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17.04: Memoria di Sant’Agapito Papa e Patriarca di Roma che confessa la retta fede di fronte all’eresia monofisita (verso il 536)

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

Sant’Agapito Papa e Patriarca di Roma che confessa la retta fede di fronte all’eresia monofisita (verso il 536)

Dal quotidiano Avvenire
Fu eletto Papa il 13 maggio 535 ma il suo pontificato durò poco più di undici mesi. Un periodo durante il quale l'imperatore d'Oriente Giustiniano riuscì a conquistare la rimanente parte del Medio Oriente e gran parte dell' Africa nord orientale, già regno dei Goti. Poi inviò il suo generale Belisario in Italia: sbarcato in Sicilia diresse le sue truppe verso Napoli e da li si preparò a sferrare l'attacco finale a Roma. Il principe ostrogoto Teodato riuscì però a costringere papa Agapito, usando la «longa manus» imperiale, ad intraprendere un duro viaggio verso Bisanzio, al fine di riuscire a convincere l'imperatore a desistere dalla sua impresa. Giunto a Costantinopoli, Agapito fu accolto con tutti gli onori ma non riuscì a far desistere Giustiniano dai propositi di riconquista della penisola italica. In compenso però, Agapito inflisse un duro colpo all'eresia monofisita, riuscendo a far allontanare il patriarca Antimo e a insediare il patriarca Menas. Dopo le fatiche del viaggio il Papa si ammalò gravemente. Morì il 22 aprile 536.

Martirologio Romano: A Costantinopoli, anniversario della morte di sant’Agápito I, papa, che si adoperò con fermezza perché il vescovo di Roma fosse eletto liberamente dal clero dell’Urbe e la dignità della Chiesa fosse ovunque rispettata; mandato poi dal re dei Goti Teódoto a Costantinopoli presso l’imperatore Giustiniano, difese la retta fede e ordinò Mena vescovo della città, dove riposò nella pace.

Tratto da
http://www.santiebeati.it/dettaglio/51150
Sembra fosse imparentato con San Gregorio Magno e con San Felice IV. Egli stesso figlio del prete Giordano rettore della chiesa dei SS. Giovanni e Paolo sul Celio di Roma, il quale fu ricordato per essere stato trucidato durante lo scisma, in quanto seguace di Simmaco.
Agapito fu consacrato il 13 maggio del 535.
Il suo regno durò poco più di undici mesi ma pur non essendo stato artefice di grandi eventi, grandi eventi si svolsero in quei pochi mesi.
L'imperatore d' oriente Giustiniano riuscì a conquistare la rimanente parte del medio oriente e gran parte dell' Africa nord orientale, già regno dei goti.
Amalasunta, madre di Atalarico fu fatta assassinare (mediante strangolamento) da Teodato (principe ostrogoto, figlio Amalafreda, sorella di Teodorico) che diede così il pretesto a Giustiniano, di inviare il suo generale Belisario per dirimere le questioni, il quale dopo essere sbarcato e conquistato la Sicilia diresse le sue truppe verso Napoli e da li si preparò a sferrare l'attacco finale a Roma che avrebbe inizialmente dovuto essere assediata.
Teodato non essendo preparato militarmente per le grandi battaglie riuscì però a costringere il pontefice, usando la "longa manus" imperiale, ad intraprendere un duro viaggio verso Bisanzio, al fine di riuscire a convincere l' imperatore a desistere dalla sua impresa.
Agapito si sottomise e non avendo fondi per affrontare il viaggio impegnò alcuni arredi della basilica di San Pietro.
Giunto a Costantinopoli, Agapito fu accolto con tutti gli onori ma non riuscì a far desistere Giustiniano dai propositi di riconquista della penisola italica.
Durante il suo brevissimo soggiorno a Costantinopoli però una cosa riuscì a rimediare: un' ulteriore sconfitta all'eresia monofisista, riuscendo a far allontanare il patriarca Antimo ( protetto dall'imperatrice Teodora) a favore dell'insediamento del patriarca Menas
Agapito, dopo le fatiche del viaggio si ammalò gravemente fino all'estrema conseguenza che accadde il 22 aprile del 536.
I suoi funerali furono volutamente di estrema sontuosità e la sua salma fu traslata a Roma per essere sepolta nel sagrato di San Pietro.

Tratto da
http://www.treccani.it/enciclopedia/agapito-i_%28Enciclopedia-Dantesca%29/
Successo a Giovanni II, papa inviso alla corte di Ravenna per i suoi stretti rapporti con Giustiniano, la sua elezione (maggio 535) dové non poco contrariare Teodato. A. infatti sancì definitivamente l'illiceità dell'uso della designazione da parte del papa vivente del successore, uso che era favorito dalla corte gota, che in questo modo aveva la garanzia di un papa sempre favorevole. Il re tuttavia si dovette servire di A. per una missione a Bisanzio; in questo periodo infatti i già precari rapporti tra Ravenna e l'Impero erano giunti a un punto critico dopo la tragica deposizione di Amalasunta, e l'esercito di Belisario già muoveva per ristabilire l'autorità dell'imperatore nelle regioni occidentali. Teodato, quindi, con concrete minacce costrinse il papa a recarsi presso Giustiniano per perorare la sua causa. Nel frattempo anche i rapporti tra Bisanzio e Roma erano giunti a un punto critico per il prevalere a corte della corrente monofisita, favorita dal patriarca Antimo, eletto subito dopo il papa (giugno 535) col favore di Teodora. A. si recò quindi in Oriente, e per quanto la sua missione sul piano politico fallisse, ottenne dei successi veramente considerevoli sul piano dottrinale. Appena giunto a Costantinopoli, infatti, il papa, sollecitato da vescovi e monaci orientali, affrontò e risolse la questione monofisita deponendo Antimo e mettendo al suo posto il patriarca Mena, fedele all'ortodossia; ottenne inoltre la professione di fede dell'imperatore e il riconoscimento da parte di questo del magistero della Chiesa di Roma e della differenza fondamentale fra il potere spirituale e il secolare.
Quello di A. nei confronti di Giustiniano fu un successo senza precedenti ottenuto soprattutto grazie alla forza della sua personalità. E questa influenza dell'uomo A. sull'imperatore è ben espressa da D. in Pd VI 16-18 ' l benedetto Agapito, che fue / sommo pastore, a la fede sincera / mi dirizzò con le parole sue. / Io li credetti: D. quindi vuol mettere in evidenza come la conversione di Giustiniano sia stata proprio il frutto di un rapporto personale fra i due, pone l'accento sulla devozione di lui verso il papa con l'appellarlo benedetto, e col riconoscerlo sommo pastore: tanto al disopra di sé che si designa Cesare, con titolo quindi puramente umano che ricorda solo il nome di un uomo che ebbe il sommo impero. Ma in realtà la fama dell'influenza che A. ebbe su Giustiniano, per essere stata così puntualmente colta da D., deve aver lasciato una profonda traccia, e abbiamo inoltre anche testimonianza del rancore che suscitò: ancora infatti alla metà del XII secolo il patriarca giacobita di Antiochia malediceva la memoria di questo papa che aveva affermato la superiorità giurisdizionale della Chiesa di Roma nella sede stessa dell'Impero.
Bibl. - Oltre alla bibliografia e alle fonti indicate alla voce A. di O. Bertolini, in Dizion. biogr. degli Ital. I (1960) 362-367, si veda, per quanto riguarda l'influenza del pontefice su Giustiniano, E. Caspar, Geschichte der Papsttums, II, Tubinga 1933, passim; si veda inoltre O. Bertolini, Roma di fronte a Bisanzio e ai Longobardi, Bologna 1941, 117, 123-129, 170, 211-214; per l'interpretazione di D., la lettura di O. Bacci, in Lett. dant. 1441, e quella di P. Brezzi, in Lect. Scaligera III 179; e infine le voci A., a c. di J.P. Kirsch, in Dictionn. d'hist. et de géogr, ecclésiastiques, I, coll. 887-890, e di P. Paschini, in Enc. Ital., I.

Consultare anche
http://www.treccani.it/enciclopedia/papa-agapito-i_(Dizionario-Biografico)/

ed inoltre
BIBLIOTECA DI AGAPITO
https://www.romanoimpero.com/2012/11/biblioteca-di-agapito.html

 

 


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