Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*




08.05: Memoria di San Cataldo vescovo irlandese patrono di Taranto (verso il 190)

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

San Cataldo vescovo irlandese patrono di Taranto (verso il 190)

La storia di San Cataldo, dall’Irlanda a Taranto

Tratto da
http://www.tarantomagna.it/storia-taranto/san-cataldo-irlanda-taranto/
Il mare limpido e la bonta’ del pesce tarantino sono un’indiscutibile attrattiva…conosco persone che per una spaghettata con le cozze sarebbero capaci di attraversare lo Ionio nuotando a farfalla (ogni riferimento e’ puramente casuale). Ma qualcosa mi dice che non sia per queste cose che abbia abbandonato il paese natio. Per cosa, allora?

Dovevo indagare, dovevo sapere. Dalle mie letture sono venute fuori notizie interessantissime. Ho scoperto che San Cataldo era un uomo colto, generoso e di talento

Ma soprattutto, come molti eccellono nello sport, nella pittura, negli scacchi o nel comporre versi, Cataldo sembrava avere invece, sin da piccino, una certa attitudine a far miracoli. Molti miracoli. Non tre o quattro, come nel curriculum di ogni santo che si rispetti.Ha fatto piu’ miracoli lui nella vita che starnuti io nella mia.
La cosa che piu’ mi ha colpito, poi, e’ la disinvoltura disarmante con cui compiva questi prodigi. Raccontano le leggende che San Cataldo resuscitava i morti e guariva gli infermi con la stessa naturalezza con cui un comune mortale si gratta il naso. Una carezza, un bacio, un po’ di terriccio sollevato in aria e… puff! Accadeva l’impossibile.

I Miracoli di San Cataldo
La vita di San Cataldo e’ densa di avvenimenti affascinanti. Come dicevo, pero’, sono troppi perche’ io ne possa parlare come si deve. Ho deciso percio’ di limitarmi a citarne alcuni rapidamente.
Ormai adulto, dono’ gli averi ereditati dai genitori a poveri e bisognosi. E per chi volesse ancora prove della sua filantropia, resuscito’ un operaio che cadde da un muro mentre stava lavorando alla costruzione di un tempio religioso. Richiamo’ alla vita anche il figlio di un soldato che, vedendosi il ragazzo in piedi e in perfetta salute, impazzi’ di gioia e parlo’ a tutti del prodigio che Cataldo aveva compiuto.

Qualche tempo dopo il parto, la madre Aclena si ammalo’ gravemente e mori’. Cataldo, quasi come se capisse la gravita’ dell’accaduto, si avvicino’ alla madre e la riporto’ in vita con un semplice tocco della sua mano Aveva ancora i denti da latte, quando fece un capitombolo e urto’ violentemente la testa sul pavimento. La pietra su cui cadde divenne morbida come cera e assunse la forma del capo del bimbo. Fu poi estratta e messa all’aperto. Ogni volta che pioveva, si riempiva di acqua e quell’acqua divenne rimedio per guarire qualsiasi tipo di infermita’ infantile.
Ormai adulto, dono’ gli averi ereditati dai genitori a poveri e bisognosi. E per chi volesse ancora prove della sua filantropia, resuscito’ un operaio che cadde da un muro mentre stava lavorando alla costruzione di un tempio religioso. Richiamo’ alla vita anche il figlio di un soldato che, vedendosi il ragazzo in piedi e in perfetta salute, impazzi’ di gioia e parlo’ a tutti del prodigio che Cataldo aveva compiuto.

San Cataldo in prigione
Non spaventatevi per questo titolo. San Cataldo restò in prigione solo per una notte… non ebbe neanche il tempo di vedere il sole a scacchi.
L’affetto che il popolo provava per lui aveva suscitato le invidie dei potenti. La notizia dei suoi miracoli arrivo’ infatti fino alle orecchie del re (non si sa quale re) che fece rinchiudere Cataldo in una prigione con l’accusa di praticare la magia.
Ma la notte del re fu piena di incubi: sogno’ due angeli. Uno gli annunciava la morte imminente, l’altro gli prometteva il perdono se avesse liberato il prigioniero e gli avesse donato il ducato di Meltride, che sarebbe morto quella notte.
Appena sveglio, il re racconto’ alla moglie il sogno. In quel preciso momento, un nunzio li raggiunse e comunico’ loro la morte di Meltride. La profezia del sogno si era avverata.
Dire che il re fosse terrorizzato e’ veramente poco. Era bianco come un lenzuolo. Subito diede ordine che Cataldo fosse liberato e, per farsi perdonare, lo prego’ di accettare il Vescovado di Rachau e il ducato di Meltride.

La visione in Terra santa
Arriviamo adesso al nocciolo della questione, ovvero a spiegare cosa condusse San Cataldo fino a Taranto. Si trovava in Terra Santa a visitare i luoghi sacri, quando ebbe una visione. Dio gli disse:
Cataldo, recati a Taranto, ove la Fede predicata dal mio primo Apostolo Pietro sta in pericolo di perdersi del tutto. Ti costituisco percio’ Pastore di quei popoli che si trovano senza guida. Alle tue cure raccomando la Chiesa Tarantina: vade Tarentum!
La volonta’ divina era che Cataldo evangelizzasse Taranto, una citta’ dove la fede languiva a causa della mancanza di Clero e Pastori.
Durante la traversata in mare, infurio’ una terribile tempesta, che, indovinate un po’, Cataldo riusci’ a domare con la forza delle sue preghiere. Per la cronaca, in questa occasione resuscito’ anche un marinaio, travolto da uno dei pennoni della nave

L’arrivo di San Cataldo a Taranto
Arrivato a Taranto, il Santo comincio’ a predicare il Vangelo come prima di lui fecero San Pietro e Marco, suo discepolo. Fece moltissimi miracoli e l’entusiasmo dei tarantini fu tale che tutti abbracciarono la Fede Cristiana e proclamarono Cataldo vescovo della citta’.
Quanto tempo sia vissuto a Taranto, non si sa con precisione: forse vent’anni. Si sa pero’ che mori’ molto vecchio e che chiese che il suo corpo venisse sepolto nella Cappella di S. Giovanni in Galilea, accanto alla Cattedrale.
Anche dopo la sua morte accaddero eventi prodigiosi: ogni sorta d’infermita’ e di sofferenza venivano guarite solo toccando il suo corpo.
Il ritrovamento del corpo di San Cataldo
L’Arcivescovo Drogone trovo’ il corpo di San Cataldo circa dieci secoli piu’ tardi quando ordino’ di ricostruire la chiesa diroccata dove il Santo era stato sepolto. Di San Cataldo era ormai stata perduta ogni memoria a causa delle continue distruzioni che Taranto subi’ nel tempo (tutta colpa dei Saraceni!).

Era il 10 maggio del 1071 e, mentre gli operai scavavano, il loro piccone urto’ contro un sarcofago di marmo che emanava una dolce profumo.
Venne trovato al suo interno un corpo in perfetto stato di conservazione e una crocetta di oro su cui era inciso a caratteri latini il nome “Cataldus”.
Come si sparse la notizia del rinvenimento delle reliquie di San Cataldo, i fedeli accorsero per chiedere grazie, molte delle quali furono soddisfatte.
Le ossa del santo sono oggi custodite all’interno del cappellone del Duomoe ogni anno, nei giorni 8, 9 e 10 maggio, Taranto festeggia il suo patrono con fuochi di artificio, spettacoli folkloristici e una suggestiva processione marittima che passa attraverso il canale navigabile.
Un giusto tributo, direi, ad un uomo che ha fatto davvero del bene alla citta’, siano o meno soltanto favole.

Tratto da
http://www.targatota.org/2012/05/cultura-san-cataldo-storia-e-tradizione.html
STORIA Cataldo Sambriak nasce a Canty, in Irlanda, all’inizio del VII secolo da una famiglia divenuta fervente cattolica a seguito dell’imponente opera di evangelizzazione di San Patrizio. Dopo essere stato professore universitario e poi monaco e abate a Lismore, viene imprigionato con l’accusa di magìa per aver resuscitato due bambini. Liberato grazie all’intercessione di due Angeli che apparvero in sogno al re del Munster, diviene Vescovo di Rachau. Durante un pellegrinaggio in Terra Santa viene invitato da alcuni tarantini a governare la loro diocesi in preda al paganesimo. Secondo la leggenda fu lo stesso Signore ad indicargli Taranto con l’invio di un Angelo. Così, di ritorno dal viaggio, vi si ferma e, constatata la situazione, decide di trasferirvisi operando nella popolazione diverse guarigioni miracolose. Si dice che arrestò una terribile tempesta gettando in Mar Grande il suo anello, da cui originò una sorgente d’acqua dolce, tuttora nota come Anello di San Cataldo. San Cataldo muore a Taranto l’8 marzo del 685 e viene sepolto, per suo volere, nell’allora duomo di San Giovanni in Galilea, poi distrutto dai Saraceni nel 927. Il 10 maggio del 1071, durante i lavori di ricostruzione del tempio, il corpo del Santo viene ritrovato in un’urna di marmo, avvolta in abiti pontificali e con una croce dorata sul petto con incisa la parola CATALDUS: i tarantini gli dedicarono la nuova Cattedrale (la più antica di Puglia) e lo eressero a Patrono della città. Dal 1151 le reliquie del Santo irlandese, che per le sue origini è conosciuto come Protettore dei Forestieri, sono conservate in un’urna d’argento nel transetto destro della Cattedrale, poi divenuta l'opera barocca di grande pregio nota ai tarantini come “Cappellone”.

Tratto dal quotidiano Avvenire
Nato in Irlanda all'inizio del secolo VII, dopo essere stato monaco e poi abate del monastero di Lismore, fondato dal vescovo Cartagine, Cataldo divenne vescovo di Rachau. Durante un peilegrinaggio in Terra Santa, morì a Taranto, nella cui cattedrale fu sepolto e dimenticato. Nel 1094, durante la ricostruzione del sacro edificio, che era stato distrutto dai Saraceni, fu ritrovato il suo corpo, come indicava chiaramente una crocetta d'oro su cui era inciso il suo nome e quello della sede episcopale. Questo reperto, che si conserva insieme col corpo ha permesso di stabilire che il santo visse nel secolo VII e erroneamente, quindi, i tarantini lo considerarono loro vescovo, anzi il protovescovo. nominato da s. Pietro apostolo. Il 10 maggio ricorre la festa di Cataldo, che è patrono della città bimare ed è venerato, oltre che in Irlanda, sua patria, nell'Italia Meridionale e insulare. A Modena gli è intitolata una chiesa parrocchiale e Supino, cittadina del Lazio meridionale, è uno dei centri del suo cult
Tratto da
http://www.santiebeati.it/dettaglio/52700
Nato in Irlanda all'inizio del secolo VII, dopo essere stato monaco e poi abate del monastero di Lismore, fondato dal vescovo Cartagine, Cataldo divenne vescovo di Rachau. Durante un peilegrinaggio in Terra Santa, morì a Taranto, nella cui cattedrale fu sepolto e dimenticato.
Nel 1094, durante la ricostruzione del sacro edificio, che era stato distrutto dai Saraceni, fu ritrovato il suo corpo, come indicava chiaramente una crocetta d'oro su cui era inciso il suo nome e quello della sede episcopale. Questo reperto, che si conserva insieme col corpo ha permesso di stabilire che il santo visse nel secolo VII e erroneamente, quindi, i tarantini lo considerarono loro vescovo, anzi il protovescovo. nominato da s. Pietro apostolo. Il 10 maggio ricorre la festa di Cataldo, che è patrono della città bimare ed è venerato, oltre che in Irlanda, sua patria, nell'Italia Meridionale e insulare. A Modena gli è intitolata una chiesa parrocchiale e Supino, cittadina del Lazio meridionale, è uno dei centri del suo culto.

Consultare anche
http://www.treccani.it/enciclopedia/santo-cataldo_(Dizionario-Biografico)/

 

 


Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 16-12-2019

Santo Profeta Aggeo; San Marino, martire; Santi Promo, Ilarione, e compagni, martiri; San Memnone, arcivescovo di Efeso; San Modesto, arcivescovo di Gerusalemme; Santa Teofano, imperatrice; San Nicola II, patriarca di Costantinopoli.

i santi di domani 17-12-2019

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP