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15.05: Memoria del santo nostro padre Pacomio il grande

 




 

San Pacomio, detto il Grande, nacque da genitori pagani in Egitto attorno al 292. Inizialmente divenne soldato, ma presto le virtù che aveva ammirato nei Cristiani lo condussero alla fede e per questo divenne discepolo di un eremita di nome Palamone. Tali furono le sue virtù che l'isola di Tabennisia del Nilo si riempì di asceti e quindi di monasteri, di cui Pacomio divenne guida. San Pacomio, oltre ad essere stato il primo a scrivere una regola di vita monastica in copto, è considerato il fondatore della vita cenobitica in Egitto, poiché stabilì una regola monastica accessibile a molti.
Intorno al 345 (poco prima della morte di Pacomio) c'erano già otto monasteri pacomiani e diverse centinaia di monaci; entro una generazione dopo la sua morte, questo numero crebbe enormemente con la diffusione dall'Egitto alla Palestina, al deserto della Giudea, la Siria, il Nord Africa e, infine, l'Europa occidentale. Pacomio è anche accreditato come il primo cristiano ad aver utilizzato e raccomandato l'uso di una corda per la preghiera.
Una sola volta ricevette la visita di Basilio di Cesarea che prese molte delle sue idee e le portò a Cesarea.
Tra i molti miracoli da lui operati ci fu quello di parlare miracolosamente le lingue greca e latina benché non le avesse mai imparate.
Egli rimase abate dei cenobiti per circa quarant'anni. Quando contrasse una malattia epidemica (probabilmente la peste), chiamò i monaci, li rafforzò nella fede e nominò il suo successore, poi morì il 14 Pashons, 64 A.M. (anno mundi), cioè il 9 maggio 348.

 


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