segni di violenza, dunque la causa della morte è compatibile con la storia agiografica; l'analisi ha rilevato una elevata presenza di piombo ad indicare l'appartenenza dei due ad una classe sociale agiata, dal momento che solo questa parte di popolazione aveva accesso all'acqua corrente in casa, trasportata appunto in tubi di piombo. La tradizione vuole che nel corso dei secoli siano state effettuate tre traslazioni delle reliquie dei Santi, durante le quali sarebbero state portate in tre chiese romane e da qui in altri centri religiosi d'Europa e d'Italia; La loro memoria è stata tramandata fin dai primi secoli, durante i quali è tratta l'iconografia tradizionale che li vuole raffigurati in abiti bianchi secolari; di loro si trova testimonianza negli antichissimi Martirologi della Chiesa, nonché nei mosaici di Sant'Apollinare a Ravenna e nelle notizie storiche di San Gregorio di Tour, vescovo francese vissuto nel VI secolo. 

 


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i santi di oggi 19-04-2019

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i santi di domani 20-04-2019

Sabato di Lazzaro; San Teodoro Trichinas; Santi Vittore, Zotico, Zeno e compagni, martiri; San Zaccheo, apostolo; San Anastasio I, patriarca di Antiochia; San Anastasio II, patriarca di Antiochia, ieromartire; San Teotimo, vescovo di Tomis; San Giovanni Paleolavrita; Santi Atanasio e Giosaf delle Meteore.

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