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18.05: Memoria di San Felice Vescovo di Spello, martire sotto Massimiano (tra il 286 e il 305)

 




 

San Felice Vescovo di Spello, martire sotto Massimiano (tra il 286 e il 305)
Nel Martirologio di Usuardo del sec. IX, al 18 maggio si trova questo elogio: "Ipso die sancti Felicis episcopi qui apud Spellantensem urbem sub Maximiano imperatore palmam martyrii adeptus est"

TRATTO da
http://www.visitgianoumbria.it/abbazia-di-san-felice/il-martirio-di-san-felice-una-strana-storia/
San Felice, patrono di Giano dell’UmbriA e di Massa Martana, fu vescovo tra la fine del III e l’inizio del IV sec. d.c. di Vicus ad Martis. Complicata la questione agiografica che lo fa vescovo di più città…Massa Martana, Giano, Spello, come dubbioso il luogo e la data della sua morte. Diverse inoltre sono le versioni relative al suo martirio avvenuto ad opera del prefetto Tarquinio presumibilmente tra il 304 e il 306 d.C. Si narra che, per intervento divino, stentasse a morire nonostante le terribili torture alle quali fu sottoposto: fu immerso in una pentola con pece bollente, fu messo sui carboni ardenti come San Lorenzo, alla fine fu decapitato. Numerosi inoltre si dice fossero gli eventi straordinari che si scatenarono nel momento della sua morte: l’improvviso offuscamento del cielo con tuoni e fulmini, un terremoto e l’apparizione di angeli. Dopo la sua morte, per dare degna sepoltura a Felice, i cristiani del Vicus ad Martis portarono via di nascosto il corpo e costruirono, in un bosco sacro di lecci dove il santo si ritirava in preghiera, una cappella in cui collocarne il sarcofago. Sulla tomba di Felice, nel X secolo, venne costruita la chiesa romanica in pietra locale, per accogliere i pellegrini che si recavano a pregare il Santo. Secondo una leggenda i buoi che trainavano il carro che trasportava il corpo del martire dal Vicus ad Martis verso il territorio di Giano , giunti su una piccola collina si inginocchiarono per mostrare il luogo dove doveva sorgere la chiesa. Secondo un’altra versione, i buoi si sarebbero invece imbizzarriti, facendo cadere il sarcofago del santo nel luogo dove oggi sorge la chiesa. Oggetto di grande devozione, il corpo di Felice era ed è conservato in un sarcofago in travertino locale appoggiato su 4 colonnine, decorato su un lato con elementi di difficile interpretazione; la sua tomba era famosa per avere poteri taumaturgici: le persone che soffrivano di male alle ossa e i bambini che avevano problemi agli arti e agli occhi venivano infatti miracolosamente guariti al contatto con la tomba. Il malato, come raccontano le immagini all’interno de chiostro dell’Abbazia, doveva passare gattoni sotto il sarcofago di San Felice, sfiorandolo con il corpo, per uscirne così guarito da molti mali. Gli abitanti di Giano, avevano l’abitudine di onorare San Felice anche durante la processione della Madonna del Fosco…passavano dietro al sarcofago in segno di omaggio e poi proseguivano per il Santuario.

Tratto da
https://it.wikipedia.org/wiki/Felice_di_Massa_Martana
Nacque e crebbe, secondo la tradizione trascritta dallo Jacobilli, a Massa Martana, anticamente Vicus ad Martis Tudertium sotto l'egida del vescovo Ponziano di Todi, che lo battezzò[1]. Qui, per merito delle sue virtù, fu eletto vescovo e confermato da papa Caio nel 295 (l'esistenza di tale diocesi, che pur sopravvive come sede titolare, è però messa in dubbio da vari autori[2][3]); fu fervente predicatore e operò numerose conversioni e ordinazioni, soprattutto nella città di Spello[4].
Nel 303 avrebbe preso parte al concilio di Sinuessa oggi ritenuto unanimemente un falso storico.[4][5]
Visse sotto la diarchia di Diocleziano e Massimiano, che, tramite il prefetto Tarquinio, perseguitarono Felice; questi, avendo rifiutato di abiurare la propria fede fu martirizzato per mezzo della decapitazione [6], dopo essere miracolosamente scampato al supplizio della graticola[7].
Il suo corpo nottetempo fu celato dai fedeli e discepoli (fra i quali Faustino di Todi) e posto in un sepolcro.
. • ^ San Felice sul sito http://www.lamiaumbria.it
• ^ San Felice di Spalato, su santiebeati.it. URL consultato il 19 settembre 2013.
• ^ Lanzoni, p. 507
• ^ a b Jacobilli, p. 370
• ^ Angelo Di Berardino, Marcellino, santo, Enciclopedia dei Papi, 2000.
• ^ Massa Martana festeggia il Santo patrono (PDF), su webdiocesi.chiesacattolica.it. URL consultato il 19 settembre 2013.
• ^ San Felice, su comune.massamartana.pg.it. URL consultato il 19 settembre 2013.

Controversie sull'identità
Alcuni autori, come il Lanzoni, il Burchi e il Delehaye ritengono che il Santo sia uno "sdoppiamento" dell'omonimo san Felice di Spalato, favorito dall'assonanza del nome latino del luogo di provenienza (Hispellum, Spello e Spalatum, Spalato), anche perché i due santi condividono la stessa data del martirio. Eccetto le indicazioni topografiche, la passio di Felice di Martana è identica a quella di san Felice di Spello. Inoltre, sempre a causa dell'assonanza tra Spalatensis e Spoletensis, Felice venne inserito anche tra i santi della diocesi di Spoleto.[9]
• ^ Voce San Felice di Spalato in Santi e Beati.

 

 

 


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