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15.05: Memoria di San Simplicio Vescovo martire in Sardegna sotto Diocleziano con Santa Rosula (verso il 304)

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

San Simplicio Vescovo martire in Sardegna sotto Diocleziano con Santa Rosula (verso il 304)

Tratto da quotidiano Avvenire

A celebrare il nome del santo vescovo a Olbia è la basilica che gli è dedicata, uno dei massimi monumenti romanici della Sardegna, completamente in granito, risalente all'XI secolo. Cippi di età romana e ritrovamenti di varie epoche storiche (cartaginese, romano, paleocristiano, con reperti fino al tardo Medioevo) fanno dedurre che l'area sulla quale si scelse di edificare la basilica fosse un luogo di particolare valore simbolico

Martirologio Romano « A Fausania, in Sardegna, san Simplicio vescovo e martire il quale al tempo di Diocleziano, sotto il preside Barbaro, trafitto da lancia consumò il martirio »

Tratto da
http://www.santiebeati.it/dettaglio/90964

Purtroppo non vi sono certezze sulla vita di questo santo, le fonti che lo ricordano sempre al 15 maggio, sono tre e danno versioni diverse.
La prima ‘passio’ pervenutagli dalla Sardegna, indusse il grande Cesare Baronio ad inserirlo nel ‘Martirologio Romano’ come vescovo di Fausania (Terranova – Pausania), nome fino al 1939 dell’odierna Olbia (SS), morto martire sotto Diocleziano (243-313).
La seconda fonte è il ‘Martirologio Geronimiano’ che lo ricorda nel giorno della sua festa con queste parole: “In Sardinia Simplicii presbiteri”, in effetti un santo di nome Simplicio è realmente esistito ma era un sacerdote non vescovo.
Una terza fonte cioè una ‘passio’ più recente lo ha raggruppato con i santi martiri Gabino, Proto e Gennaro, Saturnino, di Cagliari, ma non è di nessun valore storico.
Non vi sono purtroppo altre notizie, mentre il suo culto si affermò nella regione dell’antica città di Olbia, di cui è il patrono e nel secolo XI gli venne eretta una chiesa, romanica, che è attualmente il maggiore monumento cittadino, costruita tutta in conci di granito, di rudi forme, con facciata di tipo pisano.

Tratto da
https://it.wikipedia.org/wiki/Simplicio_di_Olbia

Sulla sua esistenza storica non vi sono dubbi, dato che tutti i martirologi ne fanno cenno; i dubbi sorgono sui suoi titoli: alcuni infatti lo ricordano come vescovo, altri come presbitero e alcuni non accennano al martirio. La Passio del XII secolo, redatta dai monaci Vittorini di Marsiglia, lo presenta come vescovo e martire sotto Diocleziano nel 304 Civita (poi Olbia), la Gallura e il giudicato di Gallura scelsero Simplicio come loro santo protettore.
Fausania, nome altomedievale di Olbia, è menzionata in una lettera di papa Gregorio I, il quale, nel VI secolo, esorta ad eleggere un nuovo vescovo per questa città, la quale ne era priva da lunghissimi anni a causa delle difficoltà dei tempi.
L'ultimo vescovo di Fausania-Civita fu Pietro Stornello (1490-1511): la diocesi continuò fino al 1836 col nome di Civita e Terranova, associato ad Ampurias (Castelsardo), e trasferita a Tempio Pausania.
Simplicio è sempre effigiato con mitra, piviale e bacolo pastorale: così appare, con Vittore, nell'affresco della fine del XII secolo che tuttora si vede nella chiesa.
Nel sito dove sorge il tempio - Giovanni Paolo II lo elevò al rango di basilica minore - Simplicio sarebbe stato martirizzato il 15 maggio 304, durante il regno del menzionato imperatore. Secondo una leggenda locale, parte del corpo di san Simplicio fu gettato in mare presso l'isolotto di Tavolara, dove ai superstiziosi pescatori pareva di vedere un continuo ribollimento delle acque.
I resti ritenuti di san Simplicio e san Vittore furono rinvenuti nel 1940 nella chiesa olbiese di San Paolo, lì trasferiti nel 1840/43 dall'antica cattedrale extra muros.
La chiesa, la più significativa della Gallura, ebbe un ruolo fondamentale negli avvenimenti del giudicato: vicino ad essa sorgevano insigni palazzi, tra cui quelli della cancelleria e del vescovo; qui i Giudici prestavano giuramento e si sposavano (da ricordare il matrimonio, qui celebrato, della giudicessa Elena di Gallura col pisano Lamberto Visconti che sostituì sul trono la sua famiglia a quella dei Lacon-Gunale).
Fu cattedrale della diocesi gallurese per secoli, sostituita a metà Ottocento dal duomo di Tempio Pausania
Terranova Pausania (odierna Olbia), infatti, era assai decaduta e spopolata: l'artistica chiesa si trovava ormai isolata fuori le mura, quasi in aperta campagna e chiusa fino ai primi anni cinquanta del Novecento.

Leggere anche
http://www.lanuovasardegna.it/regione/2012/02/14/news/le-reliquie-di-simplicio-nell-ex-cimitero-1.3664626

tratto da
http://www.sansimplicioolbia.it/it/articles/19/Simplicio-la-storia-del-santo.html
Simplicio, la storia del santo
I festeggiamenti in onore del patrono San Simplicio, che viene ricordato il 15 maggio, costituiscono una ricorrenza molto sentita a Olbia.
San Simplicio fu martirizzato nell'anno 304 per volontà del governatore romano della Provincia di Sardegna e Corsica, che viene ricordato con nome di Barbaro. L'imperatore in quel momento era Diocleziano e questi aveva ordinato che fossero perseguitati tutti i cristiani presenti sul territorio dell'impero. Sorte alla quale non sfuggì neanche Simplicio, che era vescovo di Olbia. Simplicio venne trafitto da una lancia e morì dopo tre giorni di agonia. Insieme a lui vennero martirizzati anche Rosola, Diocleziano e Fiorenzio. I quattro furono sepolti nella necropoli romana posta fuori le mura.
Una parte del corpo del santo, secondo una leggenda locale, sarebbe stata gettata in mare vicino l'isolotto di Tavolara, perché ai superstiziosi pescatori sembrava che le acque ribollissero continuamente. Nel 1940 nella chiesa di San Paolo ad Olbia sono stati rinvenuti dei resti, attribuiti a San Simplicio, che sono stati poi trasferiti nell'antica cattedrale fuori le mura dedicata al santo.
A confermare il martirio di San Simplicio le fonte storiche relative ai primi secoli della Chiesa, il culto e la tradizione antichissima della Chiesa in Sardegna. Il primo riferimento a San Simplicio si trova nel Martirologio Geronimiano, redatto alla fine del V secolo. La sua figura viene poi ricordata nei codici che riportano i testi del Martirologio Geronimiano. Da questi testi derivano anche il giorno e il luogo del martirio e i compagni. A rafforzare ulteriormente la figura di San Simplicio i martirologi definiti "storici", da quello di San Beda, redatto all'inizio dell'VIII secolo, al Martirologio Romano del Baronio nel XVII secolo.
Come testimonia un affresco della fine del XII secolo all'interno della basilica di San Simplicio, il santo martire viene raffigurato con mitra, piviale e bacolo pastorale.
San Simplicio oltre ad essere il patrono di Olbia, è anche il santo protettore della Gallura e della diocesi di Tempio-Ampurias. In suo onore sono stati costruiti edifici di culto non solo in Gallura ma anche nel resto della Sardegna, come a Sassari, Narcao, Guspini, Stintino e Viddalba.

 

 

 


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